OBAMA LO PRENDE NEL KU-KLUX-KLAN - IN VIRGINIA, ALLE PORTE DI WASHINGTON, RINASCE IL MOVIMENTO DEI RAZZISTI INCAPPUCCIATI - CROCI IN FIAMME E RITI COLLETTIVI IN DIFESA DELL’IDENTITÀ BIANCA COME REAZIONE ALA CRISI, OSTILITÀ VERSO GLI IMMIGRATI E RABBIA PER L’ASCESA SOCIALE DEGLI AFROAMERICANI (ARRIVATI FINO ALLA CASA BIANCA) - “IN AMERICA I NERI HANNO L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE NAACP, I MESSICANI IL GRUPPO LA RAZA E GLI EBREI LA LEGA ANTI-DIFFAMAZIONE, NOI BIANCHI ABBIAMO IL KU KLUX KLAN”…

Maurizio Molinari per "la Stampa"

Cappello bianco a punta e manto rosso sulle spalle Ernie Campell veste con orgoglio le insegne dei «cavalieri» del Ku Klux Klan sfilando a cavallo davanti ad un benzinaio di Dungannon, Virginia, in omaggio al giorno dell'Indipendenza: è uno degli scatti con cui il fotoreporter Jim Lo Scalzo, della European Press Photo Agency, documenta la rinascita del Ku Klux Klan nello Stato della Virginia, poco lontano da Washington.

Le foto descrivono momenti pubblici e privati dei «cavalieri» di tre sezioni dell'«Impero invisibile» - come il Kkk ama definirsi - che non celano nomi e residenze ostentando forza politica e sicurezza personale, a conferma di quanto sostengono gli studi del «Southern Poverty Law Center» di Montgomery, in Alabama, sul rafforzamento della galassia dei suprematisti bianchi nell'America di Barack Obama. Nel maggio scorso il «Center» documentò in particolare come questi gruppi fossero divenuti oltre mille con il Ku Klux Klan che si distingue per «aver il suo nuovo epicentro nel Sud della Virginia».

È proprio qui che Jim Lo Scalzo ha incontrato personaggi come Stan Martin della «Brigata dei Cavalieri Ribelli» che gli ha spiegato la crescita di popolarità con l'ostilità diffusa nei confronti «dei cambiamenti demografici a favore delle minoranze, dei diritti dei gay e del presidente nero». «In America i neri hanno l'Associazione nazionale Naacp, i messicani il gruppo La Raza e gli ebrei la Lega anti-diffamazione, noi bianchi abbiamo il Ku Klux Klan» spiega Martin, che assieme ad altri «cavalieri» ha mostrato come la riorganizzazione avviene sulla base del volontariato di privati. Si tratta infatti di singoli cittadini che vanno nei boschi a tagliare gli alberi che servono per erigere croci da bruciare in cerimonie rituali notturne dentro proprietà private, nelle quali le forze dell'ordine non entrano.

Il leader del Kkk di Dungannon è l'«Imperial Wizard» (Mago imperiale) Gary Delp che in una foto indossa una tunica viola con tanto di cappello e strisce dorate. Ma il suprematismo bianco non è solo un'attività per uomini ed a dimostrarlo sono le donne della sezione «Cavalieri della Croce del Sud» che si fanno fotografare incappucciate pochi attimi prima della cerimonia svoltasi in una proprietà di Powhatan durante la quale viene data alle fiamme una imponente croce di legno da parte di seguaci che vogliono «purificare l'America» dalle molteplici «infezioni razziali».

La forza della «Brigata dei Cavalieri Ribelli» sta nell'essere riuscita a reclutare in Alabama, Georgia, North Carolina, South Carolina, Virginia, Tennessee, Maryland, Delaware e Pennsylvania come ha dimostrato l'adunata celebrata a metà settembre nella Harrison County, in Mississippi, durante la quale il «Califfo imperiale» Chris Barker ha annunciato «lo sbarco in West Virginia». Il canale tv «Fox29» della Pennsylvania ha svolto un'inchiesta sulla «Brigata dei Cavalieri Ribelli» riuscendo a intervistare il coordinatore, Chris Barker, residente in North Carolina.

«Stiamo crescendo molto in Delaware e Maryland, puntiamo ad acquistare terreni per farvi svolgere dei rituali collettivi - ha spiegato Barker - e il fine è di scegliere località accessibili a chi risiede nel Nord della Pennsylvania». È un reticolo di iniziative, reclutamenti, raccolte fondi ed acquisti di terreni che, secondo il «South Poverty Law Center» ha una precisa regia perché è teso a rafforzare la presenza del Ku Klux Klan nelle regioni attorno a Washington, la capitale federale dove secondo i «Cavalieri Bianchi» si «accumula la corruzione».

Per comprendere cosa spinge un crescente numero di cittadini a partecipare a tali «eventi privati» bisogna ascoltare neoadepti come Dennis LeBonte di Powhatan che spiega: «Non partecipo al Ku Klux Klan perché odio la gente, ma solo perché sono irritato per cosa stanno facendo alla mia nazione».

Nel vecchio tribunale della Patrick County, a Martinsville, un centinaio di «Klansmen» hanno ascoltato un «cavaliere» di nome Bradley Jenkins affermare quanto segue: «Signore e signori residenti in questa contea, il Ku Klux Klan è arrivato qui per restarci, per battersi a favore di ciò che la gente vuole. Volete la pace? Anche io la voglio, ma per la mia razza».

Simili eventi si sono svolti dall'inizio dell'anno nelle contee di Eden, Max Meadow, Dunagan e Henry confermando il consolidamento in Virginia con una miriade di cerimonie che includono anche la celebrazione delle nozze. In una foto di Jim Lo Scalzo si vedono infatti Juanita e Jerry Tignor tenersi per mano durante un matrimonio celebrato dall'«Imperial Wizard» Gary Delp nell'angolo di un grande giardino privato, poco dopo aver dato fuoco ad una croce di legno, in segno di buon auspicio.

La tesi di Wornie Reed, che guida il centro di studi sulla Giustizia sociale all'ateneo Virginia Tech, è che «ci troviamo di fronte ad una massiccia reazione alla sovrapposizione fra impoverimento economico, ostilità verso gli immigrati e rabbia per l'affermazione sociale degli afroamericani». Ironia della sorte vuole che la Virginia sia uno degli Stati che Obama punta a vincere nel 2012 per garantirsi la rielezione alla Casa Bianca.

 

FIACCOLATA DEL KU KLUX KLAN IN VIRGINIAUNA DONNA CON LA DIVISA DEL KU KLUX CLANIL 'MAGO IMPERIALE' KELP (IN VIOLA) CON I SUOI SEGUACIBARACK OBAMA

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)