“SE LA FRANCIA NON È COINVOLTA, È SOLO PER COLPA SUA” – JACQUES ATTALI, ECONOMISTA ED EX “PADRINO” DI MACRON, SCARICA IL TOYBOY DELL’ELISEO: “SULL’ASSE ITALO-TEDESCO SI ESAGERA, MA È UNA BUONA NOTIZIA CHE GERMANIA E ITALIA SI SVEGLINO E AGISCANO COME GRANDI POTENZE. TROVO POSITIVO CHE ABBIANO DEI PROGETTI COMUNI E SAREBBE UN BENE SE NE AVESSERO ANCHE CON LA FRANCIA” – “A MACRON MANCA SOLO UN ANNO PER FINIRE IL MANDATO E QUESTO NON AIUTA. PERCHÉ COSTRUIRE QUALCOSA CON LUI, CHE POI NON POTRÀ SEGUIRE?” – “L’UE, SEBBENE SIA IMPERFETTA, CON MOLTE DISEGUAGLIANZE E INGIUSTIZIE, È UNA SORTA DI PARADISO TERRESTRE CHE VA DIFESO DALLE MINACCE DEGLI INVASORI…”
Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per “la Stampa”
«Il fatto che la Germania e l'Italia si sveglino e agiscano come delle grandi potenze è una buona notizia». Per questo Jacques Attali, 82 anni, non sembra essere particolarmente preoccupato dall'intesa italo-tedesca che sembra aver messo da parte Parigi.
«Non ci sono motivi particolari per preoccuparsi», secondo l'ex consigliere di François Mitterrand, considerato come il talent scout del presidente Emmanuel Macron. «Se dovessi dargli un consiglio lo farei in privato, ma mi guardo bene dal farlo», dice Attali […] spiegando che «l'importante è non dare l'impressione di uscirne divisi».
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
C'è una frattura oggi in Europa che vede da una parte la Francia e dall'altra la Germania e l'Italia?
«Si esagera. Personalmente sono contento che Berlino sia così coinvolta e che Roma, nonostante quello che si potesse temere con Giorgia Meloni, non si sia allontanata dall'Europa.
Trovo positivo che abbiano dei progetti comuni e sarebbe un bene se ne avessero anche con la Francia. Certo, qui si risvegliano dei vecchi ricordi legati alla guerra, ma sono cose assurde da pensare. Se la Francia non è coinvolta, è solo per colpa sua».
JACQUES ATTALI - EMMANUEL MACRON
Per quali la ragioni la Francia si trova in queste condizioni?
«Ci sono diversi motivi. A Macron manca solo un anno per finire il mandato e questo non aiuta. Perché costruire qualcosa con lui, che poi non potrà seguire? L'estrema debolezza del governo francese dà poi l'impressione che Parigi non sia un partner con il quale ci si può impegnare sul lungo termine».
Il presidente francese ha rilanciato l'idea degli eurobond.
«Si sta capovolgendo il problema, che non riguarda i soldi. Quelli, che vengano dagli eurobond o meno, si trovano sempre se si hanno dei buoni progetti. Ma non ce ne sono.
Ci mancano degli ingegneri intraprendenti, come quelli che hanno concepito Airbus o i carri armati tedeschi o le navi italiane».
giorgia meloni quando vede friedrich merz
Per la Germania la questione eurobond riguarda più il tema della produttività.
«C'è un problema in questo senso che passa per il cambiamento di norme e di regolamentazioni. Il denaro potrebbe essere però utilizzato per i progetti e non per compensare l'assenza di produttività, cosa che rappresenterebbe un errore».
Il progetto franco-tedesco destinato alla realizzazione di un caccia del futuro (Fcas) con la collaborazione della Spagna, che sembrerebbe ormai essere naufragato, sembra essere un esempio di questo tipo di progetti. Come interpreta il suo fallimento?
«Ognuno vuole appropriarsene. I francesi sono bravi nel fare gli aerei, che li facciano. Così come gli italiani nel settore della marina e i tedeschi per i carri armati. L'idea di voler creare qualcosa insieme ad ogni costo è sbagliata: se non ci si riesce, pazienza. Non si possono obbligare i gruppi industriali a fare qualcosa che non vogliono».
[…]
L'Europa sembra destinata ad essere guidata da un duo a geometria variabile, che a seconda dei momenti vede Roma, Parigi e Berlino unirsi in coppia lasciando indietro uno del gruppetto.
«È meglio avere un progetto a tre. L'Italia non deve essere abbandonata, va trattata come la Germania. Sono quarant'anni che lo dico».
[…] Come vede l'Ue oggi?
«Sebbene sia imperfetta, con molte diseguaglianze e ingiustizie, l'Europa è una sorta di paradiso terrestre che va difeso dalle minacce degli invasori. Per questo non si può parlare solo di produttività e di preferenza nazionale, ma anche della protezione dei valori, del modello sociale, dello stile di vita e della concezione della libertà».
Temi che non figurano mai sui tavoli delle trattative.
«Questo perché ci sono dei tecnici e non degli uomini di Stato».


