JO-SEFA, TU PAGHI: GLI ISCRITTI ALLA PALESTRA DELLA MINISTRA VUOTANO IL SACCO E FANNO NOMI E CIFRE

Raphaël Zannotti per "la Stampa"

«E dove voleva che gliela portassi la posta? A casa sua, dove abita col marito». Ecco, poi forse la vicenda del ministro Idem è tutta qui, nelle parole di questo ragazzo con i capelli lunghi che si affaccia alla balconata con una bimbetta affianco. E' il postino del paese di Santerno dove ci sono le due case della discordia: la palestra di carraia Bezzi e la villetta di via Argine Destro Lamone. Cento metri in linea d'aria e un incarico da ministro in mezzo.

Santerno è villette monopiano, infissi d'alluminio, trattori e strade impolverate. Romagna, a tratti Arizona. Dove non si conoscono gli stucchi e le sottigliezze romane. E dove un postino come si deve fa il suo lavoro: consegna la posta dove uno c'è. A casa. Dove vive col marito. Senza problemi di Imu o Ici. Che altro?

Forse era quella semplicità che cercava il ministro Idem quando ieri sera è tornata a Santerno. Dopo le pressioni, dopo Palazzo Chigi, dopo l'affastellarsi delle domande dei giornalisti. O almeno così raccontano in paese: «C'era, l'ho vista in macchina, era da sola»: Oggi? «No, lei no, ma se venivate mezz'ora fa trovavate il marito. Ha preso un caffè al bar e poi è andato via».

Domenica è giorno da uscir pazzi, a Santerno. Ci si muove nella melassa canicolare. In giro solo anziani, quelli che non possono spostarsi. Gli altri sono andati al mare, o al concerto di Vasco, a Bologna. Persino i tre bar del paese hanno le saracinesche abbassate. Solo il locale di Dolores è aperto. «Una lemonsoda? Guarda, solo Schweppes al limone. Domani chiudo e vado in ferie».Te la versa direttamente così,dal bottiglione nel bicchiere. Un po' Romagna, un po' Arizona.

A Roma si scervellano: bisogna valutare, considerare, chiarire. Tutta materia per la commerciale della polizia municipale, che ora ha ricevuto ampia delega dalla Procura di Ravenna per analizzare contratti, affitti, associazioni dilettantistiche, pratiche commerciali. Ma qui, a Santerno, è un'altra storia.

«La palestra della Idem? Certo che ci sono andato - racconta Daniele Pesadio, 32 anni, geometra - Mi sono iscritto a fine marzo 2007. La tessera me la fece Guerrini: 30 euro di iscrizione alla Standiana e 60 al mese. Poi dopo un po' è arrivato anche Maurizio Patané. Lo conoscevo, prima era istruttore alla palestra di Bagnacavallo. Dopo cinque mesi ho smesso, ma la Idem l'ho vista. Ti faceva vergognare: lei, sulla panca, tirava su 130 chili».

Anche Fabrizio Bezzi, dirigente del Santerno Calcio, era un frequentatore: «Mi sono iscritto nel 2008: trenta euro la tessera e 60 al mese. Patané mi fece la scheda. Ci andavano un po' tutti, dal ragazzino alla signora di mezza età. La Idem non l'ho mai vista. Poi però ho smesso: gli spogliatoi erano un po' troppo spartani». Stessa storia Massimiliano Vannelli, presidente della stessa società sportiva: «Era una normalissima palestra, come tutte le altre».

Ti iscrivevi, pagavi, entravi. Come una normale palestra, con tanto di sponsorizzazione del Comune di Ravenna. Con un'unica differenza: qui le lettere non arrivavano mai. A Santerno il postino suona una sola volta: in via Argine Destro Lamone.

 

josefa idem medaglie Josefa Idem e famiglia idem prima della conferenza stampa a palazzo chigi idem col suo avvocato a palazzo chigiLA CASA PALESTRA IN CUI RISULTAVA RESIDENTE JOSEFA IDEM josefa idem tapis roulant josefa idem pilates josefa idem medaglia

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