savoini salvini

COME MAI L'AUDIO DI MOSCA, GIÀ RACCONTATO DA ''L'ESPRESSO'', HA FATTO CASINO SOLO DOPO ESSERE FINITO SU ''BUZZFEED''? PERCHÉ EVIDENTEMENTE LA PRESENZA DELL'INTERCETTAZIONE AMBIENTALE AVREBBE RESO EVIDENTE LA PRESENZA DI UN REGISTA CON FINALITÀ BEN DIVERSE DA QUELLE GIORNALISTICHE - AL METROPOL DI MOSCA QUEL 18 DICEMBRE C'ERA ANCHE GIOVANNI TIZIAN, GIORNALISTA DELL'ESPRESSO: COME HA FATTO A TRASCRIVERE ESATTAMENTE IL DIALOGO 5 MESI PRIMA DELL'AUDIO DI "BUZZFEED"? AH, SAPERLO...

Gian Micalessin per ''il Giornale''

 

CLAUDIO DAMICO - MATTEO SALVINI - GIANLUCA SAVOINI

Per capire la stangata a Matteo Salvini basta leggerne la trama e seguirne i tempi. Ma soprattutto chiedersi se un'intercettazione ambientale acquisita da inquirenti inviati in missione a Mosca senza mandato della magistratura possa acquisire dignità di prova giudiziaria.

 

 

O se per farlo non dovesse prima trasformarsi in «elemento notorio» grazie alla provvidenziale pubblicazione su BuzzFeed. Per capire l'importanza del quesito, avanzato da una fonte del Giornale, bisogna seguire tre date. La prima è quella del 18 ottobre 2018 quando Gianluca Savoini incontra i suoi interlocutori russi e italiani nella hall dell'Hotel Metropol di Mosca.

SAVOINI D AMICO

 

La seconda è quella del 24 febbraio quando il settimanale L'Espresso pubblica in anteprima il capitolo de Il Libro Nero della Lega in cui gli autori Giovanni Tizian e Stefano Vergine presentano lo scoop realizzato a Mosca. La terza è quella di giovedì 11 luglio quando BuzzFeed, sito famoso negli Usa per rivelazioni a cavallo tra scandalo e pettegolezzo, pubblica la registrazione e la trascrizione dei colloqui del Metropol. Partiamo dal 18 ottobre 2018.

HOTEL METROPOL MOSCA

 

Per capire come la stangata non sia frutto dell'improvvisazione, ma sia stata programmata da tempo basta la presenza a Mosca del giornalista Giovanni Tizian. Figlio di una vittima della ndrangheta, Tizian è un cronista di razza che si è fatto le ossa raccontando le infiltrazioni mafiose nel Nord e vive sotto scorta. Lui stesso ammette di non essere arrivato a Mosca per caso.

 

Giovanni Tizian Tommaso Cerno e Fabrizio Gatti

 

Assieme a Vergine indaga sui soldi della Lega da tempo, ma in quella precisa occasione ha ottenuto indicazioni da una fonte riservata. Una fonte capace di guidarlo con notevole precisione nei meandri di quella inchiesta. Non a caso il 18 ottobre 2018 Tizian si presenta nella hall del Metropol almeno un'ora prima dell'inizio dell'incontro e fotografa Savoini ancora solo ad un tavolo in attesa dei suoi interlocutori.

 

salvini savoini

Non a caso nell'anteprima dall'Espresso del 24 febbraio ricostruisce esattamente le mosse di un Matteo Salvini arrivato a Mosca, alla vigilia dei colloqui del Metropol, per partecipare ad un convegno organizzato da Confidustria al Lotte Hotel. Subito dopo il convegno, secondo il resoconto di Tizian e Vergine, Salvini incontra «in gran segreto un personaggio di spicco del Cremlino: il vicepremier Dmitry Kozak, delegato agli affari energetici, uomo della stretta cerchia di Putin.

 

L'incontro è avvenuto nell'ufficio di Vladimir Pligin, un noto avvocato moscovita legato a Kozak, il cui studio si trova al numero 43 di Sivtsev Vrazhek». Tizian non dice di aver seguito il capo della Lega. Quindi le sue mosse gli sono state riferite da qualcuno incaricato di tenere sotto controllo le mosse del gruppetto leghista.

l ipotesi di passaggio dei soldi dalla russia alla lega attraverso eni.

 

L'altra stranezza è la precisione con cui Tizian e Vergine, pur non disponendo di una registrazione che altrimenti avrebbero pubblicato sul sito dell'Espresso già a febbraio, ricostruiscono passo dopo passo le fasi della discussione. Anzi il riepilogo dell'introduzione politica ai colloqui del Metropol svolta da Savoini e offertaci già a febbraio dai due giornalisti sembra la trascrizione esatta di quella ascoltata cinque mesi dopo su Buzzfeed.

MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014

 

Escludendo l'ipotesi che abbiano potuto avvicinarsi così tanto al tavolo da origliare l'unica spiegazione plausibile è che abbiano potuto ascoltare il nastro senza però poterlo trattenere o utilizzare. Come mai?

 

Perché evidentemente la presenza dell'intercettazione ambientale avrebbe reso evidente la presenza di un regista con finalità ben diverse da quelle giornalistiche. Probabilmente nei piani dell'invisibile demiurgo le rivelazioni di febbraio dovevano bastare già da sole a sollevare il polverone. O forse chi «indagava» sperava di trovare le prove di una compravendita di kerosene in realtà mai realizzatasi.

 

E allora per trasformare intercettazioni ambientali «pirata» in vere e proprie prove capaci di sorreggere un'indagine per corruzione internazionale era indispensabile trasformarle in «atto notorio». Ma per quello grazie al cielo c'era Buzzfeed. E così grazie al sito americano un'acquisizione ottenuta sottobanco potrà forse arrivare in tribunale.

giovanni tizian

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