TSIPRAS A BOCCA ASCIUTTA - L’EUROGRUPPO NON SGANCIA UN EURO AL GOVERNO DI ATENE: “LE RIFORME SONO INCOMPLETE. SPIEGATE MEGLIO COSA VOLETE FARE” - NONOSTANTE LE CIANCE, LA GRECIA E’ ANCORA SOTTO SCHIAFFO DELLA TROIKA

Andrea Bonanni per “la Repubblica”

VIGNETTA VAURO - MERKEL TSIPRAS VIGNETTA VAURO - MERKEL TSIPRAS

 

I ministri dell’Eurogruppo che si riuniscono oggi non sbloccheranno neppure un euro dell’ultima tranche di finanziamenti prevista dal vecchio programma di salvataggio della Grecia. L’esborso dei sette miliardi che ancora rimangono a disposizione di Atene avverrà solo dopo che il governo greco avrà spiegato nel dettaglio come intende portare a termine le riforme, i tagli e le privatizzazioni elencate nel protocollo di intesa annesso al programma.

 

Venerdì il ministro delle Finanze Yannis Varoufakis aveva inviato a Bruxelles un documento che elenca sette nuove misure da adottare in aggiunta a quelle già concordate dal vecchio governo con la Troika. Tra queste figura un aumento delle tasse sul gioco d’azzardo, l’arruolamento di un esercito di «delatori fiscali» pagati a cottimo, e lo stanziamento di circa duecento milioni a favore dei più poveri per far fronte alla «catastrofe umanitaria» provocata dall’austerità.

tsipras tsipras

 

Ma ieri il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Joeren Dijsselbloem, è stato chiaro: l’elenco inviato da Varoufakis «sarà di aiuto » nelle discussioni, ma la lista «è lungi dall’essere completa» e il negoziato, che non è ancora cominciato, «richiederà tempi lunghi».

 

L’unico punto su cui Tsipras sembra averla spuntata è che le trattativa tra il governo greco e la Troika composta da Commissione Ue, Bce e Fmi si terrà d’ora in poi a Bruxelles e non ad Atene come promesso in campagna elettorale, anche se è probabile che a livello tecnico gli ispettori delle tre istituzioni continueranno a svolgere verifiche il loco.

 

tsipras merkeltsipras merkel

Il nodo di fondo continua ad essere che gli europei vogliono non solo un impegno generico del governo Tsipras a completare le misure previste nel memorandum, ma un accordo dettagliato con i rappresentanti della Troika sui tempi e sulle modalità di esecuzione. Il fatto che Varoufakis abbia presentato una lista di azioni aggiuntive, come previsto nell’accordo del 20 febbraio, non risolve il problema.

 

Come non si stancano di sottolineare da Bruxelles, l’intesa che può sbloccare il versamento dell’ultima tranche del prestito alla Grecia deve essere «complessiva» e «globale », cioè contenere nel dettaglio tutte le misure che il governo intende adottare per tenere fede agli impegni presi.

Jeroen Dijsselbloem Jeroen Dijsselbloem

 

E su questo punto, Tsipras e Varoufakis appaiono in ritardo. La richiesta di avviare i negoziati con la Troika è arrivata solo venerdì scorso e, poichè la situazione del bilancio greco è andata notevolmente peggiorando dopo le elezioni, è probabile che i creditori di Atene chiedano misure aggiuntive rispetto a quelle già concordate quando il Paese sembrava pronto ad imboccare la strada della crescita economica.

tsipras per mano con junckertsipras per mano con juncker

 

A marzo, dunque, difficilmen- te Atene riceverà nuovi finanziamenti dall’Europa o dal Fmi, mentre anche la Bce ha fatto sapere che i normali rubinetti della liquidità resteranno chiusi fintanto che la Grecia non avrà concluso un accordo con i creditori sul completamento del programma di risanamento. A questo punto resta da capire se il governo Tsipras sarà in grado di far fronte ai propri impegni, che nelle prossime settimane prevedono sia il rimborso di 1,5 miliardi al Fmi sia il pagamento di pensioni e stipendi.

 

tsipras per mano con juncker 2tsipras per mano con juncker 2

Per cercare di forzare la mano agli europei, nel corso del weekend sia Tsipras, sia Varoufakis, sia il ministro della Difesa Panos Kammenos, che rappresenta il partito di destra alleato di Syriza, hanno evocato, per la verità in modo abbastanza confuso, la possibilità di indire un referendum popolare, non è chiaro su cosa.

 

L’idea pare essere quella di contrapporre la volontà democratica dei greci ai diktat che arrivano da Bruxelles. Ma un referendum potrebbe anche rivelarsi un’arma a doppio taglio per il governo di Atene, rendendo impossibile un accordo con i suoi creditori e accelerando dunque la bancarotta della Grecia e la sua uscita dall’euro.

 

 

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