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L’EUROPA O CAMBIA O MUORE – MARIO DRAGHI LANCIA IL SUO THINK TANK “RHINE GROUP” (IL GRUPPO DEL RENO) INSIEME A IMPRENDITORI E FINANZIERI, TRA CUI IL MISTERIOSO ANDREA PIGNATARO. OBIETTIVO? RILANCIARE L’AGENDA DRAGHI, CHE LE ISTITUZIONI EUROPEE HANNO LODATO MA EVITATO ACCURATAMENTE DI APPLICARE – “IN OGNI TECNOLOGIA EMERGENTE DESTINATA A PLASMARE I DECENNI A VENIRE, L'EUROPA È DEBOLE. SE CONTINUIAMO COSÌ, PERDEREMO PROGRESSIVAMENTE LA CAPACITÀ DI FINANZIARE LA DIFESA, LA SANITÀ, LE PENSIONI, L'EDUCAZIONE” – “IL MODELLO DI CRESCITA EUROPEO SI STA ESAURENDO E SIAMO SEMPRE PIÙ IN BALIA DI EVENTI ESTERNI. IL DECLINO NON È INEVITABILE, MA È LA DIREZIONE CHE ABBIAMO INTRAPRESO”

rhine group il think tank di mario draghi 7

RHINE GROUP, NASCE LA SQUADRA DI DRAGHI PER RILANCIARE LA COMPETITIVITÀ EUROPEA

Estratto dell’articolo di Carlotta Scozzari per “la Repubblica”

 

Lo slogan che campeggia sul sito internet di Rhine Group, il think tank appena lanciato da Mario Draghi, suona come un'esortazione ad agire, al più presto: «Non è tropo tardi per cambiare la traiettoria dell'Europa, se muoviamo oggi i passi giusti».

 

L'iniziativa affonda le radici nel "rapporto Draghi", nel settembre del 2024 consegnato dall'ex presidente del Consiglio italiano alla Commissione europea, che già puntava a rilanciare la competitività dell'Ue in un quadro globale, e geopolitico in particolare, sempre più complesso.

 

MARIO DRAGHI RICEVE IL PREMIO CARLO MAGNO AD AQUISGRANA

In questo contesto, Rhine Group [...] «riunisce leader europei provenienti dalle istituzioni, dal mondo accademico e dal settore imprenditoriale per discutere possibili risposte a queste sfide per il futuro dell'Europa. I cittadini europei - spiega ancora il sito - chiedono ai propri leader di sollevare lo sguardo dalle preoccupazioni quotidiane per rivolgersi a un destino comune e di comprendere la portata della sfida. Il Rhine Group aspira a essere uno dei luoghi in cui questo lavoro ha inizio».

 

rhine group il think tank di mario draghi 2

A firmare questa dichiarazione di intenti sono appunto Draghi, presidente dell'iniziativa insieme con Patrick Collison, imprenditore e cofondatore della piattaforma di pagamenti Stripe, e il direttore esecutivo Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato.

 

Tra i membri del think tank, gli economisti Francesco Giavazzi e Lucrezia Reichlin, il finanziere a capo di Ion Andrea Pignataro, il co-fondatore e numero uno di Bending Spoons Luca Ferrari e l'ex ministro per l'Innovazione tecnologica del governo Draghi Vittorio Colao.

 

andrea pignataro all evento della future investment initiative institute di roma 6

Sono membri dell'iniziativa anche il presidente di Iliad Xavier Niel, l'ex ministro francese Bruno Le Maire e il ceo del gruppo Le Monde Louis Dreyfus.

 

È nel settore tech che l'Europa ha accumulato uno dei ritardi più preoccupanti. «Tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche al mondo - nota Rhine Group - solo quattro sono europee». E, «in ogni tecnologia emergente destinata a plasmare i decenni a venire, l'Europa è debole».

 

Se questa fase di stagnazione dovesse proseguire, «il continente perderà progressivamente la capacità di finanziare i principali servizi di uno stato moderno: la difesa, la sanità, le pensioni, l'educazione, gli investimenti nel clima e le reti di salvataggio per chi perde il lavoro».

 

rhine group il think tank di mario draghi 3

Il fatto è che, per decenni, questo declino, comunque già in atto, era stato attutito da un contesto globale e geopolitico favorevole, basato su regole multilaterali e sullo "scudo americano" nel settore della difesa. «Le dipendenze - ragionano Draghi, Collison e Garicano - sembravano reciproche e quindi innocue».

 

Non era così. I dazi di Trump lo hanno dimostrato e la concorrenza della Cina [...] pure. Così, oggi il Vecchio continente si trova in una situazione ancora più difficile rispetto a quando, nel settembre del 2024, era stato pubblicato il "rapporto Draghi". «Il modello di crescita europeo - mette in guardia Rhine Group - si sta esaurendo e siamo sempre più in balia di eventi esterni. Il declino non è inevitabile, ma è la direzione che abbiamo intrapreso, a meno di non agire con urgenza. L'alternativa è fare ciò che l'Europa ha già fatto in passato: competere».

 

IL THINK TANK DI DRAGHI MOSTRA LA DELUSIONE PER L’INAZIONE DELL’UE A DUE ANNI DAL RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ

ursula von der leyen mario draghi

Estratto dell'articolo di Andrea Venanzoni per “il Foglio”

 

"Delle cinquanta più importanti società del Tech al mondo, solo quattro sono europee”. Con questa dolente presa d’atto si apre il documento di fondazione e di presentazione del Rhine Group, il Gruppo del Reno, un think tank fondato ad agosto 2026 da Mario Draghi e dal Ceo di Stripe, Patrick Collison.

 

L’esistenza dell’iniziativa è emersa alla luce grazie a un post su X [...]  da parte dell’economista Luis Garicano che del think tank è direttore esecutivo. Naturalmente di associazioni e di think tank abbonda qualunque orizzonte istituzionale ma c’è da scommettere che il Rhine Group farà vastamente parlare di sé.

 

rhine group il think tank di mario draghi 1

Innanzitutto per la partecipazione diretta e apicale di Draghi: non semplice voce nel coro, ma animatore di un gruppo che si riunisce, pur nella diversità di accenti e sfumature, proprio attorno il Rapporto Draghi sulla competitività del 2024 e la seguente Bussola per la competitività, adottata nel 2025, almeno su carta, dalla Commissione europea e rimasta vastamente inattuata.

 

Negli ultimi due anni, l’ex Presidente del Consiglio italiano ha cercato di animare il dibattito e di chiedere l’attuazione delle misure contenute nei suoi rapporti, con esiti non soddisfacenti. Dalla sua parte si è schierato il mondo produttivo europeo, soprattutto quello dell’innovazione tecnologica.

 

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Nel gennaio 2025, Ericsson e Nokia, due società leader della connettività, pur formalmente tra loro concorrenti, si sono unite nella pubblicazione di una lettera aperta rivolta alla Commissione europea al fine di una urgente adozione delle misure all’epoca indicate da Draghi. Nemmeno loro sono rimaste molto soddisfatte dalla risposta, sul campo, delle istituzioni euro-unitarie.

 

[...]  un’altra caratteristica del gruppo certamente meritevole di menzione è la sua composizione. Non siamo cioè davanti alla solita associazione di teorici e accademici desiderosi di abbronzarsi durante qualche convegno.

 

Ci sono accademici, certo, ad esempio Francesco Giavazzi e Francesco Decarolis, ma soprattutto ci sono imprenditori, a partire da Collison, amministratore delegato di Stripe. Nella lista dei membri figurano Andrea Pignataro, ceo di Ion Group e quarantaseiesimo uomo più ricco al mondo, il ceo di Bending Spoons Luca Ferrari, il ceo di Mastercard Michael Miebach, il ceo di APG GroupAnnette Mosman, il ceo di Celonis Bastian Nominacher, l’ex ministro delle Finanzew tedesco ora managing director di Morgan Stanley Jörg Kukies,il ceo del gruppo editoriale di Le Monde Louis Dreyfus, e altri.

 

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Un gruppo quindi che ha concrete esperienze legate all’innovazione e alla finanza e ambizioni legate al rivitalizzare un ecosistema produttivo e tecnologico drammaticamente stagnante. Nonostante non sia un partito è impossibile non leggere nelle parole che sottolineano la nascita del think tank e nella biografia dei membri una chiara impostazione che finirà con l’avere esternalità politiche, sia in chiave europea sia nell’ambito dei singoli stati. Non si pecca di eccesso di interpretazione se si sostiene che Rhine Group nasce dalla sfiducia per l’inerzia prolungata delle istituzioni europee e per l’inattuazione sostanziale del Rapporto Draghi.

 

MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN

Un altro aspetto che merita di essere rilevato è la curiosità che il post su X di Garicano ha suscitato in un particolare ecosistema, quello degli “accelerazionisti efficaci”europei, un insieme di imprenditori e tecnologi ispirati alla filosofia dell’accelerazionismo, cara da anni alla Silicon Valley e che da tempo chiedono in Europa drastica riduzione della burocrazia, innovazione tecnologica, ingegnerizzazione del circuito decisionale, emersione di un venture capital europeo incidendo anche culturalmente sull’avversione al rischio che contraddistingue gli europei.

 

Con ogni probabilità non è esattamente la filosofia che anima il gruppo, ma Garicano ha spiegato che il nome è stato scelto anche per via dello scorrere fluido del fiume, il Reno in questo caso. Accelerazionisti o meno, quelli del Rhine Group chiedono di accelerare, per spezzare la stagnazione.

mario draghi riceve il premio carlo magno ad aquisgrana 1andrea pignataro all evento della future investment initiative institute di roma 5andrea pignataro all evento della future investment initiative institute di roma 4rhine group il think tank di mario draghi 6

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