putin zelensky meloni merz macron trump alaska anchorage

L’EUROPA È SOLO SPETTATRICE DEL GRANDE SHOW TRUMPUTINIANO – I LEADER UE NON HANNO UNA STRATEGIA, NÉ GLI STRUMENTI PER FARE LA DIFFERENZA NELLA SOLUZIONE DELLA GUERRA UCRAINA. E SI SPACCANO PERSINO DI FRONTE ALLE IMBARAZZANTI IMMAGINI DELL’ALASKA: LA TRUMPETTA MELONI E IL TEDESCO MERZ ELOGIANO DONALD, MACRON E IL POLACCO TUSK (CHE L’INGERENZA RUSSA LA CONOSCE BENE), SI SMARCANO – IL GUAIO È CHE IL PALLINO È IN MANO A QUEL NARCISO PATOLOGICO DITRUMP, E CI RIMARRÀ: L’UE PUÒ SOLO CERCARE DI ADULARLO E CONVINCERLO A CONTENERE LE CESSIONI A MOSCA…

Estratto dell'articolo di Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"

 

donald trump vladimir putin anchorage alaska foto lapresse

[…] Trump si rivela leader volubile e del tutto inaffidabile. In poche ore in compagnia di Putin, ha gettato via l’opzione del cessate il fuoco e ora sostiene con la stessa foga la tesi che sia necessario puntare a una rapida pace globale. Che poi è da sempre la posizione dello zar.

 

Secondo quanto hanno rivelato due diplomatici europei a Steven Erlanger del New York Times , nelle telefonate con i leader europei e con il presidente ucraino Zelensky, il capo della Casa Bianca si è infatti detto favorevole a un piano che prevede la cessione alla Russia dell’intero Donbass, comprese le parti oggi non controllate da Mosca.

 

LE ZONE OCCUPATE DAI RUSSI IN UCRAINA AL 15 AGOSTO 2025

In cambio Putin offrirebbe una tregua nel resto dell’Ucraina sulle attuali linee di contatto e una promessa scritta di non attaccare nuovamente Kiev o qualunque altro Paese europeo in futuro.

 

Trump agli alleati avrebbe detto anche che lui e Putin concordano che Kiev abbia bisogno di garanzie di sicurezza dopo l’accordo, ma a fornirle sarebbero gli Usa e non la Nato. [….]

 

Trump non avrebbe mai accennato a eventuali sanzioni nei confronti di Mosca, come aveva sostenuto sino a pochi giorni fa, né a ulteriori pressioni economiche contro la Russia.

 

ushakov - lavrov - putin. - trump - rubio - witkoff - summit anhorage, alaska

La torsione di Trump ha creato scompiglio dentro il fronte europeo. Dietro l’unità del comunicato congiunto, nel quale i leader dell’Ue e il premier britannico Keir Starmer insistono sulla necessità che «l’Ucraina debba avere garanzie di sicurezza blindate per difendere sovranità e integrità territoriale», emergono infatti preoccupazioni, perplessità e diverse percezioni.

 

Dietro le quinte ieri c’è stato un grande lavorio diplomatico, iniziato con la riunione straordinaria dei 27 rappresentanti permanenti a Bruxelles, mentre questa mattina Francia, Regno Unito e Germania terranno una riunione della cosiddetta coalizione dei volenterosi. Primo dilemma da sciogliere è se accettare l’invito a partecipare all’incontro di domani a Washington tra Trump e Zelensky, che secondo la Reuters sarebbe stato esteso ad alcuni leader europei.

 

VIGNETTA SU PUTIN CHE SI PAPPA L UCRAINA

Di certo c’è grande incertezza nello schieramento europeo sul da farsi. E le diverse letture del vertice di Anchorage sono lì a provarlo. Da un lato, infatti, Giorgia Meloni giudica positivamente lo sviluppo sulle garanzie di sicurezza, ricordando che riprendono la vecchia proposta italiana di un meccanismo simile a quello previsto dall’articolo 5 del Trattato Nato.

 

Sullo stesso spartito anche il cancelliere tedesco Merz, secondo il quale «se un accordo di pace avrà successo, varrà più di un cessate il fuoco». Merz propone anche che il prossimo vertice Trump-Putin-Zelensky, ipotizzato dal capo della Casa Bianca, si tenga in Europa.

 

GIORGIA MELONI CON DONALD TRUMP NELLO STUDIO OVALE

Dall’altro però, il leader francese Macron invita «a imparare le lezioni degli ultimi 30 anni, in particolare la consolidata propensione della Russia a non mantenere i propri impegni». Mentre secondo il premier polacco Donald Tusk, «oggi è più chiaro che mai che la Russia rispetta solo i forti e che Putin si è di nuovo confermato giocatore scaltro e spietato».

 

Al cuore dell’indecisione europea è l’assenza di una strategia credibile e degli strumenti politici in grado di fare la differenza per una soluzione del conflitto ucraino, che non premi l’espansionismo neo-imperiale del Cremlino.

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

Detto altrimenti, oggi l’Europa non può fare a meno della sponda americana, cioè di Donald Trump, un presidente dall’ego smisurato, narciso patologico e fondamentalmente disonesto, non solo intellettualmente.

 

Così il paradosso è che, ognuno con le sue ragioni, tutti — Putin, gli europei e perfino Zelensky — nel rapporto con the Donald seguano lo stesso canovaccio, quello dell’adulazione, della blandizie, della piaggeria. In Alaska, questa imbarazzante competizione l’ha vinta Putin. Ma con Trump non si può mai dire. Nel frattempo, parafrasando Badoglio, la guerra di aggressione russa continua.

friedrich merz e donald trump alla casa bianca foto lapresse 6DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - TERRE RARE UCRAINA MINERALI vladimir putin e donald trump - anchorage alaska

Ultimi Dagoreport

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!