matteo renzi giuseppe conte

ATTENTI A ROTTAMARE RENZI - SE ITALIA VIVA FACESSE FLOP, VERREBBE CONTESTUALMENTE MENO UNA DELLE RAGIONI, FORSE LA PRINCIPALE, CHE SPINGONO RENZI A TENERE IN PIEDI LA MAGGIORANZA GIALLO-ROSSA. L'INCHIESTA FIORENTINA SU OPEN DAREBBE AL CONTE-DUE L'ULTIMA E, FORSE, DECISIVA SPINTA VERSO IL BARATRO DELLA CRISI

Ugo Magri per “la Stampa”

 

matteo renzi lucio presta

A Matteo Renzi pare assurdo che due magistrati si mettano a disquisire se Open è soltanto una fondazione politica oppure un partito a tutti gli effetti. A dire il vero, sarebbe stato stupefacente il contrario: cioè che le Procure non si fossero mai poste il problema, chiudendo non uno ma entrambi gli occhi sulla pletora di associazioni, di centri studi, di think tank, di comitati-idrovore incaricati di rastrellare denaro nella cosiddetta società civile. 

 

matteo renzi al billionaire di riyad con flavio briatore e tommaso buti

Poi, certo, è lecito discutere sullo spropositato dispiegamento di uomini e mezzi messi in campo dai pm, come se avessero dovuto arrestare il boss di «Gomorra» Genny Savastano. Ma nemmeno era necessario Nostradamus per prevedere che prima o poi qualcuno in uniforme avrebbe bussato alla porta di Open. Esattamente per i motivi che hanno portato agli onori delle cronache numerose altre associazioni e fondazioni legate alla politica. Richiamarle alla mente è semplice, anche perché i protagonisti del teatrino se le rinfacciano continuamente.

 

SALVINI E RENZI

Ieri, ad esempio, Matteo Salvini sollevava interrogativi sulla recente visita di Beppe Grillo dall' ambasciatore cinese, adombrando presunti e indimostrabili link con interessi del mondo che fa capo alla Casaleggio Associati e, addirittura, alla Piattaforma Rousseau. Dietro le quinte, esponenti leghisti di primissimo piano vi alludono apertamente. 

 

A loro volta, i Cinque stelle non erano andati teneri con l' associazione culturale Lombardia-Russia, dietro la quale si nascondevano i maneggi petroliferi con la Russia di Gianluca Savoini. Nemmeno in quel caso, secondo Renzi, i magistrati avrebbero dovuto «disquisire»? C' è sempre qualche fine nobile che giustifica le relazioni più strane. Ad esempio, la Fondazione di studi progressisti Eyu (vicina all' allora Pd renziano) era stata beneficiata di ricche consulenze dal costruttore Luca Parnasi, lo stesso che in uno slancio di generosità aveva donato 250mila euro all' associazione Più Voci, stavolta contigua alla Lega. 

LUCA PARNASI

 

Forse Parnasi era interessato al versante culturale, chissà; tuttavia la folla di affaristi che sgomitano per dare una mano ai centri studi è tale da far sorgere perfino nei più ingenui qualche sospetto di «do ut des».

 

La colpa di Renzi, invero non soltanto sua, è di aver accettato che i finanziamenti pubblici ai partiti venissero quasi interamente cancellati nell' arco di pochi anni, senza accompagnarli con qualche forma alternativa di sostegno alla democrazia. Marco Pannella, buonanima, suggeriva di fornire ai partiti non soldi ma sedi, sale per congressi, tipografie e quant' altro fosse necessario per tenere viva la battaglia delle idee senza farci su la cresta.

luigi zanda ugo sposetti foto di bacco

 

Più di recente Luigi Zanda, tesoriere Pd, ha proposto (al vento) che lo Stato si curi di rimborsare dietro ricevute e scontrini una parte delle spese politiche, alla luce del sole. Invece prevale ancora l' ipocrisia demagogica di negare il sostegno pubblico ai partiti, salvo ricorrere alla scappatoia certo meno limpida e trasparente delle fondazioni legate a questo o quel leader.

 

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

Renzi garantisce che, nel caso di Open, non c' è nulla di losco da scoprire e la verità verrà presto a galla. Però intanto il piano su cui l' ex-premier sta puntando tutte le carte, quello di mettere in piedi una start-up della politica, ha subito un colpo devastante. Lui stesso l' ha riconosciuto: chi si azzarderà d' ora in avanti a finanziare il suo progetto col rischio di ritrovarsi all' alba i finanzieri in casa? Ma se Italia Viva facesse flop, verrebbe contestualmente meno una delle ragioni, forse la principale, che spingono Renzi a tenere in piedi la maggioranza giallo-rossa. L' inchiesta fiorentina su Open darebbe al Conte-due l' ultima e, forse, decisiva spinta verso il baratro della crisi.

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