matteo salvini

L'INSPIEGABILE SOPRAVVIVENZA DI QUESTO GOVERNICCHIO DIPENDE MOLTO DALLA DEBOLEZZA DEL LEADER DELL'OPPOSIZIONE - A UN ANNO DALLA RICHIESTA DI ''PIENI POTERI'', SALVINI NON È PIÙ RIUSCITO A RIACCIUFFARE QUELLA POPOLARITÀ CHE LO AVEVA RESO ''INEVITABILE''. SONDAGGI IN CALO, INCHIESTE IN LOMBARDIA, GIOVEDÌ IL SENATO VOTA SUL RINVIO A GIUDIZIO. I SUOI ALLEATI? SILVIO PIÙ EUROPEISTA DI UN EUROCRATE, LA MELONI VUOLE FREGARGLI GLI ELETTORI…

 

Mario Ajello per ''Il Messaggero''

 

«Conte a Bruxelles è andato malissimo. Certo, al peggio non c' è fine, e poteva esserci un' invasione di cavallette...». Lo ha detto Salvini nei giorni scorsi e l' invasione di cavallette in realtà c' è stata dall' estate scorsa a questa, lungo un anno nero, dal Papeete al Diasorin, dal colpo di testa sulla spiaggia alla tegola dell' inchiesta di Pavia fino al voto sull' invio a processo giovedì per Open Arms, ma ha colpito Salvini e non altri. Il capo della Lega non tocca palla dall' 8 agosto scorso, con l' annuncio in costume della crisi d governo alla consolle, e che peccato per uno che stava per prendere i «pieni poteri» e si ritrova con un pugno di mosche in mano (o di cavallette che se lo aggrediscono).

SALVINI PAPEETE

 

E nella Lega, un anno dopo, mentre infuriano le inchieste lombarde, c' è chi ricorda ad alto livello una delle teorie che circolava sul Carroccio 12 mesi fa per spiegare il pasticcio del Papeete: «Matteo vuole i pieni poteri, e prendersi tutto il banco alle elezioni subito scaricando i 5 Stelle, perché così si blinda contro le inchieste della magistratura che fioccheranno per farci fuori». Le inchieste ci sono, puntualissime, però sembra disarmato Salvini. E non può fare altro che recriminare: «Vogliono distruggerci», «colpiscono la Lombardia per colpire la Lega e per colpire me».

 

matteo salvini al papeete 2020 2

Ed è più o meno quello che Salvini dirà giovedì in aula al Senato quando, tegola dopo tegola, un' altra (e l' invasione delle cavallette in confronto è un solletico) gli cadrà addosso quando verrà votata l' autorizzazione a procedere contro di lui per la vicenda Open Arms. Il segretario rischia il processo, nella Lega non sono affatto fiduciosi che a causa dell' esiguità dei voti di maggioranza Salvini possa salvarsi, eppure se nel frattempo - questa la speranza sul Carroccio - Italia Viva non avrà quello che chiede sull' assegnazione delle presidenze delle commissioni parlamentari potrebbe in nome del garantismo dare un segnale anti Pd e M5S e salvare Matteo. Ma sono speranze remote.

 

BILANCIO

Quel che è certo è che il gruppo dirigente della Lega è tutto unito a difesa di Salvini, di Fontana e dell' onore del partito, perché quando si è sotto attacco ci si compatta, ma molti notano che ormai Giorgetti è in una sorta di personale Aventino fatto di silenzio, disillusione e pessimismo, e molti altri si chiedono anche nei vertici del partito: «Ma non è che abbiamo sopravvalutato Matteo?». Il fatto è che un anno fa (fine luglio 2019) la Lega era al 38 per cento (e FdI al 6), e oggi la Lega è al 23 e FdI al 18. Berlusconi, che era destinato al crepuscolo, ora si è ripreso la scena.

 

roberto maroni attilio fontana matteo salvini

E se prima Salvini era il padrone della coalizione, adesso la Meloni lo insidia e Silvio ha imboccato una strada tutta sua, anche se adesso bisogna stare tutti insieme per le Regionali ma dopo chissà. Anche perché, secondo i pronostici, i candidati di FdI vinceranno in Puglia e nelle Marche e quella di Salvini (la Ceccardi) perderà in Toscana come accadde alla Borgonzoni in Emilia (a proposito: la ferita del Papeete poteva essere suturata con la vittoria in Emilia Romagna che invece è stata un' altra botta). E l' unico leghista a vincere sarà Zaia in Veneto, ma Zaia non è Salvini e c' è chi sogna che possa essere il suo sostituto.

 

In più, il tradimento di Orban che ha tifato Conte in Europa. Per non dire di Conte che doveva essere un odiato re travicello e s' è rivelato molto più forte di quanto pensassero a via Bellerio.

 

Se ci fosse solo questo, però, significherebbe che la leadership di Salvini è al capolinea. Ma non è così. C' è un pezzo di Forza Italia che vuole andare nella Lega (esempio, il senatore azzurro Giro, ieri: «Se mi ricandido, sarà nel Carroccio»). Le inchieste della magistratura molto spesso finiscono in nulla e gridare alla persecuzione giudiziaria - Berlusconi ne sa qualcosa - può pagare e infatti è questo il format che Salvini prima e dopo il voto di giovedì in Senato adotterà.

salvini orban

 

Ma soprattutto, anche per oscurare i rivali interni al centrodestra, Matteo punta su quello che nella Lega chiamano «lo schema delle 2 Italie»: una è la sua, l' altra è quella di Conte. E in mezzo, niente. E questo gioco dell' uno contro uno il capo leghista lo inaugurerà mercoledì a Palazzo Madama e ha già trovato le parole per farlo: «Signor Conte - griderà in faccia al premier prima del voto sul prolungamento dello stato d' emergenza - le ci viene a proporre questa ennesima misura, ma gli italiani non ne possono più del distanziamento sociale e vogliono tornare a lavorare».

 

Poi il possibile settembre nero, con la crisi economica e sociale che avanzerà, i 12 milioni di cartelle Equitalia in arrivo e i soldi Ue che non si vedranno ancora per tanto tempo, sarà l' occasione di riscossa e anche qui il grido di battaglia di Salvini è pronto: «Conte cadrà come Maria Antonietta. La gente vuole pane e lui promette brioches». Ma il dubbio è che, tra il Papeete e il Diasorin, la «gente» da lui sempre evocata possa essersi disamorata di quello che un tempo era il Capitano.

salvini migranti

Ultimi Dagoreport

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...