google apple tasse

MA L’UE QUANDO SI DECIDE A FAR GUERRA A QUEL PARADISO OFFSHORE CHE E’ L’IRLANDA? - DUBLINO CRESCE QUASI DEL 6% L' ANNO GRAZIE ALLE ALIQUOTE MINIME PER LE MULTINAZIONALI E A REGOLE SUL LAVORO CHE CONSENTONO MOLTI ABUSI - LE OBIEZIONI DI BRUXELLES NON SONO SERVITE A NULLA MA IL VENTO POTREBBE CAMBIARE. ECCO PERCHE’

Ettore Livini per “la Repubblica”

 

RYANAIR 2RYANAIR 2

La guerra (fiscale) non l'ha mai dichiarata nessuno. E ci mancherebbe altro, visto che Ue e Irlanda - quanto a tasse e diritti dei lavoratori - sono in teoria sulla stessa barca. Il caso Apple prima e quello di Ryanair adesso sono però ormai più che una prova: Bruxelles è partita all'attacco del paradiso offshore di Dublino e delle sue aliquote low cost.

Unico problema: l'offensiva dell' Unione- che nel 2016 ha multato per 13 miliardi la Apple per aver sfruttato i vantaggi dell' erario locale e ha bocciato gli "aiutini" sindacali alla compagnia di Michael O' Leary - è stata per ora un mezzo flop.

 

APPLE E LA BANDIERA D IRLANDAAPPLE E LA BANDIERA D IRLANDA

L' Irlanda non ha chinato la testa e si è rifiutata di riscuotere gli arretrati dall' azienda di Tim Cook («non siamo gli esattori di nessuno», ha detto il ministro delle Finanze Pascal Donohe). Non solo. Il rischio di un giro di vite Ue sul mercato del lavoro e sui benefici fiscali locali - Apple ha pagato nel 2014 un'aliquota pari allo 0,0005% dei propri profitti, Facebook e Google sono allo 0,82% - non ha spaventato nessuno: dodici grandi banche, tra cui Bank of America e JpMorgan, sono pronte a trasferirsi qui per il dopo-Brexit.

irlandairlanda

 

E nessuna delle multinazionali Usa che ha preso residenza lungo le rive del Liffey per motivi fiscali (700 società che danno lavoro a 103 mila persone) ha fatto marcia indietro. Risultato: il Pil della tigre celtica - finita sei anni fa sull' orlo della bancarotta e salvata da 68 miliardi di aiuti di Bruxelles - è cresciuto nel primo semestre di quest' anno del 5,8%, regalando all' Irlanda per il quinto anno consecutivo il titolo di economia più in salute del Vecchio continente.

PROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA GOOGLEPROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA GOOGLE

 

Il braccio di ferro strisciante tra l'Europa e Dublino non è però destinato di certo a concludersi qui. E i motivi per tenere duro (da entrambe le parti) sono chiari. Lufthansa, British Ariways, Air France, Iberia e Alitalia contestano da decenni i contratti "Made in Ireland" sottoscritti dai dipendenti di Ryanair. E hanno salutato come un successo la sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo che consente ai dipendenti della low cost di risolvere i loro contenziosi legali con la compagnia nei tribunali dei paesi dove risiedono.

 

LE TASSE DI APPLE E GOOGLELE TASSE DI APPLE E GOOGLE

Ancor più caldo - sia per Bruxelles sia per Dublino - è il tema fiscale. Google e Facebook - hanno calcolato gli sherpa comunitari - hanno evitato di pagare 6 miliardi di tasse nella Ue solo tra il 2013 e il 2015, sfruttando proprio le alchimie erariali rese possibili dalle norme irlandesi. I due giganti di Wall Street sono solo la punta dell' iceberg di un fenomeno elusivo molto più ampio. E non a caso Italia, Germania, Francia e Spagna hanno appena lanciato una pesante controffensiva - Dublino, ovviamente, si è messa di traverso - per obbligare i giganti del web a versare i tributi nei paesi dove generano reddito.

 

8 dublino8 dublino

La posta in gioco è altissima anche per l'Irlanda. Quanto pesi l'"immigrazione fiscale" delle multinazionali sotto l'ombrello delle aliquote locali lo spiega bene il dato sul Pil del 2015: cresciuto del 26,3% perché per la prima volta si è tenuto conto degli investimenti esteri. Negli ultimi 20 anni il flusso di capitali dall' altra sponda dell' Atlantico - con decine di aziende Usa che si sono comprate per due lire società di comodo a Dublino solo per pagare meno tasse - è stato pari a 277 miliardi di euro.

 

Più o meno come il Pil nazionale. Il fascino del sistema delle imposte irlandesi è più forte (per ora) del pressing europeo per cambiarlo, come dimostra la coda di aziende in cerca di una sede per sé e per i propri dipendenti nella capitale. Quest' anno le imprese edili della città costruiranno 18 mila nuovi appartamenti, ma la richiesta è di almeno 30 mila nuovi alloggi.

trinity college a dublinotrinity college a dublino

 

Questo dossier è in cima alle priorità del nuovo governo guidato da Leo Varadkar, visto che sulle pagine dei giornali nazionali - causa penuria di spazi - vengono offerti in affitto prefabbricati di pochi metri quadri al non modico prezzo di 1.300 euro al mese. E l'emergenza-casa e uffici - assieme ai dubbi su una Brexit che potrebbe costar caro al Pil nazionale - pesano oggi molto di più delle punture di spillo di Bruxelles su Apple e Ryanair.

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