massimo cacciari ue trump putin

“L'UE SI VERGOGNI DELLE SUE POLITICHE E AVANZI PROPOSTE” – L’ATTO DI ACCUSA DI MASSIMO CACCIARI: "L'IMPOTENZA DELL'OCCIDENTE HA FATTO SÌ CHE SI ARRIVASSE AL PUNTO CRIMINALE DI FAR VINCERE PUTIN. NON SI POSSONO METTERE IN CAMPO INIZIATIVE SINGOLE: QUALSIASI PAESE EUROPEO CHE OGGI DICA "MANDIAMO DEI SOLDATI" CROLLA IL GIORNO DOPO, NON SCHERZIAMO. A MANCARE E’ ANGELA MERKEL. L'EUROPA DEVE TORNARE PARLARE CON RUSSIA E CINA” – POI SFIDA LA MELONI: “SE HA COSÌ BUONI RAPPORTI CON TRUMP POTREBBE CONTRIBUIRE A..."

Francesca Sforza per “la Stampa” - Estratti

 

massimo cacciari a otto e mezzo 2

Massimo Cacciari, cosa ha pensato di fronte alla scena di bullismo internazionale che è andata in onda alla Casa Bianca?

«Che l'uomo è quello, non è ipocrita, non è diplomatico, dice le cose che pensa e che ci si aspetta da lui. Come quando parla con noi europei, chiedendoci che abbiamo fatto per prevenire il conflitto, e se abbiamo agito in modo tale da raggiungere un accordo.

 

Dice brutalmente e senza ipocrisia alcune cose che tutti sanno: per caso qualcuno aveva creduto che l'Ucraina potesse da sola sconfiggere la Russia sul terreno? O che gli Stati Uniti potessero fare una guerra mondiale per l'Ucraina ? Perché se vuoi vincere la Russia devi fare la guerra mondiale, non puoi pensare che sia l'Ucraina a sconfiggere la Russia».

 

Quindi la violazione del diritto internazionale e la sicurezza dell'Europa dell'Est sono destinate a passare in secondo piano?

von der leyen macron meloni

È stata commessa una violazione del diritto internazionale come in Iraq e in altri posti del mondo, ma il problema è un altro: è che nessuno opera per stabilire delle regole o dei principi ma tutti si affannano a delegittimare quei pochi organismi internazionali - le Nazioni Unite, il tribunale internazionale dell'Aja - che avrebbero, nelle idee e nelle intenzioni, aiutato a risolvere i conflitti per via diplomatica o per via "giuridica". Cosa si è fatto affinché questi organismi, a partire dalle Nazioni Unite, funzionassero? ».

 

Non ha l'impressione che questa modalità di impostare i negoziati allontani la pace, più che avvicinarla?

ursula von der leyen volodymyr zelensky

«Più che altro tradisce una debolezza, nel linguaggio della politica direi che è inequivocabile. Gli Stati Uniti hanno l'esigenza di rimettere le cose a posto a casa loro, perché sono un Paese molto diviso, pieno di conflitti, pieno di contraddizioni e possono anche esplodere violentemente - non dimentichiamo l'assalto al Campidoglio, una cosa epocale nella sua violenza -. E se gli Stati Uniti hanno bisogno di ritirarsi al proprio interno, questo significa politiche protezionistiche e dazi, anche perché devono prepararsi ad affrontare la sfida del prossimo secolo. Del resto il bullismo è sempre segno di fragilità, mai di forza».

 

E l'Europa che cosa può fare in questa circostanza?

L'Europa prima di tutto si deve vergognare, da qualsiasi punto di vista: per le proprie politiche interne, per le proprie politiche internazionali, per la propria incapacità di prevenire le guerre civili al suo interno - perché quella in Ucraina è una guerra civile, la lezione iugoslava di trent'anni fa non ha insegnato niente? -. E quindi bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che dopo aver sperimentato un fallimento dietro l'altro è arrivato il momento di avanzare delle proposte se non di pace, almeno di armistizio. Vediamo ad esempio se siamo in grado di mandare lì delle forze di interdizione, di blocco, dei contingenti. Non si possono mettere in campo iniziative singole: qualsiasi Paese europeo che oggi dica "mandiamo dei soldati" crolla il giorno dopo, non scherziamo».

 

massimo cacciari a otto e mezzo 7

Il nuovo cancelliere tedesco secondo lei ha qualche possibilità di fare la differenza nel negoziato?

«Ma non credo proprio. A mancare è Angela Merkel, perché era l'unica leader europea che avesse un po' di sale in zucca e una visione politica, storica e culturale dei rapporti che l'Europa deve avere con l'Atlantico e con l'Est. Anche per la sua vicenda personale, perché conosceva la storia… tutti questi leader europei sono allevati come polli da batteria - tipo Macron - o arrivati in politica l'altro ieri - tipo Merz - che era l'oppositore di Merkel da destra e che per poco non mette in discussione anche il cosiddetto Brandmauer eretto nei confronti dell'estrema destra».

 

Secondo lei ha senso per l'Unione Europea riallacciare i rapporti con Pechino, visto che Trump vuole chiaramente allontanare la Russia dalla Cina?

ursula von der leyen emmanuel macron vertice europeo sull ucraina foto lapresse

«Se l'Europa avesse ancora un po' di consapevolezza di qual è la sua storia e il suo destino, dovrebbe capire che la sua forza è nel proporsi come un fattore capace di mediazione e di compromesso storico - non di accordi al ribasso - tra sponda atlantica e Est, ovviamente fino alla Cina. L'Europa ha tutto l'interesse a riprendere la relazione con la Cina, che è stata interrotta perché non piaceva agli Stati Uniti, ma anche a riprendere i rapporti con la Russia. Così come ha tutto l'interesse a concludere una pace decente, ammesso che ormai non sia talmente fuori dai giri da non comprendere neanche più quali siano i propri interessi, perché finora ha dimostrato di non saperlo».

 

Come vede oggi il futuro dell'Ucraina?

«Un Paese massacrato, che l'impotenza dell'Occidente ha fatto sì che si arrivasse al punto criminale di far vincere Putin. L

 

massimo cacciari a otto e mezzo 8

(...) Ora bisogna che l'Europa torni immediatamente a quello che aveva tentato di fare invano quando ancora c'era la Merkel con il gruppo di Minsk, puntando alla creazione di una provincia autonoma del Donbass all'interno della sovranità Ucraina, sul modello della Catalogna o dell'Alto Adige.

 

Non è detto che possa funzionare, perché dopo tanto sangue versato la possibilità che si giunga a una pace autentica è realisticamente ridotta al lumicino, ma questa è l'unica prospettiva realistica. L'unica che eviti una vittoria totale di Putin. Perché a questo punto è evidente che gli Stati Uniti vogliono la fine della guerra e la fine della guerra, stando le cose come stanno, può avvenire solo nei termini che ho detto. Se si vuole ricacciare Putin completamente al di là dei confini e riavere nel Donbass una totale sovranità ucraina, allora l'Europa si armi, parta con i suoi eserciti e faccia la guerra».

putin trump

 

(...)

 

Giorgia Meloni può essere una figura capace di mediazione tra Ue e Stati Uniti?

«Beh, se ha così buoni rapporti con Trump potrebbe anche contribuire ad abbassare i toni, così come potrebbe neutralizzare la retorica bellicista di chi vuole partire e fare la guerra insieme all'Ucraina. Quindi speriamo che possa avere questo ruolo, perché a leggere certi giornali anche di centrosinistra sembra che ci si auguri che la guerra continui, che l'accordo non ci sia, e che Giorgia Meloni non conti nulla. Ma perché? Qui ci sono morti ammazzati ogni giorno… Dobbiamo fare tutto per evitare inutili massacri e allora se Giorgia Meloni può avere un ruolo, perché no?».

XI JINPING - DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTINMASSIMO CACCIARI

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