L’UNITÀ EUROPEA SI FRANTUMA DI FRONTE ALLE ANTIPATIE INCROCIATE – IL CANCELLIERE TEDESCO FRIEDRICH MERZ E LA PREMIER ITALIANA, GIORGIA MELONI, FIRMANO UN “NON-PAPER” ROBOANTE IN CUI METTONO NERO SU BIANCO LA NASCITA DI UN MOTORE ITALO-TEDESCO NELL’UE - I DUE LEADER CONSERVATORI, CHE DICONO ENTRAMBI DI AVERE UNA "SPECIAL RELATIONSHIP" CON TRUMP, PUNTANO A ISOLARE IL FRANCESE EMMANUEL MACRON, CHE DUE GIORNI FA A DAVOS ERA STATO L’UNICO, OLTRE AL CANADESE CARNEY, AD AVERE LE PALLE DI SFIDARE IL BULLISMO DI TRUMP – LE PROPOSTE COPIATE DAL PIANO DRAGHI E IL BILATERALE DI DOMANI A ROMA: SUL TAVOLO MOLTE INTESE ECONOMICHE (ITALIA E GERMANIA DIPENDONO L’UNA DALL’ALTRA…)
giorgia meloni quando vede friedrich merz
MERZ, CON MELONI NUOVO PIANO PER EUROPA PIÙ DINAMICA
(ANSA) - "Giorgia Meloni ed io abbiamo formulato una serie di proposte che vorremmo fossero affrontate. Fra queste alcune nuove idee" fra cui "un freno d'emergenza alla burocrazia" e una modernizzazione del bilancio europeo che metta la competitività al centro".
Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrick Merz nel suo intervento a Davos. "Ho mobilitato i leader europei per convocare un summit speciale il 12 febbraio che dia la linea" sulle riforme urgenti, inclusi "rapidi progressi sull'unione del mercato dei capitali".
"Vogliamo - ha detto Merz parlando delle proposte formulate assieme alla premier italiana - un'Europa veloce e dinamica e un'amministrazione orientata al servizio".
mark carney con emmanuel macron al world economic forum di davos foto lapresse
"Vorrei poi insistere - ha detto Merz - sul fatto che vengano fatti rapidi progressi anche sull'Unione del mercato dei capitali. Non possiamo permettere che i nostri campioni europei continuino ad essere dipendenti da mercati dei capitali esterni all'Europa: dovrebbero invece essere in grado di crescere, finanziarsi e andare in Borsa in Europa".
"Stiamo rendendo la Germania di nuovo competitiva" con una riduzione dei costi energetici grazie alla combinazione di rinnovabili e centrali a gas moderne - ha detto Merz in una parte del suo intervento dedicata all'economia tedesca - per il 'mittlestand' di piccole e media imprese "serve un sostegno più mirato agli innovatori che renda più facile l'accesso ai capitali".
giorgia meloni quando vede friedrich merz
Merz ha detto di essere ottimista sulla sfida delle riforme per l'Europa: "La mia sensazione è che ci sia la stessa spinta propulsiva degli anni '80 quando si parlava di sclerosi dell'Unione europea. Nel parleremo al Consiglio europeo stanotte. Con i miei colleghi prenderemo di petto questa situazione e prenderemo le decisioni che sono necessarie".
TUTTI I PUNTI DELL'ACCORDO MELONI-MERZ PER RILANCIARE LA COMPETITIVITÀ EUROPEA
Estratto dell’articolo di David Carretta per “il Foglio”
Un “non paper” di tre pagine può vedere la nascita di un nuovo motore italo-tedesco nell’Unione europea? Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno inviato ai loro omologhi dell’Ue e alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, un documento con una serie di proposte congiunte per rafforzare la competitività.
“L’Europa sta rimanendo indietro. Dagli inizi degli anni 2000, il divario di crescita rispetto a Stati Uniti e Cina si è allargato, mentre molti nuovi concorrenti stanno aumentando la loro influenza a livello globale. Questo minaccia il tenore di vita europeo e la sovranità dell’Europa. Continuare sulla strada attuale non è un’opzione. L’Europa deve agire ora”, dicono Italia e Germania, secondo il documento ottenuto dal Foglio.
giorgia meloni friedrich merz . foto lapresse.
Seguono una serie di proposte legate alla riduzione della burocrazia, al rilancio del mercato interno e allo sviluppo di una politica commerciale, alcune delle quali ispirate dai rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi. Ma, più che il suo contenuto, sul piano politico conta l’iniziativa. La presidente del Consiglio e il cancelliere tedesco si vedranno domani a Roma.
Le relazioni tra Merz e il presidente francese, Emmanuel Macron, si sono raffreddate. Il tradizionale motore franco-tedesco non si è riacceso. La presidente della Commissione è una fedele esecutrice della volontà di Merz e un’alleata di Meloni. L’Ue ha bisogno di una spinta. Può venire dall’asse M&M?
friedrich merz e giorgia meloni foto lapresse.
Il “non paper” (documento informale) serve ad alimentare la riflessione del “ritiro” dei capi di Stato e di governo che si terrà il 12 febbraio ad Alden Biesen, in Belgio. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha convocato questo “ritiro” per una discussione libera dedicata unicamente alla competitività. Enrico Letta e Mario Draghi sono stati invitati a partecipare.
Parlando a Davos, Merz ha riconosciuto che “solo il 10 per cento” delle raccomandazioni del rapporto di Mario Draghi sono state realizzate finora. “Dobbiamo fare molto di più” […] Merz ha fatto i parallelo con gli anni 1990, quando era eurodeputato, e tutte le energie dell’allora Comunità economica europea erano state dedicate al lancio del mercato unico grazie al piano e alla leadership di Jacques Delors. “E’ stato un grande momento dell'Ue. Questo è qualcosa che ha reso l'Europa forte”, ha detto Merz.
PRIMA PAGINA DI LIBERATION - 21 GENNAIO 2026
Il documento italo-tedesco non è l’equivalente del piano Delors. Non è nemmeno una fotocopia delle 400 pagine delle raccomandazioni di Draghi. Quelle più difficili sono state lasciate da parte. Ma rimane una tabella di marcia immediata. […]
Sul mercato unico, Italia e Germania lo vogliono più forte, sottolineando che per i due paesi gli effetti sulla crescita ammonterebbero a circa i 2-3 per cento del Pil. “Serve un accordo a livello dei leader** per impegnarsi in un approccio comune ambizioso, volto ad approfondire il Mercato Unico in settori strategici — a partire da servizi, energia, mercati dei capitali, digitale e telecomunicazioni — e a garantirne l’applicazione”, dice il documento. Meloni e Merz chiedono “l’istituzione di un 28º regime entro la fine di quest’anno”: non più 27 leggi nazionali da rispettare, ma “un quadro comune per le aziende innovative”.
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giorgia meloni mark rutte friedrich merz emmanuel macron foto lapresse
L’avvicinamento di M&M – due leader conservatori e pragmatici, di due paesi fortemente interconnessi sul piano economico, ma che spesso sono stati lontani sulla politica europea -a Bruxelles e nelle altre capitali è stato notato. Come reagirà Macron, che contava su Merz per realizzare il suo progetto di sovranità europea, ma che è troppo fragile in Francia per pesare davvero nell’Ue?
Come dimostra la vicenda del voto del Parlamento europeo sul Mercosur, anche i francesi posso diventare un problema se esclusi e messi in minoranza. L’attuazione del rapporto di Mario Draghi, che contiene molte delle idee del presidente francese, è invece rallentata dalla governance di Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione è restia alle scelte più coraggiose e difficili. Martedì Mario Draghi è stato a Berlino per incontrare Merz.
laureati italiani che emigrano in germania - la stampa
MELONI ANTI MACRON ASSE ITALO-TEDESCO CONTRO IL BAZOOKA
Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”
[…] La strada per portare i leader europei a raccogliersi dietro la stessa posizione si è rivelata in salita, ma la speranza che filtra è che si possa trovare una convergenza a partire dalla posizione italotedesca, più mediana e di conseguenza – è l’aspettativa – più condivisibile per la maggior parte degli europei. Scoglio principale: il coinvolgimento di Macron, meno affidabile che in altri periodi storici, come dimostra anche il caso del Mercosur, approvato dal Consiglio contro la posizione francese grazie al via libera di Roma.
La posizione resta quella di un altolà deciso a Trump sulla Groenlandia, ma senza che si arrivi a una frattura definitiva nei rapporti. Insomma, l’impiego del bazooka commerciale che ha evocato a più riprese Macron non sembra all’ordine del giorno.
friedrich merz e giorgia meloni foto lapresse.
La disponibilità da offrire all’inquilino della Casa Bianca, è il ragionamento, sarà limitata alle preoccupazioni legittime degli Stati Uniti sulla sicurezza della regione artica, ma non può certo spingersi a questioni di sovranità. Certo, ora che il colloquio con Merz è saltato, bisogna capire chi prenderà in mano la comunicazione con il presidente americano che a inizio settimana è fallita così clamorosamente con Macron.
La certezza è che le mosse del Kanzleramt e di palazzo Chigi sono ben concertate e che Merz e Meloni sanno bene che sono tra i pochi ad avere ancora l’orecchio del presidente.
Un’altra prova del peso sempre maggiore del legame tra Roma e Berlino […] è il vertice bilaterale in programma per domani. I dettagli logistici vanno ancora definiti, ma il cancelliere atterrerà a Roma non prima della notte di venerdì, al termine del complicato vertice bruxellese. Il programma è però corposo: Merz viene a Roma con nove ministri e il sottosegretario alla Cultura, due terzi del suo esecutivo.
giorgia meloni friedrich merz foto lapresse
In programma c’è la firma di una decina di accordi interministeriali e soprattutto di due accordi bilaterali: uno è la versione aggiornata del Patto d’azione, il corrispettivo del Trattato del Quirinale instradato da Mario Draghi con Berlino ormai un lustro fa, l’altro è un accordo su una collaborazione rafforzata su temi di sicurezza e difesa. I dettagli verranno definiti più avanti nell’anno, ma solo lunedì scorso Guido Crosetto era a Berlino per definire il quadro generale con l’omologo Boris Pistorius.
Il testo dovrebbe comprendere, tra le altre cose, anche temi come cybersicurezza e spazio. C’è anche chi vede nuovi spazi aprirsi per Leonardo e Rheinmetall, che nell’anno appena terminato hanno approfondito la loro cooperazione mettendo in piedi una joint venture per la produzione di veicoli militari. Ma per Leonardo potrebbe esserci mercato anche nel settore aeronautico: Leonardo è già stata destinataria di altre commesse di Berlino […]