ucraina biden putin zelensky

“LE SANZIONI EQUIVALGONO A UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA” – PUTIN MINACCIA L’OCCIDENTE E SI È FATTO DARE LA LISTA DI TUTTI GLI STATI CHE HANNO APPROVATO LE MISURE CONTRO MOSCA: “CHI ISTITUIRÀ UNA "NO-FLY ZONE" SULL'UCRAINA, VERRÀ COINVOLTO NEL CONFLITTO” – IL MESSAGGIO ANCHE PER KIEV: “SE CONTINUERÀ AD AGIRE COSÌ, L'UCRAINA NON SARÀ PIÙ UNO STATO” – ZELENSKY IMPLORA IL CONGRESSO USA: “ABBIAMO BISOGNO DI AEREI E SUBITO; SOLO COSÌ POTREMMO BATTERE I RUSSI”. DELLA SERIE: SE CHIUDETE LO SPAZIO AEREO, MANDATECI I VELIVOLI CHE SERVONO E LO FACCIAMO NOI (E DATECI LE ARMI PER DIFENDERCI DA SOLI)

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

vladimir putin

Oltre a quelli umanitari, Vladimir Putin sta chiudendo sistematicamente tutti i «corridoi diplomatici». Ieri il presidente russo si è prodotto in una serie di minacce, una più grave dell'altra. Due sono per l'Occidente: «Le sanzioni equivalgono a una dichiarazione di guerra» (e si è fatto dare la lista di tutti gli Stati che ne hanno approvate contro Mosca). E poi: «Chi istituirà una "no-fly zone" (la chiusura dello spazio aereo ndr) sull'Ucraina, verrà coinvolto nel conflitto».

 

il ministro degli esteri cinese wang yi 5

L'ultimo avvertimento è per il governo di Kiev: «Se continuerà ad agire così, l'Ucraina non sarà più uno Stato». Ma il resto del mondo si sforza di tenere aperto il dialogo. La novità più importante è l'impegno di tre Paesi che finora sono rimasti piuttosto defilati. Innanzitutto la Cina.

 

Il ministro degli Esteri, Wang Yi, si è sentito per telefono con il Segretario di Stato, Antony Blinken. Da giorni gli americani stanno facendo pressione su Pechino, perché dia una mano per arginare l'offensiva di Putin. Wang Yi ora chiede che «vengano fermati i combattimenti al più presto per salvaguardare le vite umane ed evitare una grande crisi umanitaria». Il ministro cinese sollecita «negoziati diretti tra Russia e Ucraina» e «un'intesa più ampia» tra Nato e il Cremlino.

 

Xi Jinping e Vladimir Putin

È in campo il primo ministro israeliano Naftali Bennett: ieri ha incontrato Putin, per oltre un'ora, a Mosca. Oggi vedrà il cancelliere tedesco Olaf Scholz in Germania. Da segnalare anche l'iniziativa del presidente turco Recep Tayyip Erdogan: sempre oggi proverà pure lui, con una conversazione telefonica, a convincere Putin. La Turchia, pur essendo un Paese Nato, non aderisce alle sanzioni contro l'economia russa. Per ora, comunque, il quadro complessivo resta tetro: non c'è molta fiducia sul terzo round di negoziati tra russi e ucraini in programma per domani.

ERDOGAN PUTIN

 

E il primo a esserne consapevole, naturalmente, è Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino continua la sua offensiva politico-mediatica. Ieri ha registrato un video per «supplicare» la Nato a costituire la «no-fly zone». Poi si è collegato via «zoom» con circa 300 tra deputati e senatori americani. Il meeting online non è stato trasmesso in diretta. Una scelta insolita. Zelensky è andato diritto al punto: «Abbiamo bisogno di aerei e subito; solo così potremmo battere i russi».

 

volodymyr e olena zelensky 1

In sostanza il leader ucraino sembra dire a Europa e Stati Uniti: se non volete chiudere voi lo spazio aereo, mandateci i velivoli che servono e lo facciamo noi. È un'estensione dell'altro concetto: non ci mandate soldati? Allora dateci le armi per difenderci da soli. La richiesta di Zelensky sta trovando una sponda importante nel Congresso americano. Camera e Senato dovrebbero approvare a breve il massiccio piano di aiuti militari e umanitari promosso dalla Casa Bianca: 10 miliardi di dollari. Un cambio di passo impressionante, se si pensa che solo dieci giorni fa Joe Biden aveva stanziato un contributo di «solo» 600 milioni di dollari. Il presidente americano, però, non sta assecondando le spinte bipartisan per adottare una linea ancora più dura.

Nancy Pelosi

 

La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, per esempio, vorrebbe colpire l'export russo di greggio e di prodotti derivati dal petrolio. L'Amministrazione, invece, si mantiene in equilibrio tra «fermezza» nei confronti di Putin, sostegno militare agli ucraini, coordinamento con gli alleati e ricerca di una via d'uscita. La diplomazia americana è al massimo dei giri.

joe biden e kamala harris

 

La vice presidente Kamala Harris sarà a Varsavia e a Bucarest tra mercoledì e venerdì della prossima settimana. Blinken è nel pieno di una lunga missione nell'Est Europa. Ieri era in Polonia, dove ha promesso 2,7 miliardi di dollari «alle nazioni che accoglieranno i profughi». Il Segretario di Stato si è poi spostato al confine con l'Ucraina per parlare con il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, che gli ha ripetuto la «preghiera» di Zelensky: dateci jet e sistemi di difesa . Nella notte Biden ha chiuso il cerchio chiamando direttamente Zelensky.

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO