alfio marchini

LISTONE "ARFIO" - MARCHINI DOPO ESSERE STATO 'INVESTITO' DA FORZA ITALIA PROVA A PRENDERSI PURE IL PD: ''MARINO SE NE DEVE ANDARE, E IO VOGLIO COINVOLGERE UNA SQUADRA AMPIA. CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA SONO FINITI"

1. ALFIO MARCHINI: CANDIDATO CON CHI CI STA

Giovanna Vitale per “la Repubblica

 

marino marchini de vito alemanno marino marchini de vito alemanno

È tra gli uomini più corteggiati del momento. Alfio Marchini, rampollo di una famiglia di costruttori battezzata “Calce e martello” per i legami del capostipite con il vecchio Pci, al quale regalò Botteghe oscure, potrebbe ricandidarsi alla guida di Roma a capo di un listone civico che già da solo, nel 2013, raccolse il 10% dei voti. Alleato con chi ci sta. Destra o sinistra fa lo stesso. «Perché - dice - i partiti tradizionali hanno fallito. È tempo di aprire alla società civile e non usarla solo come foglia di fico come avvenne con Marino. E per farlo bisogna partire dal basso».

 

alfio marchinialfio marchini

Marchini Roma è nel caos, come se ne esce?

«Dimissioni ed elezioni. Già a dicembre, dopo la prima ondata di Mafia Capitale, suggerii a Marino di lasciare. Oggi avremmo avuto un nuovo consiglio pienamente legittimato per gestire il Giubileo e tutte la altre emergenze di Roma».

 

Non è accaduto. E nel frattempo lei sembra aver ceduto alle lusinghe del centrodestra, che la vuol candidare sindaco.

«Nella capitale il bipolarismo non esiste da due anni e non esisterà più con buona pace dei nostalgici di destra e sinistra. Visti i risultati, i romani non ne sentiranno nostalgia ».

 

Scusi, ma Marino governa con una maggioranza Pd-Sel. Le minoranze si oppongono in ordine sparso. Come fa a dire che non esiste il bipolarismo?

«La maggioranza in meno di due anni si è liquefatta. È necessario cambiare schema di gioco ».

ALFIO MARCHINI ALESSANDRO ONORATOALFIO MARCHINI ALESSANDRO ONORATO

 

Torniamo alle alleanze, indispensabili per vincere le elezioni: lei ha incontrato Berlusconi, cosa le ha proposto?

«Nulla. Da uomo intelligente sa bene che è finito il tempo delle sacre investiture».

 

E invece con Renzi ha mai parlato di Roma?

«No. Ma al Pd dico che errare è umano, perseverare diabolico. Dopo questi due anni fallimentari, ostinarsi a cercare solo all’interno di un partito le donne e gli uomini necessari per risollevare Roma sarebbe velleitario».

 

ALFIO MARCHINI    ALFIO MARCHINI

E quindi? Dovrebbero rinunciare a un proprio candidato per incoronare lei?

«Prima di discutere vediamo di condividere un metodo: sostituire ai nomi dei candidati le soluzioni ai problemi di Roma. Serve una grande squadra per una grande emergenza».

 

Propone dunque una “santa alleanza” con chi ci sta? Larghe intese in chiave elettorale?

«Sì. Si convochino subito gli stati generali dei quartieri, dai quali far emergere un programma con le dieci priorità per i singoli territori. Poi, chi vorrà candidarsi, si presenti con la miglior squadra possibile e si conquisti il consenso sul campo. Noi comunque lo faremo».

 

IGNAZIO MARINO - MATTEO RENZI - VIGNETTA DI BENNYIGNAZIO MARINO - MATTEO RENZI - VIGNETTA DI BENNY

Insisto: centrodestra o centrosinistra?

«È uno schema superato».

 

Superato ma necessario per presentarsi alle urne. Ha pensato di spiegare a Renzi la sua idea di città?

«L’ho fatto più volte pubblicamente e sono felice che finalmente anche il premier si interessi di Roma. Piuttosto trovo ingeneroso il comportamento di Marino verso il Pd. Definire i suoi padrini politici “capi bastone” oggi che sono in disgrazia lo trovo misero, anche perchè Marino per correre alle primarie raccolse 5mila firme in poche ore solo grazie al tanto vituperato Pd romano ».

 

Sarebbe disponibile a correre con il Pd dopo tutto quello che è accaduto?

«Il Pd sopravviverà solo aprendosi veramente alla società civile».

ignazio marino  alla festa di selignazio marino alla festa di sel

 

E se Marino pensasse di rilanciare formando una supergiunta con personalità di alto profilo lei entrerebbe?

«Marino è il passato a prescindere da Mafia Capitale, i romani hanno ormai espresso il proprio verdetto col pollice verso».

 

 

2. MARINO ORA E’ PIU’ DEBOLE

Mauro Favale e Giovanna Vitale per “la Repubblica

 

Lascia il cda del Palazzo delle Esposizioni, istituzione culturale del Comune, in polemica col Campidoglio. Lasciano, soprattutto, tre consiglieri comunali di maggioranza, due del Pd uno della lista civica di Ignazio Marino, “autosospesi” dai gruppi di appartenenza perché lambiti (per ora) dall’inchiesta su Mafia capitale pur non essendo indagati.

marino orfinimarino orfini

 

Tutto scricchiola attorno a Roma e a Palazzo Senatorio ma il primo cittadino tira dritto. Nel giorno in cui annuncia il provvedimento con cui, dal 10 luglio, sposterà i camion bar che affollano siti storici e monumenti, si dice «soddisfatto delle decisioni prese: stiamo andando avanti nella direzione che sta facendo ritrovare a Roma l’orgoglio che le spetta».

 

MARINO ORFINIMARINO ORFINI

Si tiene lontano dalle polemiche e invita Matteo Renzi «a fare una passeggiata ai Fori imperiali: mi farebbe piacere venisse di sera, per vedere l’illuminazione di Storaro e gli spettacoli di Piero Angela e Paco Lanciano ».

 

Al di là di tutto, però, si naviga a vista e tra scogli che affiorano. Come quello del Palaexpo: il cda guidato da Franco Bernabè si dimette in blocco accusando il Comune di inadempienza sugli obblighi finanziari. Marino non fa in tempo ad annunciare la imminente nomina di un commissario che, in Consiglio comunale, Francesco D’Ausilio e Alfredo Ferrari (entrambi Pd) e Luca Giansanti (lista civica) si autosospendono.

 

Tutti e tre erano ampiamente citati (pur non essendo indagati) nelle carte di Mafia capitale. È l’effetto del pressing del presidente dei Dem, Matteo Orfini, per “bonificare” l’Aula Giulio Cesare. Marino ha anche il problema della sua giunta che perde pezzi. Guido Improta, ai Trasporti, dopo aver annunciato l’addio ha lavorato sul dossier Metro C.

 

paolo masini francesco d'ausiliopaolo masini francesco d'ausilio

In serata, applaudito alla festa di Sel, Marino chiarisce la sua posizione rispondendo anche a chi, come il capogruppo dei vendoliani Gianluca Peciola, gli chiede di «mettere in campo i migliori». «Sono convinto di avere ottimi assessori ribatte il sindaco- altri “campioni” non ne vedo. Vado avanti con quelli che ho».

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…