luigi di maio mao cina

LUIGINO SI ORIENTA A SINISTRA - PER SGANCIARSI DALLA LEGA, DI MAIO RIPOSIZIONA IL M5S SU TEMATICHE SOCIALI, DALL’ACQUA PUBBLICA AL SALARIO MINIMO - LE “VOCI DI DENTRO” DEL MOVIMENTO: “PRIMA TRAVAGLIO CHE PARLA DI ALLEANZE CON I DEM, POI FICO SU ‘REPUBBLICA’... SEMBRA CHE SI VOGLIA RIACCENDERE L'IPOTESI DI UN'ALLEANZA TRA NOI E IL PD DOPO LE EUROPEE…” - DELRIO TENDE LA MANO: “PRONTI A DISCUTERE CON I GRILLINI”

tria di maio salvini conte

1 - "CINQUE PUNTI PER CAMBIARE L' ITALIA" DI MAIO RIPOSIZIONA IL M5S A SINISTRA

Federico Capurso per “la Stampa”

 

Tra gli appunti di Luigi Di Maio e dei suoi strateghi c' è una frase sottolineata più volte: «Il Movimento 5 stelle deve essere equidistante dalla Lega e dal Pd, in modo da poter tenere aperte due porte, una a destra e una a sinistra». Negli ultimi mesi, il baricentro si era spostato troppo a destra.

 

Ed ecco che allora, in piena campagna elettorale, il leader cerca di riequilibrare i pesi annunciando cinque proposte lontane dagli orizzonti leghisti: acqua pubblica; conflitto d' interessi; salario minimo, taglio degli stipendi dei parlamentari e una legge per togliere la sanità dalle mani dei partiti. «Su queste cinque proposte La Lega è con noi? Se è con noi, possiamo dare queste leggi al Paese già quest' anno», dice Di Maio da Varsavia, dove partecipa alla convention di Kukiz' 15, loro alleati alle prossime Europee.

roberto fico

 

Il primo banco di prova potrebbe essere proprio la proposta di legge sull' acqua pubblica sulla quale è al lavoro dall'inizio della legislatura la deputata grillina Federica Daga. Ma il progetto di legge «dovrà essere modificato», spiegano fonti di primo livello del Movimento, perché «ci sono alcuni punti che non passeranno mai all' esame degli alleati leghisti».

 

Anche sulla legge per istituire il salario minimo gli uomini di governo del Movimento sono convinti che si dovrà mettere mano, perché nel lavoro fin qui portato avanti dalla deputata M5S Nunzia Catalfo sarebbero state individuate delle forti contraddizioni. Alcuni settori, infatti, rischierebbero di restare con un salario più basso rispetto a quello attuale. Di certo, non ci sarà il tempo per approvare tutte e cinque le proposte entro fine anno come promette il leader.

DANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

 

Dalla Lega, per ora, è arrivata una risposta freddina. «Di Maio fa solo campagna elettorale», dicono i colonnelli di Matteo Salvini. E non nascondono l' irritazione per leggi che «sembrano tagliate su misura per il Pd», come se si volesse riaprire quel forno.

Una preoccupazione che non si discosta troppo dalla realtà.

 

«C' è un pezzo di establishment, nel Movimento, che sta remando in quella direzione», rivela un membro del governo pentastellato. «Prima Travaglio che parla di alleanze con i dem, poi Fico su Repubblica... sembra che si voglia riaccendere l' ipotesi di un' alleanza tra noi e il Pd dopo le Europee, perché si ha paura delle conseguenze di un successo della Lega».

 

TOTI MELONI SALVINI

Di Maio accarezza questo schema, convinto che possa aiutare a mantenere sotto controllo le fibrillazioni che ci saranno nel governo dopo il voto del 26 maggio. Dall' altra parte, infatti, è stato notato l'attivismo di Giorgia Meloni, che chiede a Salvini di mollare i Cinque stelle.

 

«Se Salvini la pensa così, noi rispondiamo guardando a sinistra. E con il Pd una maggioranza alternativa ci sarebbe, mentre Salvini con Fdi non ha i numeri», ragionano nel quartier generale del leader. Le Europee, però, fanno paura. Il rischio più concreto è che il leader della Lega possa reclamare due ministeri, di cui uno pesante e uno più leggero. La Sanità e i Trasporti sono quelli più a rischio e lo spauracchio di un nuovo forno aperto con il Pd, per i Cinque stelle, può aiutare a tenere calme le acque.

 

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 11

L'ipotesi di un cambio di alleati al governo però è molto più lontana di quanto i toni da campagna elettorale possano far credere. «Questo Paese non si può permettere di cambiare un pezzo di governo dopo le Europee, in vista della manovra», sostiene un ministro grillino tra i più fedeli al leader. Quando gli uomini di governo del Movimento sono a Bruxelles o in visita all'estero, infatti, la prima cosa che chiedono ansiosi gli interlocutori stranieri è: «Cosa succederà nel vostro governo dopo le Europee?».

 

Lo spread continua ad avere fluttuazioni e i mercati sembrano non avere ancora una piena fiducia nella stabilità italiana. Il livello dello spread schizzato sopra i 200 punti base in attesa del giudizio di Standard & Poor's non è stato un caso passato inosservato dalle parti di palazzo Chigi. Una situazione, quindi, che non rende appetibile l' idea di cercare una maggioranza alternativa con il Pd. I rapporti, però, si costruiscono con il tempo.

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

 

2 - GRAZIANO DELRIO IL CAPOGRUPPO PD: "SULLE PROVINCE SALVINI VUOLE SOLO QUALCHE POLTRONA IN PIÙ"

Carlo Bertini per “la Stampa”

 

«Sulle province si vede che Salvini ha bisogno di qualche poltrona in più e la sua è solo una manovra elettorale, fanno bene i 5 Stelle a dire no all' elezione diretta».

 

Dunque onorevole Delrio, siete in sintonia con i grillini sui tagli ai costi della politica. Ma allora perché votate contro il taglio dei parlamentari?

«Noi siamo favorevoli al taglio, anzi per noi bisognerebbe avere una sola Camera, a differenza di quanto vogliono fare loro. La loro riforma è un pasticcio, che produrrà uno scollamento tra i territori e i parlamentari eletti in collegi molto più grandi di ora.

 

graziano delrio

E poi non si capisce a cosa serva un Senato di 200 persone e perché bisogna fare avanti e indietro due volte con la stessa legge tra una Camera e l' altra. Noi vorremmo tenere una sola Camera con 500 deputati, cioè meno di quanto prevede la loro proposta, trovando il modo di rappresentare gli enti locali. Sul principio siamo d'accordo, sul come applicarlo no».

 

Da capogruppo Pd, quale delle cinque norme da loro caldeggiate approverebbe?

Taglio degli stipendi dei parlamentari, conflitto d' interessi, acqua pubblica, salario minimo o la legge che toglie i partiti dalla sanità, chiara reazione al vostro scandalo umbro?

«Sulla sanità basta applicare le norme che ci sono, non c' è scritto da nessuna parte che i partiti debbano intervenire nelle nomine. Poi se ci sono state delle irregolarità sarà la magistratura a stabilirlo. Invece sul salario minimo siamo d' accordo, lo abbiamo proposto per primi: certo andrebbe discusso come realizzarlo. Per noi va fatto in accordo con i sindacati.

 

fico delrio

Sul taglio degli stipendi diciamo che serve loro per recuperare qualche punto nei sondaggi: se accettassero di discuterne seriamente si potrebbe trovare un' intesa.

Conflitto d' interessi?

 

Assolutamente sì, ma deve riguardare tutti, anche la trasparenza di piattaforme informatiche e la manipolazione dei dati. Invece sull' acqua pubblica la nostra posizione è chiara: le tariffe vengano decise dai sindaci e la gestione sia controllata e monitorata dal pubblico, senza statalizzare ogni cosa. La loro proposta non va bene, non stimola gli investimenti».

 

Ma sulle province dica la verità: visto come sono andate le cose si è pentito di come ha realizzato nel 2015 la riforma che alla fine si è rivelata tutto fuorché un taglio?

NICOLA ZINGARETTI AL MARE

«Magari va aggiornata, ma buttarla via no. La mia riforma non nasce per caso, come ora sull' onda di titoli di coda di un governo a fine corsa. Ma da una riflessione in seno all' Anci per non duplicare le funzioni di regioni e comuni e creare un luogo dove i sindaci coordinino il loro lavoro. Chiarire le competenze e garantire più efficienza ai cittadini. E secondo, far nascere finalmente le città metropolitane, come in tutti i paesi del mondo. I principi dunque li sostengo con convinzione, magari posso essere pentito che non abbiamo eliminato i tagli fatti da Monti in poi per via della crisi».

 

I nuovi enti continuano a occuparsi di edilizia scolastica, ambiente, strade, ma senza fondi e con organi non eletti. I leghisti vogliono ridargli dignità tornando all' elezione di 2500 consiglieri e presidenti. Non è colpa anche della riforma incompiuta?

sergio mattarella 1

«Intanto le 76 province a statuto ordinario hanno una loro regolamentazione, sono rette da assemblee di sindaci e la manutenzione di strade e scuole sono le funzioni fondamentali. E i sindaci che le governano sono pienamente autorevoli, non è che l' elezione diretta dia più autorevolezza ad un' istituzione. Altrimenti vorrebbe dire che il presidente della Repubblica non lo è e che le province non lo erano prima del '93».

 

Quindi nessuna autocritica?

«Mi chiede se bisogna dargli più risorse? La risposta è sì. I tagli sono stati eccessivi, ma nel 2017 abbiamo stanziato 1,6 miliardi solo per le strade e i risultati si cominceranno a vedere ora. E la riorganizzazione ha funzionato, perché sono state ridotte di molto le spese. È sciocco che si discuta solo di elezione diretta».

 

La votereste una manovra se il governo cadesse e il Colle vi chiedesse un atto di responsabilità con un premier tecnico?

«Prima di ogni cosa viene il bene del paese, ma per noi resta prioritario che, a fronte del fallimento del governo, ci sia il responso delle urne».

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…