bersani grillo

M5S, UN GIAGUARO DA SMACCHIARE – BERSANI PRONTO A FARE DA STAMPELLA AI GRILLINI DOPO LE ELEZIONI: “MEGLIO LORO DI RENZI”. MA SPERANZA FRENA - I PENTASTELLATI INVECE CI STANNO ECCOME: MEGLIO MDP DELLA LEGA – BEPPE PUNTA AL 30% ALLE ELEZIONI

 

1. LE AVANCES (UN PO’ SPINTE) DI PIERLUIGI…

Andrea Carugati per la Stampa

 

bersani grillo

Se il M5S, dopo il voto volesse aprire una discussione seria sul governo, Pier Luigi Bersani non si tirerebbe indietro. Si siederebbe al tavolo, come fece nel 2013 quando l' incarico di formare il governo lo aveva ricevuto lui, e accettò l' incontro con i capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi. «Io resto quello dello streaming, con le mie idee che propongo con umiltà e la mia tranquilla disponibilità», ragiona dopo aver letto sulla Stampa dell' interesse M5S verso la candidatura di Pietro Grasso.

 

BERSANI E GRILLO

«Se vorranno discutere significa che avranno deciso di cambiare e sarà un bene per la democrazia», spiega, ricordando che lui non si è mai arreso all' idea che il Movimento resti chiuso dentro il suo fortino. L' ipotesi di un asse con i grillini non è una novità per la galassia vicina a Bersani, che ha definito quello di Grillo «un partito di centro dei tempi moderni». Già alla vigilia delle regionali in Sicilia si era ragionato dentro Mdp di un possibile appoggio esterno in caso di vittoria del grillino Giancarlo Cancelleri.

 

PIETRO GRASSO FOGLI

Pietro Grasso, l' oggetto principe degli interessi grillini, non commenta in alcun modo. Davide Zoggia, uomo macchina di Mdp, spiega: «Su alcuni temi è indubbio che siamo più vicini a M5S che al Pd renziano. Penso ad esempio alla tutela dei consumatori, ma anche sui diritti del lavoro alla fine i grillini sono più sensibili dei dem». Roberto Speranza invece tira il freno: «Tra noi e M5S ci sono distanze enormi. Penso allo Ius soli e alle ong, temi su cui Di Maio la pensa come Salvini. Ma anche all' atteggiamento contro i sindacati, che ricorda quello di Berlusconi», Sull' articolo 18 invece Di Maio e Di Battista stanno insistendo per un ritorno del reintegro dei licenziati.

 

ROBERTO SPERANZA - PIERO GRASSO - NICOLA FRATOIANNI

«Sì, ma in Parlamento, quando abbiamo portato la nostra proposta, non ci hanno dato una mano», chiude Speranza, che lascia però uno spiraglio: «Ci confronteremo in Aula in maniera aperta e sulla base dei programmi: penso a scuola e sanità pubbliche e alle pensioni». «Ci auguriamo che venga fuori un rapporto di forza che porti al cambiamento su fisco, scuola e sanità», dice Bersani.

 

Pippo Civati, uno dei quattro moschettieri della nuova lista, è stato un pioniere del dialogo col M5S già nel 2013: «Per loro noi siamo un osso duro, perché attraiamo molti loro elettori. Per chi fa dell' onestà un marchio, diciamo che anche Grasso può dire la sua...». «Ognuno di noi prenderà i suoi voti e poi si faccia una discussione sui possibili alleati», ragiona Civati.

 

Miguel Gotor Flavio Zanonato Davide Zoggia

Dentro il gruppone di sinistra riunito attorno a Grasso il tema delle future alleanze per ora è in secondo piano. In cima alle priorità c' è la necessità di imporsi come «la vera novità di questa campagna elettorale» e di raggiungere il 10%. Il piano A prevede dopo il voto un dialogo con un Pd indebolito e costretto a virare a sinistra. Ma la convinzione è che i dem non saranno il primo partito e non avranno l' incarico di formare il governo. «Cercheranno in tutti i modi di mettere in piedi una coalizione con Berlusconi», spiega una fonte di Mdp. Dunque il M5S potrebbe essere l' unico reale interlocutore.

 

Bersani a Porta a Porta conferma che i rapporti col Pd sono al minimo storico: «Pensavano di comprare Grasso offrendogli una candidatura. Uno con la sua storia, che ha lottato contro la mafia, dicono che è burattino di D' Alema? Sento cose indigeribili. Chiedo almeno rispetto per la storia».

 

2. … CHE I GRILLINI ACCETTANO NEL NOME DI GRASSO

Ilario Lombardo per la Stampa

 

alessandro di battista futuro papa

La possibile intesa con la sinistra di Liberi e uguali, raccontata ieri da La Stampa , è una prospettiva che indubbiamente alletta il gruppo parlamentare più di un apparentamento forzoso con Matteo Salvini. C' è quasi un senso di sollievo a sentire deputati e senatori, che eletti nel 2013 rappresentano ancora l' avanguardia movimentista delle origini, che cinque anni fa era la componente maggioritaria nel M5S e che oggi è viene identificata in Roberto Fico.

 

Alessandro Di Battista nega che il M5S sia tornato tutto a un tratto a insistere sui temi cruciali del lavoro, sul reintegro dell' articolo 18 e sulla revisione del Jobs Act: «E' di nuovo d' attualità perché c' è stata la manifestazione della Cgil. Ma noi ne parliamo da sempre. Chiedetelo a Davide Tripiedi». Lo facciamo. Tripiedi è il deputato delle fabbriche, delle vertenze sul lavoro, del freddo preso davanti ai cancelli con gli operai. Tutti lo conoscono come il «comunista» del gruppo. «Mai con la Lega - esordisce scandendo bene il "mai" -. Ovvio che tra i due preferirei la sinistra ma sempre se ragioniamo su convergenze programmatiche dopo il voto».

carla ruocco beppe grillo

 

Perché in fondo è vero che sul programma i punti d' intesa sono diversi. E li elenca: «Reddito di cittadinanza, innanzitutto. Buona Scuola da abolire. Jobs Act da rivedere, ma non sotto i 15 dipendenti. Ma soprattutto la riforma Fornero. Se ci stanno a cancellarla...». Basta che non si parli di alleanze, in senso tradizionale, come spiega Carla Ruocco al TgCom24: «Per il resto è vero che su alcune cose la vediamo in modo simile».

 

Ma è in Senato che si trovano i più entusiasti sostenitori dell' asse con la nuova creatura di Pietro Grasso. E le ragioni sono nel semplice fatto che c' è lui a guidarla. Dopotutto già nel 2013 una fronda guidata dal senatore Mario Michele Giarrusso si immolò, provocando una spaccatura, per convincere i colleghi a sostenere la nomina del pm antimafia alla presidenza del Senato. Gli anni della legislatura hanno rafforzato e ampliato la stima dei grillini.

PAOLA TAVERNA

 

Non è un caso, poi, che siano proprio i senatori che hanno ricoperto a rotazione il ruolo di capogruppo a esporsi maggiormente nelle chat interne. Perché lo hanno conosciuto più da vicino. Così Paola Taverna, Vito Crimi, Maurizio Buccarella, Andrea Cioffi, Michela Montevecchi continuano a esaltarne l'«autonomia e l' indipendenza» che hanno potuto apprezzare nei colloqui riservati dei capigruppo, dove l' ex pm ha condiviso i loro dubbi sulle riforme costituzionali e sulle forzature in aula. Giovanni Endrizzi lo elogia esplicitamente: «E' sempre stato corretto e neutrale».

 

Di fronte a queste reazioni Luigi Di Maio sa che tra non molto dovrà decidere a chi affidarsi in Parlamento, in caso di successo elettorale, se vuole avere qualche chance di andare al governo. Lega Nord oppure Liberi e uguali di Grasso? Per adesso, nelle sue dichiarazioni pubbliche, cerca di mantenersi in equilibrio sia all' interno del M5S, dove convivono culture politiche diverse, sia all' esterno, per non rischiare di alienarsi elettori di destra o di sinistra.

di maio cancelleri

 

«Se dopo le elezioni i numeri non saranno sufficienti, ci rivolgeremo a tutte le forze politiche. Avremo un programma articolato per punti e chi ci darà la fiducia farà partire il governo che cambierà il Paese». Il candidato premier del M5S mostra di aver maturato una consapevolezza sul massimo fisiologico a cui può puntare il Movimento. L' asticella è fissata al 30%. Le speranze più ottimistiche arrivano al 35%. In entrambi i casi, con la legge attuale, non bastano per entrare a Palazzo Chigi.

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...