luigi di maio matteo salvini

I GRILLINI HANNO PAURA DI PERDERE LA POLTRONA – DOPO LA “MANOVRA COMUNISTA” (COPY LAMBERTO DINI) DAL M5S TREMANO: LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA SARÀ UN GUAIO QUANDO CI SARÀ DA SCRIVERE LA LEGGE DI BILANCIO IL PROSSIMO ANNO – QUALE GOVERNO TROVARA' 23 MILIARDI PER NON FAR AUMENTARE L’IVA? UN’IPOTECA DA PAURA, A MENO CHE NON SI PENSI A DRAGHI PREMIER

Augusto Minzolini per “il Giornale”

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

 

Nei giorni di passione della manovra, non poteva non far capolino nei saloni del Senato Lamberto Dini, già esponente di spicco di Bankitalia, ministro dell' Economia di Berlusconi e premier di un governo di sinistra dopo il «ribaltone» del '95. Un borghese prestato venti anni fa alla sinistra che offre una nitida fotografia del momento.

 

«La manovra sentenzia è ridicola. I mercati faranno giustizia. Quando a gennaio non si riusciranno a vendere i 40 miliardi di titoli di Stato necessari per pagare stipendi e pensioni, voglio vedere cosa diranno questi signori. Addirittura hanno messo nel mirino i pensionati: bloccare l' indicizzazione a gente che prende 1.500 euro al mese! Roba da matti! È una tassa. Un esproprio. È una legge di bilancio da rifondazione comunista, da Pci, senza però l' intelligenza dei comunisti».

salvini e di maio murales by tvboy

 

Detto da un personaggio che con i post-comunisti ci ha governato, fa impressione. Eppure, se si tendono le orecchie, l' accusa che per altri, invece, è un onore, quel vecchio cavallo di battaglia di Berlusconi, tiene banco: appunto, «communisti» con due «m». Osserva Primo Di Nicola, già giornalista de L' Espresso e ora senatore grillino: «La manovra va incontro all' emergenza sociale, ridistribuisce ricchezza. Abbiamo fatto ciò che Rifondazione e il Pci non hanno mai avuto il coraggio di fare». Sul versante opposto lo schema lo riprende Adolfo Urso, ex ministro del Cav arruolato dalla Meloni.

 

lamberto dini

«È una manovra comunista», tuona: «Con l' Italia nel ruolo di Paese satellite di quella nuova Urss, che è la Ue. Siamo per Bruxelles, quello che la Bulgaria era per Mosca. Farò un manifesto dedicato alla Lega: Taci e paga asino del Nord».

 

Parole dure, che però hanno una logica spietata. Siamo di fronte ad una manovra assistenziale, per nulla espansiva, che colpisce le imprese e la parte produttiva del Paese; la flat tax è scomparsa dai radar, sostituita dal reddito di cittadinanza e da quota 100 sulle pensioni, ridotti a simulacri ugualmente costosi; e, se ciò non bastasse, ci siamo beccati dei vincoli europei asfissianti, risultato dell' armistizio firmato da Conte nei panni del generale Badoglio con Bruxelles, dopo che le velleità dell' italietta gialloverde sono state piegate dallo spread e dai mercati.

 

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

Naturalmente Di Maio si difende, postando su Facebook risultati che hanno riscontro solo nella sua fantasia: ligio agli insegnamenti dei vecchi padri del populismo alla Chavez, che puntano sulla percezione per esorcizzare la realtà. Ma certe verità cominciano a bussare alla porta del governo: le immagini delle bandiere 5stelle e leghiste bruciate nelle piazze della capitale dai tassisti e dagli Ncc in rivolta, non sono un sogno. E in quest' ottica la fotografia di «una manovra comunista senza l' intelligenza dei comunisti» è tutt' altro che peregrina.

 

«Hanno rispolverato malamente osserva l' azzurro Cattaneo le categorie del '900: gli infiltrati nella pubblica amministrazione introdotti dalla legge anti-corruzione, sono armamentari da Unione Sovietica sotto mentite spoglie». «Io che sono approdato al Pd da liberale confessa il capogruppo piddino, Marcucci sono sconvolto». Gli unici che rifiutano il paragone sono proprio i discendenti di Rifondazione: «Ma di che!» si infervora Loredana De Pretis di Leu: «Hanno approfittato dell' alibi di tagliare la pensione ai 23 pensionati d' oro che ci sono in Italia, gente che a 90 anni sta per passare a miglior vita, per bloccare l' indicizzazione a quelli che prendono 1.500 euro. I comunisti sono intelligenti, questi sono solo scemi».

 

alessandro cattaneo

La novità è che - gratta, gratta - anche tra i grillini c' è chi comincia a pensare che i calcoli di Di Maio siano sbagliati, che nel tempo la Lega possa avere un rigetto verso la «manovra comunista», e, soprattutto, che quella clausola di salvaguardia di 23 miliardi di Iva per il 2020, imposta dalla Ue, farà tremare i polsi in un futuro prossimo a chiunque, anche a Salvini. E le paure incombono.

 

«I vincoli europei ammette il capo dei senatori grillini, Stefano Patuanelli sono duri. Siamo stati costretti a fare una manovra di sinistra che, secondo i nostri calcoli, potrebbe tenere a bada uno spread che viaggi sui 280 punti. Ma è una manovra che rischia di costarci caro. Lo dice un grillino moderato: noi in sei mesi, l' ultimo sondaggio è di oggi, abbiamo perso un milione e 700mila voti al nord. Tutti verso la Lega». Il terrore grillino riguarda proprio il Carroccio e i suoi piani: cosa farà Salvini se una simile manovra penalizzerà anche lui in termini di consenso? «Comincio a pensare confida Patuanelli che Salvini possa rompere anche prima delle europee.

STEFANO PATUANELLI M5S

 

O meglio ho il sospetto che Berlusconi stia lavorando per lui: visto che Salvini non può assumersi la responsabilità di rompere con noi, aspetta che Silvio ci porti via i senatori necessari per aprire la crisi. Ho già individuato tra i miei due che potrebbero passare con Forza Italia.

 

Solo che a quel punto non so se si farà un altro governo o se si andrà diretti al voto, visto che tutti avranno il problema di governare sapendo che la prossima legge di bilancio dovrà onorare una clausola di salvaguardia di 23 miliardi. Un' ipoteca che fa paura. A meno che non si pensi a Draghi...».

 

berlusconi salvini

Berlusconi, Draghi, Salvini: il terrore dei grillini ha molti volti. Ma anche per il vicepremier leghista la lezione ricevuta dall' Europa rischia di non essere indolore. Nelle orecchie dei suoi rimbombano i discorsi che Salvini ha fatto negli ultimi due mesi. «Non state appresso ai sondaggi del centrodestra gli ha ripetuto più volte -: se andiamo alle elezioni con il Cav rischiamo di perdere una parte dell' elettorato che abbiamo strappato ai grillini».

 

mario draghi

L' altra sera nella cena natalizia dei senatori leghisti, in un ristorante «fusion» di piazza Augusto Imperatore, girava addirittura un sondaggio: in alleanza con Berlusconi il Carroccio rischierebbe di perdere il 15%. Solo che anche le alternative non sono rose e fiori. Anzi, tutt' altro. Affrontare la legge di bilancio del prossimo anno, con le sue clausole di salvaguardia, in un governo con i grillini, specie dopo l' esperienza di quest' anno, è un' acrobazia a dir poco temeraria: un triplo salto mortale, carpiato e senza rete.

giorgetti

 

Ecco perché continua a riecheggiare l' idea di un Salvini che potrebbe contendere all' attuale ministro degli Esteri, Moavero, un posto nella Commissione Ue. «Anche l' epilogo di questa legge di bilancio continua a ripetere Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega dimostra che le battaglie ormai si vincono a Bruxelles».

 

Ne parla Giorgetti, la teorizza il viceministro Galli: insomma, è un' ipotesi che l' ala governativa leghista non esclude per nulla. Tant' è che è arrivata anche alle orecchie di altri. «Per forza!», è la battuta di Annamaria Bernini, presidente dei senatori azzurri: «Con questa manovra si sono venduti casa e ora vogliono andar via!».

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