fico salvini di maio

LA FRONDA DI FICO - DI MAIO SULLA DICIOTTI SI SCHIERA CON SALVINI: “SE L’UE NON INTERVIENE IO E TUTTO IL M5S NON SIAMO PIÙ DISPOSTI A DARE 20 MILIARDI ALL’UE” – IL PRESIDENTE DELLA CAMERA RESTA CON IL CERINO IN MANO: NESSUNO TRA I BIG DEL MOVIMENTO SI È SCHIERATO CON LUI - MA LA BASE DEL M5S SI SPACCA

1 - DI MAIO AFFIANCA SALVINI E SFIDA L' UE "DECIDA SULLA NAVE O BASTA CONTRIBUTI"

Andrea Carugati per “la Stampa”

 

luigi di maio 3

Luigi Di Maio si schiera a fianco del collega vicepremier Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. E rilancia con un missile diretto a Bruxelles: «Se domani (oggi, ndr ) alla riunione della Commissione europea non si decide nulla sull' imbarcazione e sulla redistribuzione dei migranti, io e tutto il M5S non siamo più disposti a dare 20 miliardi all' anno all' Unione europea».

 

Il capo del M5S sceglie dunque «la linea dura» con l' Ue, anche perché «in questi mesi abbiamo visto come funzionano la linea morbida e quella dura». Un punto di vista su cui «il governo è compatto», ribadisce, ottenendo l' applauso di Salvini.

 

MATTEO SALVINI

E pazienza per l' attacco del leader leghista al presidente della Camera Roberto Fico, che si era smarcato a favore dello sbarco dei 150 migranti rimasti a bordo.

 

«Il presidente della Camera ha molto tempo per parlare, ogni tanto dice e fa cose contrarie agli altri esponenti di governo, sia della Lega che del M5S», l' attacco di Salvini. Che suscita la reazione della ministra grillina per il Sud Barbara Lezzi («Nessuno deve impartire lezioni alla terza carica dello Stato»), ma non scuote l' asse tra i due vicepremier.

 

migranti a bordo della diciotti

Salvini alza le spalle rispetto a un possibile intervento del Quirinale: «Non temo assolutamente nulla. Ho la coscienza più che a posto». E anche su una possibile indagine per sequestro di persona: «Se mi vogliono indagare mi presento e spiego le mie ragioni.

 

Se mi arrestano? Gli italiani stanno con me, chiedono ordine, io non retrocedo e non mi dimetto». «Quelli a bordo sono tutti illegali, io voglio applicare il sistema "No Way" australiano», rigidissimo verso chi chiede di sbarcare e non ha i titoli.

 

laura boldrini a bordo della diciotti

Pressing di Onu e associazioni

La linea del Viminale non cambia per tutta la giornata. Nonostante il pressing dell' Unhcr, che «esorta il governo italiano a consentire gli sbarchi» e la tensione nel porto dove un folto gruppo di manifestanti (controllato dalle forze d' ordine in tenuta antisommossa) si è gettato per terra impedendo ad un furgone della polizia di accedere alla zona di sicurezza. «Siamo tutti clandestini - hanno urlato -. Siamo tutti antifascisti».

 

matteo salvini con l'ambulante moussa mbaye

Poco distante, a rendere la situazione ancora più calda il presidio di Forza Nuova. Intanto la preoccupazione sulla salute dei migranti è confermata anche da chi, come il parlamentare radicale Riccardo Magi e il consigliere siciliano Claudio Fava, sono saliti a bordo della Diciotti.

 

Magi ha raccontato di un colloquio con il comandante Massimo Kothmeir: «Mi ha detto di aver ricevuto dal ministero delle Infrastrutture il via libera allo sbarco, e di aver appreso solo sui social del no di Salvini. Ha dovuto chiedere indicazioni al comando generale, una situazione mai vista». Magi annuncia un esposto alla procura di Catania per sequestro di persona.

 

Dal ministero della Difesa si ribadisce che la materia è di competenza del dicastero dei Trasporti, ma arriva l' invito a «non lasciare soli i nostri militari». Piena convergenza sulla linea di pressione verso Bruxelles portata avanti dai due vicepremier.

ROBERTO FICO VERSIONE BOLDRINI

 

Pd all' attacco

Al Viminale l' auspicio è che arrivino risposte concrete «entro 48 ore» dall' Unione europea. «In Italia non sbarca più nessuno a meno che l' Europa non si svegli, faccia la sua parte e cominci ad accogliere come abbiamo fatto noi in questi anni», l' affondo di Salvini.

la nave diciotti a catania 8

 

Da Berlino arriva la conferma di alcuni contatti in corso tra Paesi europei sul caso della Diciotti. «La Germania disponibile ad accogliere? Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all' azione di accoglienza», spiega un portavoce del ministro dell' Interno tedesco.

 

Dal Pd Paolo Gentiloni attacca Salvini: «L' Australia anni fa ha schierato le forze armate per fermare i barconi. Ma il Parlamento e il governo italiano non hanno mai preso una decisione del genere. Quello di Salvini è un abuso di potere».

 

2 – NESSUN MESSAGGIO DAL LEADER M5S, FICO DELUSO

Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

 

la nave diciotti a catania

È stato il primo ad aprire una breccia nel muro e dopo di lui, nel chiedere umanità e una soluzione per i migranti della Diciotti, sono arrivati in tanti. Le parole di Roberto Fico, e il duro scontro con Matteo Salvini, fanno uscire il Movimento da un silenzio che segnalava, sia pure subliminalmente, un dissenso rispetto alle modalità d' azione del vicepremier o quantomeno un imbarazzo.

 

roberto fico prima dell auto blu

Se la strategia era defilarsi e parlare d' altro, il presidente della Camera l' ha infranta, rivendicando la necessità di rispettare la dignità umana. Ma nella messe di messaggi pubblici e privati di solidarietà, dopo l' attacco di Salvini, ne mancano alcuni che il presidente della Camera si aspettava: quello di Luigi Di Maio, che preferisce rilanciare la sfida all' Europa; quello di Danilo Toninelli, «fisso al telefono» dalla Costa Azzurra ma non sul numero di Fico; e quello dei capigruppo dei 5 Stelle.

 

Francesco D' Uva, anzi, spiega: «Ai media e alle forze d' opposizione fa più comodo spostare l' attenzione sulla questione migranti per mettere da parte le responsabilità dei Benetton-Autostrade per l' Italia sulla tragedia di Genova».

 

TONINELLI AL MARE DURANTE L'EMERGENZA A GENOVA

Eppure Fico, nonostante la delusione per la mancata difesa dei vertici, può dirsi soddisfatto, perché ha tenuto fede alle sue posizioni critiche, anche se, come sempre, mai di rottura. E perché ha incassato il sostegno di molti esponenti del Movimento. C' è Paola Nugnes, che dopo l' intervista al Corriere, lancia l' hashtag #robertoficoèilmovimento. Ma c' è anche un ministro, come Barbara Lezzi.

barbara lezzi

 

Che si rivolge al vicepremier: «Caro Salvini, l' Italia ha fatto il suo dovere salvando i migranti. Restando doverosa la pretesa di condivisione europea, nessuno deve impartire lezioni alla terza carica dello Stato circa la prerogativa di esprimere legittime posizioni».

 

Elena Fattori aggiunge: «Salvini non ha nessun diritto di obiettare sulle dichiarazioni del presidente della Camera. Solidarietà a Fico». E Andrea Colletti, un altro che non ha paura di parlare a voce alta, va oltre la solidarietà per attaccare direttamente il ministro dell' Interno: «Invece di blaterare, farsi selfie e dirette Facebook, Salvini inizi a rendere più efficienti le commissioni territoriali per il riconoscimento delle protezioni internazionali».

laura boldrini a bordo della diciotti 1

 

E poi ci sono Mirella Liuzzi e un drappello di campani, proprio come Fico. C' è Luigi Gallo, da sempre vicino al presidente della Camera, ma si espongono anche neoparlamentari come Gilda Sportiello: «La decisione di non far sbarcare le persone dalla Diciotti non può appartenermi, non può appartenere al mio Movimento».

 

E come la napoletana Doriana Sarli. Che attacca: «Di Maio sta facendo un ottimo lavoro ma sui diritti civili subiamo un' impostazione leghista che sta fomentando odio e paura. Cosa stiamo diventando?». Domanda che più di uno nel Movimento si sta ponendo.

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...