giorgia meloni alfredo mantovano francesco lollobrigida carlo nordio andrea giambruno

DAGOREPORT - NON SI PUO' DAVVERO MAI STARE TRANQUILLI: MANTOVANO, IL SAVONAROLA DI PALAZZO CHIGI – D'ACCORDO CON GIORGIA MELONI, PRESA LA BACCHETTA DEL FUSTIGATORE DI OGNI FONTE DI ''DISSOLUTEZZA'' E DI ''DEPRAVAZIONE'' SI È MESSO IN TESTA DI DETTARE L’ORTODOSSIA MORALE  NON SOLO NEL PARTITO E NEL GOVERNO, MA ANCHE SCONFINANDO NEL ''DEEP STATE''. E CHI SGARRA, FINISCE INCENERITO SUL "ROGO DELLE VANITÀ" - UN CODICE ETICO CHE NON POTEVA NON SCONTRARSI CON LA VIVACITÀ CAZZONA DI ALCUNI MELONIANI DI COMPLEMENTO: CI SAREBBE LO SGUARDO MORALIZZATORE DI MANTOVANO A FAR PRECIPITARE NEL CONO D’OMBRA PRIMA ANDREA GIAMBRUNO E POI FRANCESCO LOLLOBRIGIDA – IL PIO SOTTOSEGRETARIO PERÒ NON DORME SONNI TRANQUILLI: A TURBARLI, IL CASO ALMASRI E IL TURBOLENTO RAPPORTO CON I MAGISTRATI, MARTELLATI A TUTTA CALLARA DA RIFORME E PROCURE ALLA FIAMMA...

DAGOREPORT

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Nessuno avrebbe immaginato che il governo Meloni avrebbe trovato nel sottosegretario Alfredo Mantovano il suo Savonarola in modalità Opus Dei.

 

L’ex magistrato, cattolico osservante e intransigente, nei tre anni degli ex missini a Palazzo Chigi, ha via via concentrato nelle sue mani molti poteri.

 

Uno di questi è davvero buffo e sorprendente, visto i tempi in cui sopravviviamo: d'accordo con Giorgia Meloni, presa la bacchetta dell'istitutore dei sacri valori, si è messo in testa di dettare l’ortodossia morale ai Fratellini d'Italia.

 

alfredo mantovano conferenza programmatica di fdi a pescara

Va detto che è un "comandamento" del tutto ignoto e sempre ignorato dai camerati della Fiamma, a partire dall'epoca Msi di Giorgio Almirante.

 

Ma dopo i decenni vissuti come reietti nelle grotte di Colle Oppio, vanno capiti: oggi tutto è cambiato e, sempre più avidi di potere e di vanità, ne combinano di tutti i colori.

 

Nel suo ruolo di attentissimo fustigatore di ogni fonte di ''dissolutezza'' e di ''depravazione'', non solo nel partito e nel governo, ma anche sconfinando nel Deep State, Mantovano non transige sui principi e regole di comportamento cui hanno l'obbligo di attenersi. E chi sgarra, viene scomunicato e finisce incenerito sul "rogo delle vanità".

 

ANDREA GIAMBRUNO E FRANCESCO LOLLOBRIGIDA - MEME BY FAWOLLO

Una serie integerrima di prescrizioni che non poteva non scontrarsi con la vivacità cazzona di alcuni meloniani di complemento: ci sarebbe lo sguardo moralizzatore di Mantovano a far precipitare nel cono d’ombra prima Andrea Giambruno e poi Francesco Lollobrigida.

 

I due guasconi si sono “macchiati”, agli occhi del Savonarola di Palazzo Chigi, di colpe esecrabili, per nulla in armonia alle esigenze morali e del vivere civile: la vivacità sessuale ostentata nei due fuorionda di 'Striscia la notizia' dal ciuffo erettile dell’ex compagno della Meloni fa venire un coccolone al devoto Mantovano.

 

Sentir Giambruno parlare di “threesome” e “foursome”, toccandosi il "pacco" inguinale, su, ammettiamolo, non è proprio consono a chi propugna il terno secco “Dio, patria e famiglia”.

 

Osama Njeem Almasri

Non parliamo poi dello “Stallone di Subiaco”, coniugato con Arianna Meloni, trafitto da indiscrezioni malevole sui suoi vivaci comportamenti.

 

L’eccesso di testosterone alla Fiamma è stato punito con una doppia fatwa dell’agente della buon costume di Palazzo Chigi.

 

Ma purtroppo, in politica, passare dall’etica alla cotica, basta un attimo.

 

ALFREDO MANTOVANO E CARLO NORDIO - INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO FORENSE

Il caso Almasri, ad esempio, non fa dormire sonni tranquilli al sottosegretario con delega ai servizi segreti: aumentano i punti oscuri sul mancato fermo e successivo rilascio del torturatore libico con tanto di rimpatrio con volo di Stato, fino a lambire le stanze del potere di Palazzo Chigi.

 

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non ci pensa proprio a dimettersi né intende assumersi responsabilità politiche sul rilascio di Almasri, né sembra così disponibile a sacrificare il suo braccio destro e influente capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi.

 

D’altronde, a via Arenula ribadiscono che la decisione di rimettere in libertà il simpatico Almasri e di esfiltrarlo in Libia sia stata presa da Palazzo Chigi, compreso il sottosegretario con delega ai servizi segreti (perché il capoccione dell'Aise, Gianni Caravelli, anziché imbarcare Almasri su un aereo di Stato con tanto di bandierina tricolore, non ha fatto volare a casa il libico con un velivolo commerciale, non si sa).

 

GIUSI BARTOLOZZI.

Non solo Almasri. Il sottosegretario, da ex magistrato deve anche fronteggiare la sempre più turbolenta relazione del governo con le toghe contrarie alla separazione delle carriere tra Pm e giudici, che tanto piace alla destra per ridurre il Csm a organo di pura amministrazione e gestione.

 

Il testo della riforma Meloni-Nordio, passata in Senato a colpi di "canguro'', modifica l'articolo 102 della Costituzione, riuscendo nel miracolo di unire le varie correnti dei magistrati, da sempre l'una contro l'altra.

ALFREDO MANTOVANO. - GIORGIA MELONI - CARLO NORDIO - MATTEO PIANTEDOSI - FOTO LAPRESSE

 

I magistrati sono convinti di avere dalla loro parte i cittadini: in un recente sondaggio, il 58% degli intervistati ha detto di riporre “molta” o “abbastanza” fiducia nella magistratura.

 

Dati che il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, ha commentato con ottimismo, anche in vista del possibile referendum abrogativo: “Li accogliamo con la consapevolezza che i magistrati ogni giorno lavorano con serietà, impegno e abnegazione.

 

Ma non ci accontentiamo: l’auspicio è che il dato migliori sempre più". Come a dire: se il governo va avanti, ce la giochiamo alle urne.

 

CESARE PARODI E CARLO NORDIO

Intanto il martellamento governativo suila magistratura non accenna a diminuire.

 

Anzi, va avanti a tutta callara aprendo vari varchi nelle procure.

 

Si veda quello che è successo a Milano al processo per falso in bilancio a carico della ministra Daniela Santanchè.

 

Quando i giudici decidono di rinviare al 16 settembre il processo, i pm insorgono evidenziando il "rischio prescrizione": “Con questi ritmi rischiamo di andare troppo in là". Ma alla fine, dopo un botta e risposta tra i pm e il presidente Giuseppe Cernuto, è stato confermato il rinvio…

GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

GIUSI BARTOLOZZI

 

alfredo mantovano giorgia meloni

CESARE PARODI E CARLO NORDIO CON LA SIGARETTA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

alfredo mantovano posta l'avviso di garanzia

carlo nordio e il caso almasri

GIORGIA MELONI E ALFREDO MANTOVANO - FOTO LAPRESSELA DIFESA DI ALMASRI BY CARLO NORDIO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA LOLLO E GIAMBRUNO - SEPARATI ALLA MESCITA - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPAALMAASTRICHT - MEME BY EMILIANO CARLI

CARLO NORDIO AL SENATO - FOTO LAPRESSE

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!