raggi previti

1. C’È SEMPRE UNO PIÙ PURO CHE TI EPURA: MARCO LILLO SUL SITO DEL “FATTO QUOTIDIANO” ASFALTA VIRGINIA RAGGI: ''NON HA LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE IL CANDIDATO M5S A ROMA'' 2. “NEL 2003, STAGIONE DEI GIROTONDI, LEI STAVA NELLO STUDIO DOVE PIEREMILIO SAMMARCO CHIEDEVA 20 MILIONI DI EURO DI DANNI A SABINA GUZZANTI E MARCO TRAVAGLIO PER LA TRASMISSIONE ‘’RAIOT’’, NELL’INTERESSE DI MEDIASET E FIRMANDO L’ATTO DI CITAZIONE CON IL FIGLIO DI CESARE PREVITI”

Marco Lillo per “Ilfattoquotidiano.it

VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI

 

Virginia Raggi non ha le carte in regola per essere il candidato del M5S a Roma. Il suo video appello al voto inizia così: “La legalità e la trasparenza dovranno essere il nostro faro”. Lei ha nascosto però una circostanza importante per giudicare la sua storia professionale agli elettori. Come è noto solo da pochi giorni, Virginia Raggi ha svolto la pratica legale presso lo studio Previti dal 2003 alla fine del 2006. E’ una circostanza utile a comprendere la storia della candidata grillina? Secondo me sì. E’ una circostanza importante.

marco lillomarco lillo

 

raggi m5s romaraggi m5s roma

Nel 2003 alcuni giovani della sua età facevano i girotondi per difendere la Costituzione, la legalità, la libertà di satira e d’informazione contro l’attacco di Berlusconi e dei suoi scherani come Previti.  Per restituire il clima dell’epoca è utile un articolo di Repubblica del 12 dicembre del 2003. Sotto il titolo Si risvegliano i girotondi. In settemila al Palalido, Laura Asnaghi e Alessia Gallione scrivevano: “La festa di protesta contro la censura fa il tutto esaurito al Palalido. Dentro, al caldo, ci sono più di 5 mila persone. Fuori davanti al maxi-schermo, agitato dal vento, c’ è un accampamento con 1500 manifestanti, attrezzati con sciarponi, birre e panini. Ma per vedere dal vivo lo show di Sabina Guzzanti fanno ressa davanti ai cancelli altri 500. Premono e urlano: «Fateci entrare». Ma il Palalido non ce la fa a contenere tutti. E chi resta fuori esprime la sua rabbia: «La prossima volta, affittate San Siro».

 

GRILLO CASALEGGIO IMOLAGRILLO CASALEGGIO IMOLA

Alla fine, dopo le nove si sera, scatta il via libera, tutti dentro. Lo show decolla e il popolo dei girotondini è di nuovo sotto le luci dei riflettori. Sabina Guzzanti ha un indice di gradimento altissimo. E c’è chi, per accaparrarsi un buon posto sugli spalti del Palalido s’è messo in coda alle 4 del pomeriggio. «Era prevedibile che Sabina facesse il pieno. La gente è arrabbiata, non ne può più di censure – spiega Paola, 27 anni, di professione pierre – io mi sono organizzata con il mio fidanzato. Un buon libro, due chiacchiere, un po’ di sole».

 

previti berlusconipreviti berlusconi

Paola aveva 27 anni. Virginia Raggi ne aveva 25. Dove stava allora la giovanissima candidata grillina al Comune di Roma? Nello studio Previti. A fare la pratica legale fianco a fianco con Pieremilio Sammarco, tuttora titolare dello studio dove Virginia Raggi lavora da 8 anni. Proprio Pieremilio Sammarco in quei giorni chiedeva 20 milioni di euro di danni a Sabina Guzzanti e Marco Travaglio per la trasmissione Raiot, nell’interesse di Mediaset e firmando l’atto di citazione con il figlio di Cesare Previti, Stefano.

 

PIEREMILIO SAMMARCOPIEREMILIO SAMMARCO

Così la spiega la candidata in conferenza stampa: “Io non ho mai lavorato presso lo studio Previti, ma ho svolto la pratica forense presso lo studio Previti e la cosa mi fa sorridere perché risale a 13 anni fa, quasi metà della mia vita. Come andò? In realtà io sono uscita dall’università a 24-25 anni e ho fatto il mio primo colloquio con uno dei miei professori, di diritto dell’informatica, e lui mi disse che sarebbe stato onorato di lavorare con me e io con lui. Però c’era un piccolo problema: in quel periodo lui incidentalmente lavorava per lo studio Previti. Mi ha rassicurato dicendomi che lui comunque avrebbe lavorato con me. Io sono andata a fare la pratica lì e ho fatto per lo studio Previti come tutti i praticanti i giri di cancelleria. Perché non l’ho inserito nel curriculum? Perché in linea di massima gli avvocati non inseriscono nel loro curriculum gli studi nei quali fanno pratica a meno che non siano gli studi nei quali continuano a prestare lavoro. Non ho inserito neanche le famiglie presso le quali ho fatto attività di baby-sitteraggio”.

MARCO TRAVAGLIO E SABINA GUZZANTIMARCO TRAVAGLIO E SABINA GUZZANTI

 

Il professore del quale parla senza nominarlo è Pieremilio Sammarco, 47 anni, l’avvocato titolare dello studio, fondato nel 2006, dove tuttora la candidata grillina lavora. Nel suo curriculum per le elezioni ‘comunarie’ del 2016 Virginia Raggi non scrive nulla sullo studio Sammarco né tanto meno cita lo studio Previti. Nel curriculum del 2013 per le elezioni comunali cita lo studio Sammarco e alcune pubblicazioni a quattro mani con il titolare risalenti al 2005-2006 e scrive che nel 2003-2007 “svolge la pratica forense presso un noto studio legale specializzandosi in diritto civile”.

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Virginia Raggi omette di dire che quello fondato da Previti era “un noto studio legale” già nel 2003 perché il suo fondatore comprava i giudici.

Il 30 aprile del 2003 Previti è stato condannato a 11 anni per la corruzione giudiziaria relativa al processo Imi-Sir. Quel giorno del 2003 l’Ansa titolava: “Otto ore di attesa nello studio”. E nel testo si leggeva: “Cesare Previti ha aspettato la sentenza nel suo studio in via Cicerone…”.

 

Il 21 novembre del 2003 Previti viene condannato ancora per la corruzione del giudice Renato Squillante, sempre in primo grado, a cinque anni. La condanna sul caso Sme sarà annullata per incompetenza territoriale e dichiarata prescritta a Perugia. La condanna per Imi-Sir sarà poi ridotta a soli sei anni nel 2006 dalla Cassazione, mentre poi arriverà una terza condanna a un anno e sei mesi per la corruzione di Squillante. Siamo precisi per evitare una nuova querela dello studio Previti che già ne ha fatte tante al Fatto Quotidiano, anche nell’interesse delle società di Berlusconi.

 

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Il punto è che Virginia Raggi, una 25enne che doveva farsi strada nell’Italia del berlusconismo imperante, una donna giovane ma non incapace di capire dove vive e come vanno le cose del mondo, in quel momento storico sceglie di accettare la proposta di fare pratica allo studio Previti. Erano gli anni in cui Berlusconi e i suoi attaccavano i giudici, inventavano il lodo Schifani, la legge Cirielli e altre schifezze simili. I giovani della sua età il giorno della condanna del 2003 contro Previti, come racconta l’Ansa, erano lì a suonare il clacson sotto le finestre dello studio del simbolo vivente dell’ingiustizia e dell’arroganza del potere. Lei invece in quello stesso studio andava a prendere gli ordini per fare i giri di cancelleria.

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Tutti abbiamo avuto 25 anni. Quella è l’età delle passioni e degli ideali allo stato puro. Sapere che a quell’età la giovane Virginia Raggi ha scelto di stare non dalla parte di Raiot, che è un gioco di parole per dire rivolta, ma nello studio di chi usava la legge per aiutare Berlusconi a sedare la giusta ‘rivolta’, a me non pare una circostanza indifferente nella biografia di un candidato. Né si può liquidare tutto con la frase: “Uno dei miei professori mi disse che c’era un piccolo problema: lavorava incidentalmente allo studio Previti e mi rassicurò… “.

 

Il professore in questione, il titolare dello studio presso il quale Virginia Raggi lavora ancora oggi, è Pieremilio Sammarco. E non penso che sottoscriverebbe la frase di Virginia Raggi. Siamo sicuri che per Sammarco fosse ‘un piccolo problema’ e che lavorasse lì ‘incidentalmente’?

guzzanti sabina reperto raiot coverguzzanti sabina reperto raiot cover

 

Pieremilio Sammarco è una brava persona. Chi scrive lo conosce di vista dai tempi in cui entrambi andavamo al liceo a Roma. Però non è uno che si trova ‘incidentalmente’ a studio Previti. E’ il figlio dell’ex presidente della Corte di Appello di Roma negli anni ‘80, poi nominato alla Consob, quel Carlo Sammarco, citato nella sentenza di primo grado del processo a Cesare Previti per Imi-Sir come parte della “cerchia di amicizie” di Cesare Previti.

studio sammarco con ancora il nome di alessandrostudio sammarco con ancora il nome di alessandro

 

studio sammarco cancellato il nome di alessandro studio sammarco cancellato il nome di alessandro

Pieremilio è inoltre il fratello di Alessandro, avvocato di Cesare Previti oltre che di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. Alessandro Sammarco è stato difensore di Silvio Berlusconi nel caso Lavitola e per quella vicenda è stato indagato e prosciolto nel 2012 dalla Procura di Napoli. Tuttora è in rapporti professionali stretti con Pieremilio. In una sentenza del 2014 della Cassazione (su un ricorso presentato contro un’ordinanza del 2008) si legge che i due fratelli difendevano insieme il Mediocredito. Nel 2013 i fratelli hanno creato insieme Legalnet, un’associazione internazionale di studi professionali internazionali.

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Nulla di male. I cittadini però avevano il diritto di conoscere bene la storia dei rapporti tra Virginia Raggi, lo studio Previti e Pieremilio Sammarco, la persona chiave nella vita professionale di Virginia Raggi. Incrociando il curriculum di Pieremilio e Virginia si scopre che il primo insegna nel 2003 all’Università Roma Tre quando Virginia Raggi si laurea e le propone di andare a lavorare con lui allo studio Previti per la pratica; è il professore di Roma Tre, laddove Virginia Raggi vince e svolge il dottorato di ricerca; è professore dell’Università “Foro Italico”, dove Virginia Raggi è diventata nel 2007 cultrice della materia. Tuttora l’avvocato Pieremilio Sammarco è il titolare dello studio dove Virginia Raggi lavora.

 

E’ importante sapere che la candidata M5S in questi anni ha potuto mantenere sé e la sua famiglia e lo potrà fare in futuro anche grazie a Pieremilio Sammarco, figlio di un amico di Cesare Previti, cresciuto professionalmente nello studio Previti, oggi retto dal figlio Stefano Previti, insieme al quale Sammarco Jr ha fatto causa nell’interesse di Mediaset a Sabina Guzzanti e Marco Travaglio? Secondo me è importante.

 

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Nel curriculum pubblicato sul blog di Grillo nel 2016 per le comunarie Virginia Raggi scrive solo “Dopo la laurea ho iniziato la pratica forense specializzandomi nel diritto civile”. Nessun riferimento allo studio Previti né allo studio Sammarco. Solo il 25 febbraio, incalzata dai giornalisti, Virginia Raggi ammette di avere svolto la pratica presso lo studio fondato e frequentato da Cesare Previti quando l’ex ministro era stato già condannato in primo grado per la corruzione Imi-Sir e Sme.

 

Virginia Raggi è venuta meno all’impegno di trasparenza con i suoi elettori non certo perché ha fatto pratica 13 anni fa allo studio Previti. Bensì perché non lo ha scritto nel suo curriculum né nel 2016 né nel 2013. Allora si è limitata a scrivere di avere svolto ‘la pratica in un noto studio’ senza dire che era noto anche perché il suo fondatore comprava i giudici.

 

Virginia Raggi si è presentata con un video nel quale dice: “Dobbiamo spezzare quei vincoli mortiferi che hanno legato i partiti alle principali forze economiche malate di questa città. Dovremmo sapere dire no ai privilegi, no ai favoritismi, no ai parenti e alle parentopoli e si alla legalità e all’onestà, dovremo combattere le mafie e la corruzione”.

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Virginia Raggi resta il miglior candidato M5S per “spezzare i vincoli mortiferi”?  Certo, è stata scelta dal 45,5 per cento dei votanti delle comunarie online, pari a 1.764 voti? mentre Marcello De Vito si è fermato al 35 per cento, con 1.347 voti.

 

Se i 1746 elettori M5s che l’hanno scelta avessero saputo i dettagli sulla storia della sua pratica nello studio Previti e dei rapporti storici tra il suo studio attuale e lo studio Previti, l’avrebbero votata? O forse qualcuno avrebbe scelto un altro candidato con un passato meno attaccabile e un profilo professionale più convincente?

 

I contratti possono essere annullati se il consenso è stato viziato da un errore. Se una parte ha detto sì non conoscendo una situazione determinante che lo avrebbe indotto a fare una scelta diversa, quel consenso non è valido. La mancata conoscenza del passato di Virginia Raggi nello studio Previti ha condizionato il giudizio dei M5s votanti alle comunarie? Secondo me sì.

 

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Grillo ha fatto diventare il suo blog la vera piazza dove si compiono i dibattiti e le scelte del movimento. Per deliberare però bisogna conoscere, come diceva Luigi Einaudi. Ora conosciamo una circostanza importante in più che era stata nascosta dal candidato Virginia Raggi ai suoi elettori. La questione tocca anche i vertici del Movimento. Grillo e Casaleggio sono i garanti della correttezza del processo decisionale.

 

Se Virginia Raggi non li ha informati sul suo passato professionale ha tradito la loro fiducia. Grillo e Casaleggio dovrebbero invalidare le comunarie e far subentrare il secondo eletto, cioè Marcello De Vito. Oppure rifare la votazione sulla base stavolta di una conoscenza piena del passato della candidata Virginia Raggi. Uno dei pochi vantaggi della democrazia elettronica è che bastano poche ore per rifare il voto. Basta volerlo.

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In fondo il videomessaggio di Virginia Raggi per le comunarie si concludeva così: “Ci vuole molto coraggio. Noi siamo pronti a darti voce. Ma tu avrai coraggio?”. Dimostri lei per prima di avere il coraggio di ridare voce ai suoi 1746 votanti. In democrazia non bisogna mai avere paura di ridare la parola agli elettori.

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