MARINE LE PEN SI LEVA UN SASSOLONE DALLA SCARPA E SEPPELLISCE BEPPEMAO CHE NON HA VOLUTO L’ALLEANZA CON IL “FRONT NATIONAL”: “GRILLO È UN OPPORTUNISTA. NON LOTTA CONTRO IL SISTEMA, VUOLE SOLO STRAPPARE VOTI ALLA SINISTRA”

Gian Micalessin per ‘Il Giornale'

«Perché Grillo non lotta insieme a noi contro l'Europa? Voi italiani ormai dovreste averlo capito. È solo un opportunista». Marine Le Pen ti guarda e sorride diverti¬ta. «Non ve ne siete ancora resi conto? Quello non lotta contro il sistema, punta solo a conquista¬re l'elettorato di sinistra. Ricorda¬te un¬a sua presa di posizione con¬creta sull'immigrazione? No per¬ché non esistono.

Questa è la sua grande contraddizione. Tuona contro il sistema ultra-liberista, ma non racconta che l'immigra¬zione serve ad abbassare i salari ed è funzionale al grande capitale. Racconta di essere contro ban¬che e multinazionali, ma si guar¬da bene dallo spiegare che l'im¬migrazione fa gli interessi di chi delocalizza e abbassa gli stipendi senza neppure trasferire le azien¬de all'estero. Grillo ha una visio¬ne distorta e contradditoria della realtà. È un politico senza basi. Un giorno si scaglia contro la cor¬ruzione, un altro contro l'Euro¬pa, non ha una visione globale. Per questo resterà il leader di un movimento di protesta e non gui¬derà mai un governo».

A differenza dell'italiano che le ha detto «no» rifiutando di allear¬si con lei a Bruxelles la signora Ma¬rine Le Pen è convinta di esser la portabandiera di un'alternativa capace di cambiare non solo la Francia, ma l'intera Europa. E la decisione di aprire la campagna elettorale per le europee del 25 maggio in questo piccolo villag¬gio di pescatori del dipartimento della Somme, nell'estremo nord della Francia, è il simbolo di que¬sta convinzione.

La figlia d'arte di¬ventata la leader incontrastata del Front National e la grande in¬trusa della p¬olitica francese strin¬ge le mani ai pescatori, abbraccia le ragazze all'uscita del bistro, ascolta una a una le bionde signo¬re galliche venute a raccontarle i loro problemi. «Sono qui perché i pescatori come chiunque svolge un mestiere tradizionale, sono le grandi vittime dell'Europa.

I pe¬scatori e i cacciatori a differenza di quanto raccontano da anni gli euroburocrati di Bruxelles non sono i nemici dell'ecosistema, ma i loro grandi difensori, anche perché loro campano di quello. Le cosiddette normative ecologi¬che di Bruxelles li hanno gettati sul lastrico e ci stanno condan¬nando a vivere in un continente malato».

Uno sguardo irriverente e un sorriso divertito sottolineano ogni cavalcata politicamente scorretta di questa donna terre¬moto decisa a far tremare la Fran¬cia. «Sono qui per vincere - spie¬ga al Giornale- sono qui per cam¬biare questo Paese. A queste ele¬zioni prenderemo tra il 23 e il 25 per cento dei voti. Ma non ci fer¬meremo qui. Tra dieci anni sare¬mo al potere e allora cambiere¬mo veramente la Francia». Eppu¬re quella in cui si muove oggi è la quintessenza della Francia. Qui si vende il sidro, qui i tra i campi di mimosa e i tetti di ardesia cam¬peggiano i monumenti ai caduti di una battaglia carneficina sim¬bolo della resistenza agli au¬stroungarici durante la prima guerra mondiale.

Ma è proprio questa Francia profonda che Marine vuole risve¬gliare. La Francia dei contadini, degli operai, dei pescatori. La Francia senza voce e senza più la¬voro. La Francia sfiduciata ritira¬tasi a covar rabbia dietro queste facciate di mattoni ancora pulite e dignitose. «Crediamo in te per¬ché sei diversa dagli altri politici, sei una di noi» - le urla Valery spor¬gendosi dal banco di una pesche¬ria su cui campeggiano cozze, gamberi e molluschi rimasti in¬venduti a pomeriggio inoltrato. Marine le afferra la mano. Sorri¬de ai pochi giornalisti.

«Ormai sia¬mo gli unici a rappresentare chi è stato abbandonato dalla politica e dal grande capitale, chi viene scaricato perché non garantisce profitti, chi viene abbandonato perché non è funzionale all'Euro¬pa. Per questo pur di farci tacere le provano tutte. Provano a chia¬marci razzisti, provano a metter¬ci addosso la caricatura degli estremisti di destra, ma la verità è che hanno paura di noi perché siamo i soli a minacciare il siste¬ma e l'Unione Europea. Grazie ai nostri successi e a quelli dei no¬stri alleati, come Geert Wilder in Olanda, a Bruxelles nascerà uno schieramento decisivo, una mi¬noranza in grado di bloccare e contrastare tutte le decisioni del¬l'Europarlamento».

 

 

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