marino bergoglio

1. DA TEMPO CHE I RAPPORTI TRA BERGOGLIO E MARINO SONO FINITI NELLA ZONA DEL “VAFFA” 2. QUALCHE MESE FA, IN UN IMPETO DI GENEROSITÀ CRISTIANA, IL PAPA HA CONCESSO AL MARZIANO IL NUMERO PRIVATISSIMO DEL SUO CELLULARE. IN MANO A CASTRO, PUTIN E OBAMA 3. L’INCONTENIBILE MARINO HA INIZIATO A CHIAMARE IL SANTO PADRE A QUALUNQUE ORA DEL GIORNO E DELLA NOTTE

1. DAGONEWS

marino renzi bergogliomarino renzi bergoglio

Lo sputtanamento papale-papale di Marino sul volo di ritorno dagli Stati uniti è stato la solita, immancabile goccia che ha fatto traboccare il vasino della pazienza di Bergoglio. Essì, è da tempo che i rapporti tra i nostri Eroi romani sono finiti nella zona del “vaffa”. Qualche mese fa, in un impeto di disumana generosità cristiana, il Papa argentino ha concesso a “Disgrazio” Marino nientemeno che il numero privatissimo del suo cellulare. Quello - per capirci - che hanno solo i big della terra come Castro, Putin e Obama.

marino stalker di bergoglio marino stalker di bergoglio

 

L’incontenibile Marino ha iniziato – ogni giorno che Dio manda in terra - a chiamare il Santo Padre a qualunque ora del giorno e della notte. Il sindaco marziano, con la sua voce querula, sparava al Pontefice sempre la stessa domanda: “Santità, come va la salute? Sta bene?”. Bergoglio, dopo gli scongiuri di rito, ha capito ben presto che le premure del Marziano non erano proprio disinteressate: l’allegro chirurgo accarezzava il sogno di diventare il medico curante del vescovo di Roma.

alessio viola marino stalker di bergoglioalessio viola marino stalker di bergoglio

 

Giunto al limite del calvario telefonico, il Papa ha convocato d’urgenza il Segretario di Stato, Parolin, chiedendo - disperato - di provvedere a cambiare il suo numero di telefonino pur di evitare le insistenti attenzioni dello “stalker” del Campidoglio. Il povero Parolin si è limitato a spiegare che il desiderio non poteva essere realizzato: quel numero doveva essere conservato perché, da un momento all’altro, avrebbero potuto chiamare gli uomini più potenti della terra. Anche se l’unico a chiamare era Ignazio Disgrazio.

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO    IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

 

2. IL VATICANO AVVERTE: VIA IGNAZIO E POI SAREMO NEUTRALI

Paolo Rodari per “la Repubblica”

 

La “Lettera alla città” resa nota ieri dal “fiduciario” del Papa per la capitale, il cardinale vicario Agostino Vallini, impietosa nei confronti della classe dirigente politica romana, anche se programmata da mesi e non riferita soltanto alla crisi di questi giorni, mostra la volontà della Chiesa di smarcarsi da chi ha governato fino a oggi Roma, Marino e la sua giunta.

 

MARINO COME BERGOGLIOMARINO COME BERGOGLIO

La «scossa» che Vallini chiede a Roma non contraddice la linea di Francesco della non ingerenza con le vicende politiche del Paese. Ma, anzi, la fa propria alzando per quanto possibile l’asticella di questa decisa presa di distanza. Il vicariato mostra non soltanto di voler restare un passo indietro ma di più, di non volersi fare tirare per la tonaca da nessuno anche in riferimento alla futura campagna elettorale della capitale: a scanso di equivoci la Chiesa non appoggerà nessuno.

 

Che serva «una nuova classe dirigente», come ha scritto Vallini, è soltanto il risultato di un’analisi che non vuole indicare quale strada politica la città deve prendere, quanto auspicare un cambio di passo oggi ritenuto necessario. In Vaticano, fra l’altro, non pochi ritengono che la Chiesa sia stata eccessivamente cordiale nei confronti della precedente gestione romana, quella di Gianni Alemanno. E che il medesimo errore non vada ripetuto oggi, davanti alle notizie di Mafia Capitale e a scandali che sono arrivati a coinvolgere anche il Pd. Il nuovo tempo è il tempo di Bergoglio: neutralità.

MARINO A FILADELFIA CON LA FASCIA TRICOLORE A SENTIRE BERGOGLIOMARINO A FILADELFIA CON LA FASCIA TRICOLORE A SENTIRE BERGOGLIO

 

Certo, Vallini, coadiuvato da un team che ha lavorato per un anno e mezzo, ha scritto la Lettera a prescindere dalle ultime vicissitudini del sindaco Marino: l’analisi – «non si tratta di una denuncia», ha detto il porporato sul settimanale diocesano Roma Sette – arriva in scia ad uscite analoghe mosse su scala nazionale anche dal cardinale Angelo Bagnasco durante i suoi interventi ai vari consigli permanenti della Cei.

 

Tuttavia, al di là del riferimento alla situazione generale, in essa ha un suo peso il biennio di Marino al Campidoglio. Come ha un suo peso il rapporto, fattosi via via sempre più logoro, tra Francesco e lo stesso sindaco. Marino ha sbagliato parecchio con un Papa che troppo frettolosamente ha ritenuto amico. Beninteso, Bergoglio è aperto e disponibile verso tutti, ma se si sente in qualche modo usato - «mi sono sentito usato da falsi amici», ha detto poco prima di partire per gli Stati Uniti - , non ci sta.

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO     IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

 

Tutto è iniziato alla chiusura della prima sessione del Sinodo sulla famiglia dello scorso anno. Marino, a lavori appena chiusisi, ha annunciato la volontà di riconoscere i matrimoni gay contratti all’estero. L’enfasi e il clamore dato dal Campidoglio alla cosa, con tanto di sindaco in festa con le coppie a stappare bottiglie di spumante a beneficio delle telecamere, ha infastidito il Papa e i suoi più stretti collaboratori.

 

A cominciare dal segretario di stato vaticano Pietro Parolin che, diplomatico di lungo corso, tiene particolarmente alla sobrietà e alla serietà nei comportamenti e negli atti di governo.

MARINO BERGOGLIOMARINO BERGOGLIO

 

Marino non ha mostrato serietà quando ha dichiarato di aver offerto la cena «per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti della comunità di Sant’Egidio» e a «don Damiano Modena, incontrato ad Alessandria in occasione della presentazione del suo libro su Carlo Maria Martini». E, ancora, quando, non invitato alla giornata mondiale della famiglia di Filadelfia, ha insistito per salutare Francesco: «Deve avere delle cose da farsi perdonare, sta cercando appoggi – ha detto in proposito monsignor Vincenzo Paglia - . Queste cose fanno infuriare il Pontefice. E mettono un bel freno al rapporto».

 

IGNAZIO MARINO E PAPA BERGOGLIO IGNAZIO MARINO E PAPA BERGOGLIO

Le parrocchie romane il rapporto con il sindaco di Roma l’hanno chiuso da tempo. I parroci da mesi lanciano messaggi di aiuto che nessuno riesce a recepire. Soprattutto nelle periferie sono a contatto con una popolazione che si sente abbandonata. Il Giubileo, paradossalmente, come ha di fatto confermato ieri Parolin quando ha detto di non credere che le dimissioni di Marino possano mettere «a rischio i lavori per l’Anno Santo», è l’ultimo dei problemi.

 

Le preoccupazioni per Vallini e il suo clero sono altre: le nuove povertà, le questioni dell’accoglienza e dell’integrazione, le tensioni sociali dei mesi scorsi nelle periferie romane, il dramma dei profughi. A conti fatti, la Chiesa romana e la sua base, non soltanto il Papa, non ce la fanno più.

 

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO