SULL’EXPO SVENTOLA BANDIERA VERDE! A 9 GIORNI DALL’INAUGURAZIONE, MARONI NOMINA NEL CDA DI EXPO L’AVVOCATO DELLA LEGA E SUO LEGALE PERSONALE - LO STESSO COINVOLTO NEL CASO ROBLEDO E CHE CURA GLI INTERESSI DEL CARROCCIO NEL CASO BELSITO

1. L’AVVOCATO DI MARONI NEL CDA EXPO PD E M5S ATTACCANO LA NOMINA DI AIELLO

Andrea Senesi per il “Corriere della Sera – Milano

 

SALVINI E MARONI SALVINI E MARONI

Roberto Maroni ha nominato il suo avvocato personale in Expo. La notizia è arrivata a sorpresa ieri mattina dalla riunione dell’assemblea dei soci. Domenico Aiello rimpiazzerà il formigoniano Fabio Marazzi. Avvocato anche della Lega, di lui s’era parlato nei mesi scorsi per il trasferimento da Milano a Torino del pm Alfredo Robledo, disposto dal Csm per un presunto scambio di favori proprio con Aiello.

 

La nomina ha sollevato anche diverse perplessità. C’è chi ricorda che proprio nelle vesti di legale di Maroni, Aiello ha di recente incrociato professionalmente la società Expo. Il caso è quello dell’inchiesta della procura di Busto Arsizio a carico del governatore, dove Maroni è finito indagato con l’accusa di induzione indebita in relazione a presunte pressioni esercitate su funzionari di Expo ed Eupolis in relazione a due contratti di lavoro a tempo determinato. E proprio alla società che gestisce l’esposizione, l’avvocato Aiello si era rivolto per chiedere documenti e carte che sarebbero serviti a scagionare il presidente lombardo. «Il mandato è per guardare con occhi diversi ciò che è accaduto e accadrà in Expo nell’interesse di Regione Lombardia», spiega lui.

MARONI MARONI

 

Protestano le opposizioni. «Siamo francamente sorpresi. Quella di Aiello è una nomina inopportuna, visto che ricopre il ruolo di avvocato personale di Maroni proprio su vicende che riguardano Expo; trasparenza e opportunità vorrebbero che non ricoprisse anche il ruolo di amministratore della società», dice il segretario pd Alessandro Alfieri. Anche il grillino Dario Violi attacca: «Al novantesimo minuto, a nove giorni dall’inaugurazione, capitan Maroni sostituisce nel cda di Expo Fabio Marazzi con il suo uomo di fiducia Domenico Aiello. Ci chiediamo quali motivi portino a decidere una nomina meramente politica, senza le opportune valutazioni sulle competenze richieste dal ruolo».

ACCORDO EXPO GIUSEPPE SALA ENRICO LETTA ROBERTO MARONI GIULIANO PISAPIAACCORDO EXPO GIUSEPPE SALA ENRICO LETTA ROBERTO MARONI GIULIANO PISAPIA

 

È una settimana cruciale in fatto di nomine. Dopo il blitz in favore di Aiello, la Regione si prepara alla designazione dei vertici di Fnm, la holding che controlla il traporto ferroviario. È praticamente certo che sulla poltrona di presidente siederà l’attuale segretario generale della Regione Andrea Gibelli. Un politico leghista a cui dovrebbe succedere un manager leghista. Maroni vorrebbe nel cuore del motore della macchina regionale Giuseppe Bonomi, ex numero uno di Sea e Alitalia.

 

Ci sarebbe però un problema economico. Per legge i manager pubblici non possono percepire compensi superiori ai 240 mila euro (lordi) all’anno. Bonomi, dicono nei corridoi di Palazzo Lombardia, vorrebbe per questa ragione conservare l’incarico di consulenza che lo lega a una società privata che si occupa di logistica. Sulla vicenda Umberto Ambrosoli, coordinatore del centrosinistra al Pirellone, aveva presentato un’interpellanza alla giunta per chiedere di far luce su eventuali conflitti d’interesse.

 

DOMENICO AIELLO DOMENICO AIELLO

Intorno alle nomine ferroviarie va in scena una partita politica molto simile a quella che poche settimane fa si giocò intorno a Fiera Milano dove alla vicepresidenza fu nominata l’ex europarlamentare di Forza Italia Licia Ronzulli. In una delle dirette controllate della holding, Ferrovie Nord, dovrebbe finire un altro azzurro come l’ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. Le nomine potrebbero essere formalizzare già venerdì, nella prossima riunione di giunta.

 

 

2. 7 NOVEMBRE 2014: LA LEGA DI SALVINI RINUNCIA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE CONTRO BELSITO, A DEPOSITARE LA REVOCA E’ L’AVVOCATO DEL CARROCCIO DOMENICO AIELLO

(ANSA) - La Lega Nord rinuncia a chiedere i danni all'ex tesoriere Francesco Belsito nei procedimenti penali in corso nei Tribunali di Milano e Genova e con al centro quel presunto scandalo sulla gestione dei fondi del Carroccio, 'volati' in Tanzania e a Cipro e usati anche per le spese personali della cosiddetta 'Family', che aveva travolto, nella primavera del 2012, il senatur Umberto Bossi e i suoi figli, Renzo e Riccardo.

 

UMBERTO BOSSI E BELSITO UMBERTO BOSSI E BELSITO

"Non possiamo perdere tempo e neppure soldi, oltretutto per cercare di recuperare soldi che certa gente non ha", ha spiegato il leader del partito, Matteo Salvini. Ed e' stato proprio Salvini, in qualita' di segretario e legale rappresentante, a inviare nei giorni scorsi una e-mail agli avvocati del Carroccio per invitarli a depositare la revoca della costituzione di parte civile che era stata presentata nei confronti di Belsito e dei presunti riciclatori di parte dei fondi, l'imprenditore Stefano Bonet e il commercialista Paolo Scala. Un messaggio nel quale, da quanto si e' saputo, il leader leghista ha fatto presente che il passo indietro era dettato da "tutta una serie di ragioni", alcune delle quali di natura "ancorche' politica".

 

FRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpegFRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpeg

Salvini ha poi chiarito che "in primo luogo sono cose che fanno parte del passato; in secondo luogo, se ne occupano gli avvocati e non la politica". Soprattutto, ha aggiunto, "mi spiacerebbe intasare i Tribunali della Repubblica andando a chiedere quattrini che certa gente neppure ha. In ogni caso - ha concluso - noi non possiamo spendere soldi e perdere tempo in cause che durano anni". La decisione ha colto di sorpresa anche il Governatore lombardo, Roberto Maroni, che nell'aprile del 2012 era stato protagonista della cosiddetta 'notte delle scope' per chiedere pulizia totale nel partito: "Ho letto questa cosa - ha commentato - voglio sentire Salvini su questo punto".

VIGNETTA BENNY MARONI E IL CAPPIO PER BOSSI jpegVIGNETTA BENNY MARONI E IL CAPPIO PER BOSSI jpeg

 

La Lega, nei mesi scorsi, si era costituita parte civile nei confronti dell'ex bodyguard ligure Belsito, diventato tesoriere del Carroccio, e dei due presunti riciclatori. E non nei confronti del fondatore del movimento Bossi e dei suoi due figli. Oggi, pero', il legale Domenico Aiello ha presentato al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi la revoca della costituzione nei confronti di Bonet e Scala. E la revoca poi sara' presentata anche negli altri due procedimenti, uno a Genova e l'altro a Milano, che vedono imputato, tra gli altri, Belsito.

 

Stamani, intanto, il gup ha mandato a processo (prima udienza fissata per il 12 gennaio davanti alla settima sezione penale di Milano) Bonet e Scala, difesi dai legali Giuseppe Prencipe e Pierluigi Bonafin e accusati di aver riciclato quegli ormai famosi 5,7 milioni di euro di fondi del Carroccio che Belsito avrebbe usato per investimenti a Cipro e in Tanzania.

 

UMBERTO BOSSI IN LACRIME CON ROBERTO MARONI SUL PALCO DI BERGAMO UMBERTO BOSSI IN LACRIME CON ROBERTO MARONI SUL PALCO DI BERGAMO

Nella scorsa udienza, invece, il gup aveva deciso di mandare a giudizio con citazione diretta Umberto Bossi, i suoi figli e Belsito per l'accusa di appropriazione indebita per le presunte spese personali con i fondi della Lega Nord. La parte del procedimento che riguarda, invece, la presunta truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato da circa 40 milioni di euro e' stata trasmessa a Genova per competenza territoriale. In questo filone sono imputati l'ex segretario del Carroccio Bossi, tre ex componenti del comitato di controllo di secondo livello della Lega (Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci) e Belsito. Nei procedimenti di Milano e Genova la Lega, dunque, non sara' piu' parte civil

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...