renato marra e raggi mpa.it

MARRA-MEO, VIRGINIA! - IL FRATELLO DI RAFFAELE MARRA, RENATO, CI RIPROVA: HA PRESENTATO DOMANDA PER DIRIGERE IL DIPARTIMENTO TURISMO DEL CAMPIDOGLIO. È LA STESSA CARICA CHE GLI AFFIDÒ LA RAGGI, E PER LA QUALE È INDAGATA, VISTO CHE SECONDO I PM FU TELEGUIDATA DAL FRATELLO - LO FA PER PRINCIPIO, VENDETTA, O...?

Simone Canettieri per ‘Il Messaggero

 

RENATO MARRA E RAGGI mpa.itRENATO MARRA E RAGGI mpa.it

Rieccolo. Renato Marra ci riprova: ha presentato domanda, tramite interpello, per andare a dirigere il dipartimento Turismo del Campidoglio. Una nomina arrivata lo scorso novembre, poi annullata, che ha ficcato Virginia Raggi nei guai. Le è costata un'inchiesta per falso. Sono passati i mesi, non la bufera politica sulla grillina, ma nel frattempo il fratello di Raffaele Marra (l'ex braccio destro della sindaca arrestato per corruzione e ora ai domiciliari) continua a non demordere.

 

LO SCAMBIO DI MESSAGGI TRA VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA 2 DI 2LO SCAMBIO DI MESSAGGI TRA VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA 2 DI 2

 Vuole quel posto da dirigente - «ne ho i titoli» come disse al Messaggero - e quindi si è fatto avanti. Adesso, l'ultima decisione spetterà proprio a Raggi. L'esito, ammettono nei corridoi di Palazzo Senatorio, è scontato. Difficilmente la pentastellata asseconderà i desideri del dirigente dei vigili urbani che, dopo l'annullamento della nomina in autotutela, è stato mandato a capo del XV gruppo.

 

LO SCAMBIO DI MESSAGGI TRA VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA 1 DI 2LO SCAMBIO DI MESSAGGI TRA VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA 1 DI 2

La sua domanda per quel posto che scotta tecnicamente sarà vagliata come tutte le altre. Una sfida alla grillina o una scelta di principio? Se lo domandano un po' tutti. Lui non parla, è in ferie, bastano gli atti. La notizia circolata in queste ore in Comune è stata presa tra il sarcasmo e lo stupore. Ma tant'è. Di fatto la Marreide continua, a suon di colpi di scena. Anche perché i tempi di adesione all'interpello e quelli dell'inchiesta sulla sua precedente nomina per uno strano destino, o forse è tutto calibrato al millimetro, si incrociano di nuovo.

 

LA STORIA

Bisogna ritornare a novembre e riavvolgere i fili della vicenda: l'allora contestato braccio destro della sindaca, Raffaele Marra, è il capo del Personale del Campidoglio. Muove i fili di tutta la macchina amministrativa. E' fine mese quando chiude una procedura di interpello per i dirigenti comunali. Secondo la macrostruttura capitolina che ha appena varato, il dipartimento turismo è stato staccato da quello della cultura ed è finito sotto le competenze del commercio, quindi dell'assessore Adriano Meloni.

 

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRA

C'è una postazione libera. Si cerca un direttore. E qui entra in scena Renato Marra, il fratello più grande di Raffaele, all'epoca dirigente di un nucleo anti abusivismo dei vigili, premiato anche dal commissario Francesco Paolo Tronca. Si fa avanti, presenta domanda e ottiene la direzione. Che gli porta una serie di critiche interne al M5S, un aumento di stipendio da 20mila euro l'anno, ma è l'inizio di tutto.

 

I sindacati interni, a colpi di esposti, iniziano a contestare la nomina: secondo il regolamento non è permesso a un dirigente di promuovere o trasferire un familiare. Arriva l'Anticorruzione di Raffaele Cantone e chiede i documenti della pratica. Prima inchiesta: la sindaca Raggi si difende spiegando che ha agito in totale autonomia da Raffaele Marra il cui ruolo, scriverà in un atto ufficiale, «è stato di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali, peraltro affidate in via esclusiva dalla normativa vigente».

marramarra

 

La Procura sostiene il contrario ed ecco perché la sindaca è indagata per falso. A dicembre arriva l'arresto di Raffaele Marra, per una vicenda del 2013, ma sul tavolo c'è ancora questa promozione al fratello da subito contestata. Tanto che a gennaio il Campidoglio ci ripensa e annulla tutto. Marra senior viene spostato dal Turismo a un gruppo della polizia locale. Intanto la casella in Comune rimane libera per mesi. Al punto che rientra nel nuovo interpello: i dirigenti interessati se vogliono possono farsi avanti. E Renato non si è fatto pregare due volte. Per principio, vendetta o chissà perché.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?