matteo renzi

INSIDER RENZING – MATTEUCCIO FA L’ENNESIMO “STAI SERENO” A CONTE: “NON VOGLIAMO FAR CADERE IL GOVERNO, MA BASTA DIRE DI SÌ A TUTTO. A QUESTO PUNTO NON SO SE TERRÀ. NON ABBIAMO FATTO IL GOVERNO PER DIVENTARE GRILLINI” – LA STRATEGIA È LA SOLITA, TENERE ALTA LA PRESSIONE PER NON SPARIRE – L’ALLEANZA ANTI-EMILIANO IN PUGLIA CON CALENDA POTREBBE ESSERE UNA PROVA PER CORRERE INSIEME ALLE ELEZIONI E SUPERARE LA SOGLIA DEL 5%...

 

1 – PRESCRIZIONE, RENZI: NON ABBIAMO FATTO GOVERNO INSIEME PER DIVENTARE GRILLINI

(LaPresse) - "Abbiamo fatto un governo insieme per mandare a casa Salvini, non per diventare grillini". Così il leader Matteo Renzi su Facebook a proposito della scelta di Iv sulla prescrizione.

MATTEO RENZI 1

 

 

2 – PRESCRIZIONE, RENZI: NON ABBIAMO ROTTO LA MAGGIORANZA, SPIACE PD SEGUA M5S

(LaPresse) - "I titoli di oggi sono fantastici: Renzi spacca la maggioranza. Guardiamo i fatti: c’era una legge sulla prescrizione voluta dal Pd e dal ministro Orlando. Poi sono arrivati i populisti gialli-verdi e con i voti leghisti e grillini hanno cambiato la legge eliminando la prescrizione e rendendo i cittadini imputati a vita. Un obbrobrio giuridico. Noi ieri abbiamo votato per ripristinare la legge dei nostri governi, cancellando le misure giustizialista e populiste.

 

Mi dispiace solo che il Pd abbia scelto di seguire i grillini anche su questo, andando purtroppo a rimorchio dei Cinque Stelle. Non abbiamo rotto la maggioranza, abbiamo solo difeso lo Stato di diritto. Continueremo a farlo, anche senza il permesso dei populisti: populisti nuovi e populisti vecchi". Così il leader di Iv Matteo Renzi su Facebook.

conte renzi

 

3 – RENZI: “NON SO SE CONTE TERRÀ…”. DI MAIO E ZINGARETTI: “CERCA LA CRISI”

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

Sala Aldo Moro della Camera dei deputati, ore 21. Renzi riunisce i suoi e decide per la battaglia: «Non vogliamo far cadere il governo, ma basta dire sì a tutto. A questo punto non so se il governo terrà. Vedremo. Prepariamoci ad ogni evenienza». Non che il leader di Italia viva voglia apertamente il voto anticipato, ma troppi sono i fronti aperti e nella maggioranza ormai volano gli stracci. Si va avanti in un clima di sospetti, tra continui strappi che allarmano anche Conte.

 

«Stanno giocando con il fuoco», dice il premier a chi lo incontra nel pomeriggio a palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio non ha avuto contatti con Iv nelle ultime settimane. «Rimane silente spiega un deputato fedele al senatore di Scandicci -, non ci coinvolge. Ora dipende da come si comporta con il nostro piano per sbloccare le infrastrutture».

Lo stesso Renzi lo dice apertamente: governo in piedi? «Dipende dalla verifica».

berlusconi renzi

 

Insomma tira una brutta aria, tanto che nel Pd si torna a parlare di urne. E a spingere sul Germanicum: «Se passasse questa la previsione Renzi prenderebbe un senatore e 5 deputati». La nuova guerra è scoppiata con il posizionamento dei renziani con i forzisti sulla norma soppressiva del pdl Costa che punta allo stop della Bonafede. «Renzi il refrain' tra i dem votando con le destre vuole aprirsi la strada al soggetto unico con i moderati di FI. Magari con l'accordo di Berlusconi».

matteo renzi lucio presta

 

NAZARENO BIS

Le accuse di un Nazareno bis' vengono rispedite al mittente: «Sulla prescrizione noi siamo per la riforma Orlando. Il Pd per la riforma votata da Salvini. Andremo fino in fondo e dalla nostra parte ci sono i numeri al Senato», dicono i renziani. Sfidando il ministro della Giustizia Bonafede a portare la riforma del processo penale al più presto in Cdm: «Se ci soddisferà potremmo anche fermarci. Altrimenti non passerà nulla».

renzi di maio

 

La battaglia sul pdl Costa è solo rinviata al 27 gennaio in Aula, perché il centrodestra punta ai voti segreti. Ma Pd, M5S e Leu sono pronti a votare compatti. «Non è previsto che sul tema della sospensione ci siano voti segreti, non è mai successo», viene spiegato. Lo scontro è sempre più acceso: «Renzi ha paura della centralità del Pd che propone contenuti chiari. Ha capito che ormai il campo si divide tra noi e la Lega e sta provando a sparigliare le carte per prendere due voti in più», il ragionamento dem.

giuseppe conte alfonso bonafede

 

Pure Di Maio lancia l'affondo contro Italia viva: «Ormai è chiaro dicono i vertici pentastellati -. Stanno cercando il modo di uscire dalla maggioranza». In ogni caso il clima sulla prescrizione tra Pd e Bonafede non è ancora del tutto sereno. Perché è vero che in via Arenula i tecnici stanno lavorando sulle proposte emerse nel vertice di una settimana fa per assicurare la giusta durata dei processi. Tuttavia i dem chiedono un iter veloce, spingono affinché il Guardasigilli porti la riforma del processo penale prima delle elezioni in Emilia e non sono d'accordo sullo strumento della legge delega.

MATTEO RENZI L'ARIA CHE TIRA

 

LA TRATTATIVA CON BONAFEDE

La distinzione tra assolti e condannati con le altre misure ipotizzate deve essere inserita questa la richiesta in un ddl ad hoc oppure in un emendamento al Milleproroghe. Ipotesi che M5s non prende in considerazione. «La verità dice un esponente Pd è che se ci dovessero essere dei voti segreti sarebbero di più quelli per mantenere in vita questo governo». Il patto Pd-M5S regge, ma tutto dipende dal 26 gennaio.

 

SALVINI E RENZI

E se la Lega ha aperto di nuovo le porte del gruppo al Senato (possibile il trasloco di qualche altro pentastellato), Salvini sta giocando una sua partita con M5S pure in Emilia. Raccontano di contatti con i pentastellati affincé sotto banco votino contro Bonaccini: «Per M5S sarebbe meglio che vincessimo noi. Solo così potrebbero avere ancora speranze di non scomparire e di non perdere la golden share nel governo», osserva un big' del partito di via Bellerio. La convinzione dei leghisti e' che i rosso-gialli resteranno «incollati alle poltrone» pure con la vittoria della Bonaccini.

 

RENZI BONACCINI

E la partita che la maggioranza sta giocando sul caso Gregoretti è la prova che Pd e M5S intendono viaggiare, Di Maio o non Di Maio, a braccetto contro il Capitano. Ma anche qui c'è l'incognita Renzi. «Ho molto dubbi che si arriverà a una sentenza di condanna», ha detto il leader di Iv. E per i leghisti è un ulteriore segnale positivo.

 

4 – RENZI-CALENDA, NOZZE PER NON SPARIRE

gianluigi paragone matteo renzi

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

 

Il pretesto è la Puglia. L' obiettivo finale è il superamento della soglia (5%) di sbarramento inserita nella nuova legge elettorale: Carlo Calenda e Matteo Renzi depongono le armi in nome di una comune missione. Prende forma il progetto di un terzo polo. La spinta decisiva arriva dall' ultimo sondaggio (14 gennaio 2020) diffuso da La 7: né Italia Viva né Azione di Calenda, a oggi, sfondano il muro del 5 %. I renziani si fermano al 4,8 %.

renzi calenda

 

Distante dalla meta, la lista dell' ex ministro dello Sviluppo economico: Azione è al 2,9. La candidatura in Puglia di Michele Emiliano, governatore uscente inviso sia a Renzi che Calenda, ha chiuso il cerchio: Azione e IV correranno alle prossime elezioni regionale con un proprio candidato. Né con Emiliano (Pd). Né con Raffaele Fitto (Fdi). Si tenta la terza via. È un esperimento che sia Renzi che Calenda ipotizzano di poter ripetere sul piano nazionale.

MATTEO RENZI 2

 

In Puglia arriva subito l' adesione di Più Europa, altro partitino lontano dalla soglia di sbarramento. Mentre sarebbe in corso un corteggiamento (senza risultato) nei confronti di Mara Carfagna. L' ex ministro di Fi per ora respinge l' offerta. L' invito è rivolto anche a tutti forzisti cui non convince la scelta di Fitto in Puglia. Ieri Calenda ed Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, si sono visti: ufficialmente è stato un colloquio per individuare il candidato in Puglia.

renzi e emiliano lottatori-di-fumo

 

C' è pero l' annuncio che anche nelle altre regioni Iv e Azione marceranno insieme, anche se Renzi prende tempo: «Prematuro ragionare sulle altre Regioni». Mentre si ragiona sull' ipotesi di correre da soli alle elezioni suppletive (3 collegi) il prossimo 23 febbraio. Non hanno discusso solo di appuntamenti elettorali.

 

Ma anche di strategie: unire la linea politica. Condividere le battaglie: dal no alla riforma Bonafede sulla prescrizione allo stop delle concessioni per i Benetton. Tenersi pronti, insomma, in caso di voto anticipato. La legge elettorale, che ha avuto il via libera del Pd e del M5s, incoraggia la corsa solitaria. E non obbliga i partiti alle alleanze pre-elettorali.

 

michele emiliano carlo calenda

Renzi e Calenda sono però obbligati a federarsi per sfondare il muro del 5 %. La mossa non lascia indifferenti i vertici dem. Nicola Oddati, componente della segreteria nazionale dei dem, mette in guardia gli alleati: «L' atteggiamento di Italia Viva in Calabria e in Puglia rischia di essere un regalo alla destra di Salvini e al sovranismo. Anche solo un voto sottratto alla sfida democratica per contrastare l' avanzata della Lega e della destra nel sud è un clamoroso errore».

 

Maurizio Martina, ex segretario del Pd, è duro: «È la vecchia logica del vicino-nemico che ci ha già fatto pagare prezzi molto alti in passato e pare non abbia insegnato nulla purtroppo. Replicare queste logiche divisive è davvero un clamoroso errore».

 

CARLO CALENDA MATTEO RENZI

Pronta la replica di Calenda, che intanto lancia il primo evento pubblico nella Toscana renziana: «Caro Maurizio non attacca. Non è che voi vi ricandidate il peggior Governatore d' Italia senza alcun confronto e poi ci chiedete di stare zitti e buoni. Ne parliamo dopo le elezioni in Emilia Romagna. Fino a quel momento pancia a terra e zero polemiche». Sembra già una battaglia elettorale tra ex fratelli.

MATTEO RENZIMATTEO RENZImatteo renzi a l'aria che tira 5

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”