giorgia meloni xi jinping joe biden usa cina

CHE CE FAMO CON LA CINA? – GIORGIA MELONI DEVE DECIDERE URGENTEMENTE COSA FARE DEL “MEMORANDUM DI INTESA” FRA ROMA E PECHINO FIRMATO DAL 2019 DI CONTE. IL TRATTATO, CHE SCADE A FINE ANNO, FA DEL NOSTRO PAESE L’UNICO PARTNER DEL G7 AD AVER ADERITO ALLA “NUOVA VIA DELLA SETA” – GLI STATI UNITI NON HANNO MAI GRADITO QUELLA FIRMA PERCHÉ CONSIDERANO IL MEMORANDUM UN “CAVALLO DI TROIA” DEL DRAGONE PER CREARE UNA PROPRIA SFERA DI INFLUENZA IN OCCIDENTE – LA PREMIER SI RITROVA A UN BIVIO, TRA LE PRESSIONI DI XI E LE RICHIESTE DI BIDEN

Estratto dell’articolo di Maurizio Molinari per “la Repubblica”

 

giorgia meloni xi jinping

Con le diplomazie di Italia e Stati Uniti impegnate a preparare logistica ed agenda della visita entro l’estate di Giorgia Meloni alla Casa Bianca c’è un nodo urgente da sciogliere: il “Memorandum di intesa” fra Roma e Pechino che scade a fine anno e fa del nostro Paese l’unico partner del G7 ad aver formalmente aderito alla “Nuova Via della Seta” di Xi Jinping.

 

Il “Memorandum” venne firmato il 23 marzo 2019 dall’allora premier Conte e dal presidente cinese Xi, rientrava nella politica estera dei Cinquestelle che puntava a consolidare il legame con la Cina Popolare e promuove la cooperazione bilaterale in sei aree: dialogo politico, trasporti e infrastrutture, commercio e investimenti, cooperazione finanziaria, legami nella società civile e sviluppo della collaborazione nell’economia verde.

 

JOE BIDEN GIORGIA MELONI

Washington non ha mai gradito quella firma perché segna l’adesione formale dell’Italia alla “Belt and Road Initiative”, il mega-progetto di infrastrutture marittime e terrestri con cui Pechino vuole portare i propri beni e servizi fino all’Europa occidentale ovvero il mercato più ricco del mondo. Tra i pochissimi elementi di continuità fra amministrazione Trump e Biden c’è l’opposizione a questa strategia di penetrazione cinese in Occidente considerata anche una sorta di “cavallo di Troia” per creare una propria sfera di influenza in Occidente […]

 

[…]  E ancora: la presenza in Italia di informali “uffici di polizia cinese” — formalmente creati per assistere la comunità cinese ma in realtà sospettati di braccare i dissidenti — viene individuata dai nostri alleati come un possibile vulnus sul fronte della sicurezza.

 

xi jinping conte

Nel tentativo di andare incontro alle obiezioni Usa, Conte restrinse gli argomenti coperti dall’accordo e Draghi, una volta arrivato a Palazzo Chigi, fece chiaramente capire a Pechino che non gli assegnava eccessivo valore. Tanto Conte che Draghi hanno inoltre fatto ricorso al “Golden Power” per impedire investimenti cinesi in Italia nei semiconduttori e nelle reti di telecomunicazioni “5G”. Ma le obiezioni di Washington sono oggi più forti che mai in ragione dell’aumentata competitività cinese dell’hi-tech e della rivalità globale con Pechino.

 

[…] Per Palazzo Chigi significa trovarsi davanti ad un bivio non semplice: da un lato c’è la forte intesa strategica con la Casa Bianca di Biden, cementata dalla sintonia sulle decisioni adottate a sostegno dell’Ucraina aggredita da Putin, ma dall’altra c’è il valore del mercato cinese per le aziende italiane con un interscambio che nel 2020 ha superato i 45 miliardi di euro, inclusi 16 miliardi di investimenti cinesi nel nostro Paese.

 

giorgia meloni joe biden g20

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi è venuto nei giorni scorsi a Roma per ribadire l’importanza del rinnovo del memorandum e sempre di questo Xi ha parlato con Meloni in novembre ai margini del summit di Bali del G20, facendole sapere che la aspetta al più presto a Pechino.

 

Poiché l’invito di Xi e quello di Biden quasi si sovrappongono nel tempo, Meloni è chiamata a decidere in tempi stretti se confermare o smentire la scelta che fece Conte sulla partnership privilegiata con Pechino.

 

giorgia meloni xi jinping g20 bali indonesia

A conferma che nell’attuale stagione di competizione globale fra grandi potenze — Usa, Russia e Cina — l’Italia non è solo contesa fra Washington e Mosca sul fronte della crisi militare ucraina ma è anche oggetto di un braccio di ferro fra Washington e Pechino nel quadro della sfida mozzafiato che ha in palio la leadership del XXI secolo.

 

Sulla carta, Meloni potrebbe scegliere come via d’uscita il modello di Parigi e Berlino, perché si tratta di altre capitali del G7 che hanno firmato importanti accordi economici con Pechino senza aderire alla “Nuova Via della Seta”. Ma Xi ha fatto capire che reagirebbe assai male ad un simile declassamento delle attuali relazioni fra i due Paesi.

 

D’altra parte, l’amministrazione Biden, in ragione delle tensioni in crescita con Pechino su palloni volanti nei cieli Nato e possibili armi a Kiev, assegna grande importanza al “passo indietro” con la Cina che Giorgia Meloni potrebbe fare.

 

MELONI XI JINPING 56

Se a ciò aggiungiamo che la premier italiana è in partenza per l’India dove, ai “Raisina Dialogue” di New Delhi, le sarà chiesto di illustrare proprio la sua visione globale dei rapporti con Usa, Russia e Cina, non è difficile arrivare alla deduzione che l’Asia si affaccia con prepotenza sulla scrivania di Palazzo Chigi.

XI JINPING GIUSEPPE CONTEscholz biden meloni g20 bali conte xi jinpinggiorgia meloni joe biden g20 6

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?