donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - MELONI, CHE JELLA: HA ASPETTATO SETTIMANE PER UN INCONTRO CON TRUMP E NON APPENA GLIELO CONCEDE, IL "DAZISTA" DELLA CASA BIANCA PRIMA SE NE ESCE CON LA TRUCIDA FRASE: “QUESTI PAESI CI CHIAMANO PER BACIARMI IL CULO”, ED OGGI RINCULA COME UN SOMARO SPOSTANDO DI 90 GIORNI L'APPLICAZIONI DEI DAZI (CINA ESCLUSA) – A QUESTO PUNTO, QUALI RISULTATI POTRA' OTTENERE DAL VIAGGIO IN AMERICA? 1) UN TRATTAMENTO “ALLA ZELENSKY” E UN NULLA DI FATTO; 2) UNA PROPOSTA IRRICEVIBILE DI DAZI AL 10% SOLO PER L’ITALIA; 3) TRUMP, DI COLPO RINSAVITO, SFRUTTA L’OPPORTUNITÀ DEL BACIO DI PANTOFOLA DELLA ''GIORGIA DEI DUE MONDI'' PER APRIRE UNA TRATTATIVA CON L’UNIONE EUROPEA. BUM! PER LA DUCETTA SAREBBE LO SCENARIO DEI SOGNI: ALLA FACCIA DI URSULA-MACRON-MERZ POTREBBE VENDERSI COME “SUO” IL MERITO DI AVER FATTO RINSAVIRE "LO SCEMO DEL VILLAGGIO GLOBALE"...

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meloni trump vignetta altan

Con l'abbattersi del terremoto trumpiano, la fortuna ha iniziato a voltare le spalle al camaleonte della Garbatella, Giorgia Meloni.

 

Indispettita dalle visite alla Casa Bianca di Keir Starner e di Emmanuelle Macron, la premier che vantava una "special relationship" con il Caligola a stelle e strisce si è sbattuta come un moulinex per  settimane per avere il via di volare a Washington e incontrare l'adorato "King Donald".

 

Ma lo psico-demente col ciuffo tinto e cotonato, delle suppliche di Giorgia, se n'è fottuto, troppo impegnato a calpestare, in nome del "decisionismo" MAGA, qualsiasi principio di democrazia e di paradigmi economici, con la stessa gioia di un bambino stronzetto che rompe il giocattolo che non gli piace.

MEME SU DONALD TRUMP GOLFISTA E DAZISTA

 

Mentre il futuro dei mercati globali e delle economie familiari sta diventando sempre più fosco verso l'abisso, il destino crudele vuole che due giorni dopo la notizia del faccia a faccia tra i due, previsto il 17 aprile, quel cowboy coatto che siede alla Casa Bianca se ne esce con una frase trucida, degna dei fim del Monnezza: “Questi Paesi ci chiamano per baciarmi il culo”.

 

Ed oggi, il Trumpone che fa? Un rinculo da somaro annunciando che l'applicazione dei dazi è spostata di 90 giorni (Cina esclusa)!

 

Ammettiamolo, se prima Meloni correva il rischio di passare per una baciachiappe, cosa  di cui la Statista di Fazzolari non può andare fiera, ora rischia che il suo viaggio a Washington diventi irrilevanti davanti all'inversione a U del Caligola.

 

Per di più, l’incontro con Trump arriverebbe 48 ore dopo la prevista entrata in vigore dei contro-dazi europei alle merci americane. Una misura che, va precisato, è super soft: la risposta di Bruxelles, che avrà un valore di 26 miliardi di euro, va a colpire la soia, caffè, le Harley Davidson, succo d’arancia, yacht. Non propriamente una stangata: si tratta di merci e prodotti “laterali”.

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A MAR-A-LAGO

D’altronde, il piano di Bruxelles ha un preciso crono-sviluppo: la prima tranche, in vigore dal 15 aprile, sarà un buffetto; la seconda, prevista il 16 maggio, sarà più pesante; la terza, sarà in vigore dal 1 dicembre, ma è ancora da preparare, e rappresenta il vero “bazooka” di cui ha parlato Ursula von der Leyen.

 

Tra le misure allo studio, la vera “arma finale” è la Web-tax contro i giganti tecnologici americani, da applicare ovunque, compresi quei paradisi fiscali interni (Irlanda, Olanda, Lussemburgo) usati dalle corporation per risparmiare sulle tasse.

 

È in questo scenario che a Bruxelles si sta, per la prima volta, dando una accelerata all’integrazione europea: dopo gli enormi passi in avanti sulla difesa comune, tramite il piano RearmEU, ora si sta discutendo di unione fiscale e bancaria, entrambe questioni sempre invocate e mai davvero affrontate per convenienze, opportunismi e veti incrociati.

 

GIORGIA MELONI - URSULA VON DER LEYEN

A questo punto, quale possibile risultato può ottenere Giorgia Meloni dal suo viaggio in America? Ci sono tre ipotesi:

 

1.Trump spezza i sogni di gloria della Ducetta dicendole a brutto muso che la Casa Bianca non fa sconti a nessuno. I dazi restano in vigore e si va a uno scontro a oltranza.

 

La sora Giorgia, in questo scenario, rischia un trattamento “alla Zelensky”, o “alla Netanyahu”: affondi verbali, toni intransigenti e un brusco "se vedemo...".

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI MEME

2.Trump, affascinato dagli occhioni dolci e dalle smorfie della Giorgetta nazionale, viene mosso a compassione e generosamente propone di dimezzare i dazi per l’Italia, ma non per tutta l’Europa. A quel punto alla premier della Garbatella non resterebbe altro che l’ingrato compito di rifiutare rimarcando il suo legame con Bruxelles e il mercato Ue.

 

3.Trump, di colpo rinsavito dopo l’armageddon dei mercati, sfrutta l’opportunità del bacio di pantofola di Giorgia Meloni per fare un passo di lato e di iniziare una trattativa con l’Unione europea.

DONALD TRUMP - FRA DAZIO DA VELLETRI

 

In tal caso, il Caligola di Mar-a-Lago, potrebbe investire la premier del ruolo di "speciale ambasciatore'' per negoziare le tariffe con la Commissione europea.

 

Della serie: Dear Giorgia dì a Ursula che mi può chiamare. In tal caso, non sarebbe la premier della Fiamma a condurre le trattative con Trump, ma il commissario europeo Maros Sefcovic. Ma per la Ducetta sarebbe lo scenario migliore: potrebbe vendersi come “suo” il merito di aver fatto rinsavire "lo scemo del villaggio globale".

 

Ps. il volo di Giorgia Meloni a Washington del 17 aprile toglie ogni maschera al viaggio di JD Vance a Roma del giorno successivo.

 

Non viene a dialogare di massimi sistemi con il Governo italiano, ma a concedersi una turistica vacanza all’ombra del Cupolone con l’obiettivo (lui che si è convertito al cattolicesimo) di incontrare il malconcio Papa Francesco

MEME SU JD VANCE

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP - IMMAGINE CREATA CON GROKjd vance contro l europa GIORGIA MELONI TRA DONALD TRUMP E URSULA VON DER LEYEN - VIGNETTA DI GIANNELLIGIORGIA MELONI E I DAZI DI TRUMP - VIGNETTA BY NATANGELOgiorgia meloni - meme by vukic

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