giuseppe conte angela merkel lia quartapelle

MES-TAI A PIJA' PER IL CULO? – “FORSE NON SI È ACCORTO CHE GLI STATI EUROPEI POTREBBERO DECIDERE LA RISTRUTTURAZIONE DEL NOSTRO DEBITO” - CHI L’HA DETTO? BAGNAI? SALVINI? NO! LA DEPUTATA DEL PD LIA QUARTAPELLE. ERA IL 19 GIUGNO E IL PD DALL’OPPOSIZIONE MENAVA SUL MES, MENTRE ORA DEM E RENZIANI SONO I PIÙ STRENUI DIFENSORI DELA RIFORMA – AMENDOLA A BLOOMBERG: "IL TRATTATO PRESENTA NOVITÀ POSITIVE" – VIDEO

 

 

 

enzo amendola ministro per gli affari europei foto di bacco

 

Antonio Grizzuti per “la Verità”

 

Come si cambia per non morire, o meglio per non perdere la poltrona. Oggi il Partito democratico e Italia viva rappresentano gli unici tifosi della riforma del Meccanismo europeo di stabilità, ma in passato non è sempre stato così. L' ultimo in ordine temporale a ribadire la necessità di firmare senza indugi la revisione del fondo salva Stati è stato Vincenzo Amendola, ministro in carica per gli Affari europei. «Il governo ritiene che il trattato presenti elementi di novità positivi», ha dichiarato Amendola in un' intervista rilasciata domenica per Bloomberg, «nonostante la pressione da parte del Movimento 5 stelle, il governo non ritarderà il piano d' azione stabilito per la riunione dei leader europei in programma il 12 e 13 dicembre».

meccanismo europeo di stabilita'

 

Prima ancora, durante la festa del Foglio tenutasi venerdì a Firenze, era stato il commissario agli Affari economici e monetari in pectore Paolo Gentiloni a definire l' intesa sul Mes «frutto di una trattativa più che accettabile fatta dal governo gialloblù», schierandosi al fianco del ministro dell' Economia Roberto Gualtieri: «Fa bene a difendere l' accordo».

PAOLO GENTILONI URSULA VON DER LEYEN

 

Nel corso della riunione di maggioranza che ha avuto luogo venerdì, Gualtieri ha illustrato «i contenuti della riforma, difendendone i punti di forza ed i miglioramenti che interessano l' Italia». Senza nascondere un certo imbarazzo per essersi trovato a difendere la «bontà» di un negoziato condotto dal precedente governo. Tra i più agguerriti tifosi della riforma, troviamo il capogruppo dem in Commissione Ue, Piero De Luca: «Basta soffiare sul fuoco divulgando fake news sul Mes [] Nel complesso, il nuovo Trattato presenta aspetti innovativi [] Non vi è alcun rischio che l' entrata in vigore del nuovo Mes possa contribuire ad alimentare, piuttosto che risolvere, crisi economico-finanziarie degli Stati membri interessati».

ROBERTO GUALTIERI PIERRE MOSCOVICI

 

Luigi Marattin (Italia viva) ha definito la polemica scoppiata in queste settimane «il festival delle cialtronate», aggiungendo che «nelle condizioni scritte per accedere alla linea rafforzata non c' è nessuna fantasmagorica ristrutturazione del debito».

 

meccanismo europeo di stabilita' 2

Dalle parti del Pd sembrano dunque tutti d' accordo: la riforma del Mes va approvata e anche in tempi stretti. Ma è sufficiente riavvolgere il nastro all' indietro di qualche mese per scoprire come la linea dettata dal partito fosse completamente diversa. Torniamo al 19 giugno 2019. Sono passati sei giorni dall' Eurogruppo che ha sancito il «broad agreement» sulla revisione del fondo salva Stati, e mancano appena 24 ore all' Eurosummit che confermerà quanto già deciso dai ministri dell' Economia e delle finanze dell' eurozona.

marattin boschigiuseppe conte angela merkel 2

 

Stesso presidente del Consiglio, diversa maggioranza: tra i banchi del governo siede infatti la Lega. Giuseppe Conte si presenta alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo dell' indomani.

 

LIA QUARTAPELLE NAZIONALE DI CALCIO PARLAMENTARI

Dopo il suo intervento, incassa il «no» secco alla riforma da parte della sua stessa maggioranza, con i durissimi interventi di Francesco D' Uva (M5s) e Riccardo Molinari (Lega). Dai banchi dell' opposizione, una scatenata Lia Quartapelle incalza il premier: «Forse lei non si è accorto che quella che sarà in discussione è l' idea che, a maggioranza, altri Stati europei possano decidere di ristrutturare il debito italiano; allora, ci deve dire quale sarà quello che lei dirà (sic), perché il capogruppo della Lega ha detto che la Lega è contraria, il suo ministro dell' Economia all' Eurogruppo, invece, ha votato a favore di questo meccanismo che penalizzerebbe pesantemente il nostro Paese», tuona la deputata dem, «allora, lei con chi sta, con Molinari, con Tria, con l' Italia o con chi? Ce lo dica, ce lo spieghi».

 

Roberto Gualtieri, Pierre Moscovici, Udo Bullmann

Un intervento che ha il singolare pregio di sconfessare la narrativa, molto in voga in questi ultimi giorni, secondo la quale la Lega non fece nulla per bloccare la riforma. Le parole della Quartapelle dimostrano come ai presenti in aula, opposizione compresa, fosse ben chiara la posizione contraria del Carroccio.

 

Ma l' elemento forse più sorprendente è un altro. Solo pochi mesi fa il Pd, infatti, metteva in guardia il premier e l' esecutivo sui rischi della stessa ristrutturazione del debito pubblico della quale oggi nega spudoratamente l' esistenza. Se è pur vero che da un lato la risoluzione proposta dai dem (della quale De Luca e la Quartapelle risultano firmatari) suggeriva di «sostenere la revisione del trattato del Meccanismo europeo di stabilità con l' obiettivo di migliorare l' efficacia degli strumenti esistenti», d' altro canto si raccomandava di evitare di «attribuire al Mes i compiti di sorveglianza macroeconomica già esercitati dalla Commissione europea».

LIA QUARTAPELLE

 

meccanismo europeo di stabilita' 1

Un modo blando per contestare il cuore della riforma, che prevede appunto la sorveglianza macroeconomica degli Stati membri in vista del ricorso agli aiuti. Perché il Pd ha cambiato idea in un così breve lasso di tempo? Vuole forse evitare di contraddire Conte per non mettere a rischio la tenuta della maggioranza, o cos' altro? D' altronde, l' unico elemento che risulta variato da giugno è proprio l' avvicendamento con la Lega al governo.

 

renzi merkel

Nel frattempo, nel partito permane ancora qualche traccia di scetticismo. L' ex vicepresidente del Parlamento europeo (e oggi senatore del Pd) Gianni Pittella, in una nota congiunta diffusa mercoledì con il capogruppo a Palazzo Madama Andrea Marcucci, invita a non prendere «decisioni frettolose» sul Mes. Pittella, uno che di temi europei se ne intende, avvisa che «non sono accettabili condizionalità che rischiano di asfissiare paesi come l' Italia che già stanno seguendo un percorso virtuoso di rispetto delle regole europee».

matteo renzi con andrea marcucci 2gianni pittella 7

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...