ANGOLO DEL BUONUMORE - ZICHICHI: “I RAGGI COSMICI? LA VIA ITALIANA AL NUCLEARE”

Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"

Di costellazioni e meteore, il professor Antonio Zichichi, 83 anni, collezionista seriale di lauree, croci al merito, scoperte scientifiche, imitazioni e Nobel da notte di San Lorenzo, è sommo esperto. L'ultima stella cadente, la carica di assessore nella giunta di Rosario Crocetta, ha attraversato il cielo di Sicilia per 90 giorni. Una scia cancellata dal governatore con licenziamento coatto: "Parlava solo di raggi cosmici, non se ne poteva più".

Zichichi ringrazia: "Mi ha liberato da un equivoco" e lascia ai posteri la sentenza: "In 3 mesi, non in 3 anni o in 3 secoli, il sottoscritto ha lasciato sul tavolo 12 progetti. Vogliono cambiare la storia? Li mettano in pratica. Avevo proposto di fare della Regione l'avamposto della via italiana al nucleare. Sembravano capire. Mi illudevo".

Non l'hanno applaudita per il nucleare?
Si sono fatti spaventare. Io non credo negli individui, ma nella rigorosa natura scientifica. E la vita di tutti i giorni in un consesso partitico non è mai una scienza esatta. L'energia nucleare è la più sicura del mondo, ma non si può demandare, come avvenne a Chernobyl, la gestione ambiti così delicati a volgari raccomandati di origine politica. I disastri accadono così. E l'Italia, dalle raccomandazioni è sepolta. È una Hiroshima culturale.

Ma con Crocetta è finita per i raggi cosmici?
I raggi cosmici sono un progetto formidabile. Dobbiamo capire come si formano le nuvole. Niente nuvole, niente pioggia, niente acqua. Discutere di raggi cosmici o di elettrodinamica quantistica, non è inutile. Chi lo sostiene ignora che è grazie allo stesso principio che si possono usare i telefonini. Se io parlo troppo di raggi cosmici, Crocetta dovrebbe smettere di telefonare. Ma non ci smarriamo nelle miserie. Il tema è più ampio.

Quale tema, professore?
La base della civiltà. Come si conciliano meritocrazia e democrazia. Dopo un processo secolare ci è riuscita solo la Chiesa che ha alle sue spalle quella cosetta chiamata trascendente. Da noi è più complicato, l'Italia è aggredita dai cialtroni.

Come uscirne?
Con la creazione di due organismi. Una Camera di natura democratica dove gli eletti dal popolo possano discutere liberamente e un'altra, formata da sapienti, dove si progetti senza perdere tempo.

Se ne perde nelle assemblee istituzionali?
Amico mio carissimo, non ha idea di quanto. E chi dice si fa così, chi dice di qua, chi dice di là, chi dice di su, chi dice di giù. Sa come lo chiamo questo falso movimento?

Come professore?
Chiacchiere. Io sono abituato a inventare. Avevo prestato il mio cervello e il mio tempo. Crocetta voleva voltare pagina, al telefono si era dimostrato colto, sapeva tutto di me.

È deluso?
Preferisco non pensarci. Ora ho da fare. Sarà contento il mio editore. Gli ho promesso tre libri e non ne ho consegnato nessuno. L'avventura con Crocetta l'avevo presa seriamente. Ma non ci ho litigato e se lo afferma dice il falso. Magari talvolta gli accade.

Ora tornerà al suo "Super-mondo".
Non l'ho mai abbandonato. Sono uno scienziato, non un burocrate. E non posso vivere sepolto dai fogli e dal politichese. È la storia della mia vita, dei miei innumerevoli successi, della malcelata invidia di tanti pseudocolleghi. Se avverto l'insalubre arietta dell'inazione, taglio la corda.

Le imputano un'eccessiva autostima.
Se ci fosse Fermi le risponderebbe a dovere. Sa cosa disse sua moglie? "Se solo Enrico fosse vivo, avrebbe Zichichi come pupillo". Così disse. Fermi era lucido: "Quando si tratta di difendere il proprio lavoro, bisogna dire basta a ogni falsa modestia".

Allora basta con la falsa modestia.
Sì, basta. Faccio battaglie culturali, io. Cose da scienziato vero. Io, qualcosa, con immensa immodestia, ho fatto. E non vedo ragioni per nasconderlo.

Dunque non nascondiamo.
Sa perché ho quasi sempre battuto i miei colleghi scienziati? Perché penso meglio di tanti altri. D'altronde senza di me la scoperta dell'antimateria o dell'universo subnucleare, assolutamente ignoto fino al 1950, sarebbe ancora nel libro dei sogni.

Invece no. Zichichi parlò.
Non esisteva niente, come del resto sulla risonanza magnetica nucleare che permette lo studio del cervello e delle sue infinite potenzialità. Scoperta fondamentale di cui ho parlato per primo. Le faccio un esempio. Lei come se lo spiega il talento di Mozart nel comporre musica a soli 4 anni?

Non saprei professore.
Nel cervello esistono parti diverse e crescite differenti. La porzione del cervello di Mozart con inclinazione musicale era sviluppata come quella di un adulto. Ognuno ha la proprie. Lei avrà quella giornalistica, il numerologo quella matematica. Di tutto questo, senza la risonanza magnetica nucleare e la mia insistenza, nulla sapremmo.

Detto così sembra semplice.
In chiarezza non difetto. Avrei potuto fare il conferenziere. Potrei farle mille altri esempi. Parlarle della terapia protonica, accolta tra i lazzi e ora riportata grazie a me, all'attenzione della scienza o dell'oblìo toccato ad Archimede, un genio assoluto oggi dimenticato. Capisce l'abiezione? Il nostro patrimonio culturale è razziato, prestato o disperso in mezza Europa. Il satiro di qua, il coso di là, ma questa è roba nostra e a noi deve tornare.

 

 

 

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