roberto vannacci toto la trippa antonio

CHI VOLEVA I COLONNELLI ORA VUOLE IL GENERALE – IL RITRATTONE DI VANNACCI BY FULVIO ABBATE: “IL PARÀ RIVENDICA DI RAPPRESENTARE LA 'DESTRA AUTENTICA'. NON SAPPIAMO QUANTO ABBIA FIUTATO L’ARIA E INTUITO L’ESISTENZA DI UNO SPAZIO NEL QUALE INCUNEARSI, E QUALE OCCASIONE MIGLIORE DI UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CON PRESIDENTE DEL CONSIGLIO UNA EX MILITANTE DEL FRONTE DELLA GIOVENTÙ QUALE GIORGIA MELONI? MAGARI ACCUSANDO QUEST’ULTIMA DI MODERAZIONE…” – PS: "ANCHE IL SUO COGNOME SI PRESTA AL COMPIMENTO DELL’OPERA IDENTITARIA, COME GIÀ NEL CASO DI FARINACCI, DI BOMBACCI, E DI CATENACCI, IL GERARCA FASCISTA IMMAGINARIO MESSO AL MONDO DELLE PARODIE DA GIORGIO BRACARDI" - VIDEO

 

Fulvio Abbate per unita.it - Estratti

 

Vannacci non c’è stato bisogno di vederlo arrivare. Vannacci era già lì, presente, inamovibile, soggetto antropologico periodicamente prevedibile nell’accidentato paesaggio politico nazionale. 

 

(...)

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

Un po’ “Vogliamo i colonnelli”, e un po’ nuovamente graduato, in quest’altro caso prossimo all’improbabile collega Buttiglione, e ancora, per non farsi mancare nulla, come incancellabile testimonial del bisogno individuale di Ordine, Disciplina e Gerarchia, sia pure remixato al tempo dei social, quindi ancor di più duodenale e pervasivo.

 

Irrilevante, quanto Vannacci possa essere assimilabile alle molte smerigliature caratteriali offerte dal sentire fascista, neofascista o post-fascista: i Vannacci, si è detto, ci sono sempre stati, inamovibili, come già quell’altro che si affacciava un tempo dal balcone di Palazzo Venezia, l’attuale ha inventato nulla, semmai altrettanto tirato fuori un sentire regressivo già presente, ripeto, nel duodeno italico.

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 11

 

Più che naturale quindi che l’uomo mostri adesso narcisisticamente l’offerta pubblica di un proprio partito o movimento assai personale che ha la pretesa di mettere in chiaro certe istanze che, per semplificare, chiameremo ordinatrici. “Destra autentica”, così dichiara l’uomo.

 

Con posa da escursionista, da diportista, da iscritto a club tennistico di seconda scelta, Vannacci per ragioni anagrafiche si discosta da certo contesto che vedeva i suoi predecessori citare sempre come salvifico un libro caro alle sezioni missine: Navi e poltrone, giunto al mondo delle letture da un ufficiale delle Regia Aeronautica, tale Antonino Trizzino da Bivona, che provò a spiegare il perché l’Italia perse, ahimè, la guerra: colpa delle spie inglesi insediate dentro i comandi di Supermarina.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 10

Vannacci, va da sé, ama semplificare, ridurre tutto a una X, nel senso di Decima Mas, dunque, così come I Giganti cantavano “mettete dei fiori nei vostri cannoni” allo stesso modo Vannacci dice semmai di mettere una Decima nelle prossime urne; i suoi trascorsi nella Folgore in questo senso parlano con evidenza, fino a consentirgli di compiere il resto del miracolo, la sua fortuna nel piccolo contesto della destra endemica.

 

Gli è bastato un pamphlet, Il mondo al contrario, nel quale mostrava il suo pensiero orgoglioso rispetto alla presunta “flaccidità” della sciapa democrazia giunta a noi dalla guerra di Liberazione.

 

Non sappiamo quanto Vannacci abbia fiutato l’aria, come già Bossi trent’anni fa, intuita l’esistenza di uno spazio nel quale incunearsi, e quale occasione migliore di un governo di centrodestra con presidente del Consiglio una ex militante del Fronte della gioventù quale Giorgia Meloni? Magari accusando quest’ultima di moderazione.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 13

Così nel momento in cui il girmi della politica sembri rimescolare ogni frattaglia, consegnando l’esistenza di un fronte rosso-bruno. Irrilevante domandarsi quanto Vannacci saprà nuocere a Fratelli d’Italia, quanti voti porterà via loro, così come alla Lega di Salvini che lo aveva premiato con il titolo di vicesegretario, molto più interessante intuire che tipo di magnete socio-antropologico in questo momento l’uomo rappresenti, quindi quanta limatura di ferro cosiddetta identitaria riuscirà ad attrarre nella convinzione di presentarsi come concessionario unico di una realtà politica marcatamente di destra estrema, affiancandosi alla Afd presente in Germania e al Rassemblement national di Jordan Bardella in Francia, magari lungo le vie di un nuovo impero pronto a ravvisare nella Russia di Putin un modello possibile. E il fantasma dei migranti come spettro da agitare.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 9

 

Visto da vicino, Vannacci, si è detto, sembri assomigliare al classico iscritto di circolo nautico o magari tennistico, c’è da immaginarlo in accappatoio mentre esce dalla doccia dopo aver terminato un doppio o fatto alcune vasche in piscina, restituendo così il racconto di una medietà per l’appunto da diportista. Non è da escludere neppure che possa risultare “piacente” alle signore pronte a immaginarlo in lotta, se non proprio contro l’Idra rossa, come accadeva nelle raffigurazioni anti-comuniste degli anni 30, magari con i cinghiali che talvolta appaiono nel paesaggio cittadino romano residenziale, ecco, sì, c’è proprio da figurarselo mentre placca un cinghiale sul Grande Raccordo Anulare o alla Camilluccia:

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 1

Vannacci così Salvatore della Patria e adesso anche della circolazione, della libera circolazione stradale. Vannacci certamente piace anche ai complottisti, gli stessi che sicuramente hanno transitato in passato sotto i gazebi del Movimento Cinque Stelle, già infatuati di Beppe Grillo, e infine delusi, ma adesso finalmente certi di avere trovato un nuovo approdo: Vannacci, forte di un’affermazione quale: “Non accamperei diritti. I gay se vanno in ospedale li curano, e in strada possono guidare”, così rivolto a Lilli Gruber che, pensando alle sue carenze sulla questione LGBTQ+ gli domanda: “E se lei fosse gay?”

 

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 2

Non sembri un dettaglio, ma anche il suo cognome si presta al compimento dell’opera identitaria, come già nel caso di Farinacci, di Bombacci, e ancora di Catenacci, il gerarca fascista immaginario messo al mondo delle parodie da Giorgio Bracardi. Il nostro paese non si è mai davvero rassegnato alle ragioni del gioco democratico, custodendo da sempre ogni genere di spinte centrifughe, pronte a fluttuare verso la destra, possibilmente estrema, e quindi a suo modo, come già Mussolini, Vannacci appare, agli occhi di alcuni, al momento, l’uomo del destino elettorale. Vannacci come un nostro cognato che avremmo preferito non avere al cenone di Natale al nostro stesso tavolo, lui e i suoi discorsi sulla remigrazione al momento del tiramisù.

 

 

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 3roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 6roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 7GIORGIO BRACARDI - ERMANNO CATENACCIroberto vannacci e i suoi camerati foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...