mario draghi giuseppe conte

MA CHE FETECCHIA DI RECOVERY PLAN AVEVA LASCIATO IN EREDITÀ CONTE? – AL MINISTERO DELL’ECONOMIA È PARTITA LA RISCRITTURA DEL PIANO: SARANNO SUBITO TAGLIATI 14 MILIARDI DI PROGETTI, CIOÈ LE INIZIATIVE SENZA COPERTURA FINANZIARIA - I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO (82 MILIARDI) SARANNO UTILIZZATI IN TOTO, MENTRE L’ACCESSO AI PRESTITI SARÀ RIMODULATO SPALMATO IN BASE AGLI OBIETTIVI DI DEFICIT...

Roberto Petrini per "la Repubblica"

 

MARIO DRAGHI ALLA CAMERA

Scatta l' operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di Via Venti Settembre che, secondo le indicazioni del presidente del Consiglio Draghi, dovrà «approfondire», «completare» e «rafforzare la dimensione strategica » del Recovery Plan lasciato in eredità del precedente governo, è emersa l' intenzione di tagliare 14 miliardi di progetti.

GIUSEPPE CONTE IN UN MOMENTO DI PAUSA DURANTE LE TRATTATIVE SUL RECOVERY FUND

 

Si tratta di iniziative inserite, nella convulsa fase finale, per cautela contabile ma anche per far fronte alle massicce richieste della maggioranza e dei ministri. In pratica una sorta di overbooking di progetti, concepiti dal Conte 2 nell' ipotesi che la Commissione europea potesse bocciare alcune proposte italiane oppure che si aprisse la possibilità di un finanziamento con partecipazione dei privati con conseguente necessità di piani pronti all' uso.

 

daniele franco

La manovra verrà invece accantonata, per pulizia contabile, e dunque l' entità dei progetti, che erano stati fissati a quota 223,9 miliardi, torna ad essere allineata alle risorse a quota 209,5 da spendere lungo il periodo stabilito di sei anni (anche se il 70 per cento dei trasferimenti va impegnato entro il 2022).

 

biagio mazzotta

Si evita così il rischio, avanzato dai servizi Bilancio di Camera e Senato e anche dall' Ufficio parlamentare di bilancio, che in caso di approvazione totale dei progetti da parte di Bruxelles o mancato funzionamento dell' effetto leva si aprisse un buco nei conti pubblici già da quest' anno. Il governo si sarebbe infatti dovuto impegnare per 14,4 miliardi di iniziative che, in mancanza di fondi europei, sarebbero rimasti scoperti e di conseguenza avrebbero dovuto trovare copertura in deficit nelle casse dello Stato.

 

Il gruppo di lavoro, che ha cominciato a vedersi, è assai asciutto come ci si aspettava. Istituzionalmente ci sono il Ragioniere generale Biagio Mazzotta, il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera e il capo della segreteria tecnica del ministro (potrebbe anche rimanere Federico Giammusso).

carmine di nuzzo

 

Il coordinatore del tavolo sarà Carmine Di Nuzzo, ispettore della Ragioneria generale che gode della fiducia del ministro con il quale ha lavorato per i sette anni di impegno al Tesoro. Naturalmente nei ruoli operativi arriva la squadra di economisti senior e junior proveniente da Bankitalia.

vittorio colao

 

La missione dei tecnici "incardinati" al Tesoro, che dovranno consegnare la nuova bozza del Recovery Plan per aprile, è anche quella di aprire una rapida interlocuzione, guidata dal ministro dell' Economia Daniele Franco, con i nuovi ministri arrivati nel governo Draghi per tenere conto anche delle loro proposte. Tra i dicasteri interessati: Transizione ecologica, Innovazione tecnologica, Sviluppo, Lavoro, Istruzione e Politiche giovanili, solo per citare i più importanti.

 

MARIO DRAGHI IL TRAGHETTATORE BY DEMARCO

Gli occhi sono ora puntati sulla «rimodulazione in base agli obiettivi di finanza pubblica» di alcune partite, cui ha fatto cenno il premier nel suo discorso per la fiducia al Senato. Su questo aspetto non è stata ancora presa una decisione, né stabilita una modalità, ma una rimodulazione dei progetti in base agli obiettivi strategici del programma potrebbe portare anche ad un utilizzo completo delle sovvenzioni, per circa 82 miliardi, ed una rimodulazione dei fondi a prestito spalmandoli in base agli obiettivi pluriennali di deficit.

 

mario draghi in senato con la mascherina

Le sei missioni del Recovery verranno confermate, con attenzione a fonti rinnovabili, alta velocità, auto elettrica, idrogeno, digitalizzazione e 5G. Soprattutto si lavora alle riforme (fisco, pubblica amministrazione, giustizia). Su questo punto i tecnici sono impegnati a colmare la parte carente del piano: cronoprogramma, specificazione degli obiettivi, stima dei costi e la quota da finanziare con prestiti.

 

Rafforzamento anche sul fronte del lavoro. Dove, oltre alla riforma degli ammortizzatori sociali, accennata nelle bozze, si punta alla definizione di specifici progetti di riforma sul campo dell' inclusione sociale e delle politiche attive del lavoro. Soprattutto c' è attenzione sugli strumenti che serviranno per riorganizzare il sistema produttivo nella fase di uscita dalla pandemia: dall' assegno di ricollocazione, alla formazione, ai contratti di espansione.

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....