MINNITI, CHE TESTA DI MELONI – L’EX MINISTRO DELL’INTERNO DEM, OGGI PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MED-OR, SARA’ A PALAZZO CHIGI MARTEDI’ PER UNA RIUNIONE (A PORTE CHIUSE) CON I VERTICI DELLE PARTECIPATE PER PARLARE DI SCENARI INTERNAZIONALI – L’EX LOTHAR DALEMIANO E’ ENTRATO IN MODALITA’ IDEOLOGO-CAMERATA DEL GOVERNO DUCIONI CHE HA DIFESO SUL CASO ALMASRI IN NOME DELLA REALPOLITIK A LUI TANTO CARA: “LO STATO NON È UNA ONG. BISOGNA PARLARE CON IL NEMICO”
Sintesi dell’articolo di Francesco Bechis per il Messaggero
Cosa ci fa Marco Minniti a Palazzo Chigi, insieme agli amministratori delegati delle principali aziende italiane e all'uomo che tiene le fila dell'intelligence tricolore, il braccio destro della premier Alfredo Mantovano?
Se lo chiede “il Messaggero”, in un articolo a firma Francesco Bechis. Martedì mattina Minniti, l'uomo dal pugno di ferro della sinistra italiana, già autorità delegata ai Servizi segreti con Massimo D'Alema, dunque coriaceo ministro dell'Interno dei governi a guida dem, sarà ospitato in una stanza non lontana dall'ufficio di Giorgia Meloni.
L'appuntamento in agenda recita così: riunione del comitato strategico della Fondazione Med-Or. Ma la notizia ha un sapore tutto politico.
Ma intanto il "pensatoio" di Chigi ingaggia Minniti per parlare con i vertici delle più grandi imprese italiane - Eni, Enel, Terna, Snam, Poste di scenari internazionali:Libia e Yemen, Iran e Israele, le manovre russe e le mosse dell'amministrazione Trump nel Mediterraneo e in Medio Oriente.
Un'altra prova, semmai ce ne fosse bisogno, della considerazione in cui è tenuto, dalla destra nelle stanze dei bottoni, l'ex ministro dell'Interno cresciuto tra le fila del Partito comunista. L'occasione, si diceva, è offerta dalla riunione del comitato strategico della Fondazione Med-Or che precederà di qualche ora l'appuntamento di Mantovano al Copasir…

