donald trump xi jinping

IL MIO CARISSIMO NEMICO – TRUMP E XI JINPING, CHE SI INCONTRERANNO DOMANI A PECHINO, NON POSSONO PERMETTERSI DI FARSI LA GUERRA – ETTORE SEQUI: “WASHINGTON E PECHINO RESTANO SIMULTANEAMENTE RIVALI STRATEGICI E PARTNER NECESSARI. TRUMP CERCA RISULTATI SPENDIBILI NEGLI USA: EXPORT AGRICOLO, BOEING, TREGUA COMMERCIALE, INVESTIMENTI. XI PUNTA A RIDURRE LA PRESSIONE AMERICANA SU COMMERCIO, TECNOLOGIA E DETERRENZA ASIATICA. LA DIFFERENZA TRA I DUE LEADER È CGE TRUMP PENSA IN TERMINI DI “DEAL”, XI IN TERMINI DI TRASFORMAZIONI STORICHE. IL VERO OBIETTIVO DEL VERTICE, NON È MIGLIORARE LE RELAZIONI. È EVITARE IL LORO CORTO CIRCUITO...”

Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP E XI JINPING

Il vertice di Pechino tra Trump e Xi arriva in un momento instabile per le relazioni tra Usa e Cina. Sul tavolo non c'è più soltanto il commercio. Guerra economica, crisi energetica, competizione tecnologica e deterrenza militare rischiano ormai di convergere in un'unica crisi sistemica.

 

Supply chain, semiconduttori, AI, terre rare e dati sono diventati strumenti di sicurezza nazionale. […]

 

È il grande paradosso di questa fase storica: Washington e Pechino restano simultaneamente rivali strategici e partner necessari.

 

ETTORE SEQUI

Sul piano economico Trump cerca risultati immediatamente spendibili negli Usa: export agricolo, Boeing, tregua commerciale, investimenti. È la logica delle cinque "B": Boeing, Beef, Beans, Board of Trade e Board of Investment, cioè gestire la competizione senza rompere l'interdipendenza.

 

Xi ragiona invece secondo una logica diversa. Le tre "T" – Tariffs, Technology, e Taiwan – definiscono le priorità strategiche cinesi: ridurre la pressione americana su commercio, tecnologia e deterrenza asiatica.

 

È la differenza tra i due leader. Trump pensa in termini di "deal". Xi in termini di trasformazioni storiche. La Cina non ragiona in cicli elettorali, ma in cicli industriali, tecnologici e strategici. Lo confermano le scelte del XV piano quinquennale cinese.

 

Pechino vuole sopravvivere al contenimento occidentale, dominare la manifattura avanzata e trasformare superiorità industriale in influenza geopolitica permanente. Ha bisogno, soprattutto, di preservare i flussi di commercio e le proprie esportazioni per consentire una crescita sufficiente a contenere la disoccupazione interna.

 

Ed è questo che preoccupa Washington: la guerra economica americana non sta rallentando la macchina industriale cinese. In molti casi sta addirittura accelerando la corsa di Pechino verso autosufficienza tecnologica e supremazia manifatturiera.

 

Non a caso Trump arriverà accompagnato da importanti amministratori delegati Usa, da Apple a Boeing, da BlackRock a Tesla. È la contraddizione centrale americana: mentre Washington parla di contenimento strategico, una parte del capitalismo americano continua a dipendere dal mercato e dalle "supply chain" cinesi.

 

donald trump e xi jinping meme by edoardo baraldi

Ma il vertice non può essere compreso senza la crisi iraniana. La guerra con Teheran ha prodotto tre effetti strategici: aumento della vulnerabilità energetica globale, trasferimento di risorse militari americane verso il Golfo e crescente convinzione cinese che gli Usa fatichino a sostenere simultaneamente più fronti.

 

Pechino osserva il logoramento militare americano e lo spostamento di portaerei dal Pacifico. La domanda cinese ormai non è più soltanto se Washington voglia difendere Taiwan, ma se possa farlo efficacemente mentre resta impantanata in Medio Oriente. […]

 

CINA TERRE RARE

Hormuz controlla i flussi energetici globali. Taiwan quelli tecnologici. Uno è il rubinetto del petrolio mondiale. L'altra l'interruttore dell'economia digitale. Taiwan è l'Hormuz del silicio.

Iran e Taiwan non sono, quindi, più crisi separate. Sono i due grandi colli di bottiglia della globalizzazione contemporanea.

 

L'incontro Trump-Xi ha soprattutto una dimensione sistemica. La geopolitica ora non ruota più soltanto attorno al controllo del territorio, ma dei flussi: energetici, tecnologici, logistici, finanziari. È questo che collega Iran, Taiwan e Cina entro lo stesso quadro strategico.

 

donald trump aspetta xi jinping vertice apec in corea del sud foto lapresse

Il vero obiettivo del vertice, dunque, non è migliorare le relazioni. È piuttosto evitare il loro corto circuito. «Stabilità», ora, significa impedire che i rapporti peggiorino.

 

La relazione Usa-Cina entra così in una fase di «ostilità stabilizzata»: una convivenza competitiva segnata da diffidenza reciproca permanente. Ciò perché Usa e Cina ragionano ormai soprattutto in termini di vulnerabilità sistemica. Gli Usa temono dipendenza industriale e terre rare cinesi.

 

La Cina teme strangolamento tecnologico ed escalation tariffaria. Il vertice, quindi, non serve a costruire fiducia ma a gestire la paura reciproca. Anche la possibilità che Trump e Xi riescano a imporre limiti all'espansione delle rispettive guerre economiche sarebbe già un successo. Questo spiega una delle contraddizioni più evidenti della fase attuale.

 

TEMPTATION ISLAND - VIGNETTA BY ROLLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Washington accusa società satellitari cinesi di aver aiutato Teheran attraverso supporto geospaziale avanzato. Ma contemporaneamente chiede a Pechino di esercitare pressione sull'Iran per stabilizzare il conflitto.

 

In fondo, il vertice rappresenta il tentativo di costruire una forma di "G2 transazionale": non un'alleanza, ma una coabitazione competitiva forzata tra due potenze che continuano simultaneamente a commerciare, contenersi e prepararsi allo scontro strategico di lungo periodo.

 

Per questo l'incontro probabilmente non produrrà grandi accordi. Produrrà soprattutto una tregua nel deterioramento dei rapporti. Pechino vuole un'America abbastanza forte da mantenere aperti mercati e rotte commerciali e continuare a importare, ma abbastanza logorata da non riuscire più a contenere l'ascesa cinese. E forse l'immagine che descrive meglio la strategia di Xi è in un'antica formula dell'Arte della Guerra del generale Sun Tzu: osservare le tigri che combattono, dalla cima della montagna.

stretto di hormuzXI JINPING - TAIWAN E CINA terre rare - cosa sono e dove si trovano

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