il generale roberto vannacci matteo salvini

SALVINI CONTRO TUTTI - PER EVITARE CHE VANNACCI SI FACCIA IL SUO PARTITO, IL LEADER DEL CARROCCIO VUOLE ARRUOLARE IL GENERALE COME VICESEGRETARIO MA RISCHIA DI PERDERSI PER STRADA GIORGETTI E I LEGHISTI DI VENETO E LOMBARDIA - DOPO IL CONGRESSO CHE LO INCORONERA’ DI NUOVO A CAPO DEL CARROCCIO, IL TIMORE DELLA BASE E’ CHE SALVINI ESASPERI LA LINEA TRUMPUTINIANA (CHE NON PORTA UN VOTO IN PIU’ NEI SONDAGGI) – "IL FOGLIO": “DOPO LA GERMANIA, SALVINI CHIEDERÀ AI SUOI DI PARLARE MALE DELL’OLANDA, DEL LORO FISCO. NON È PER IL RIARMO, MA BOMBARDERA’ TAJANI CITY. LA SUA PACE RESTA LA FONDINA...”

Articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio” - Estratti

 

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

Per integrare il generale, si perde la brigata. Perché Salvini non smentisce la nomina di Vannacci, a vicesegretario della Lega? Perché non usa la formula “i soliti retroscena”? Non la usa perché il suo piano è arruolarlo, farlo caporale. Non la usa perché Salvini stesso confessa: “Voglio che si senta a casa, serve parlamentarizzarlo nella Lega”.

 

(...)

 

Non è un modo di dire. Salvini rischia davvero di arruolare un generale ma mettere in fuga la brigata, i leghisti di Veneto, Lombardia, i soldati semplici che non hanno mai amato Vannacci e che da settimane si domandano: “Ma lo fa sul serio?”. Sono angosciati dall’innesto,  e spaventati dal Salvini dopo Salvini, quello che verrà dopo il sei aprile, quello già si dice “sarà dell’ultimo giro”, il Salvini in versione panamense, l’ananas di Trump.

 

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini ancona

Quando il Foglio ha raccontato che Salvini si era deciso a nominarlo vicesegretario, cambiando lo statuto, prevedendo quattro vice anziché tre, tutti hanno risposto che “era impossibile, Vannacci non ha la tessera”, come se una tessera sia da ostacolo a Salvini che si fa ancora chiamare “capitano” e all’altro che parla in pubblico come alla scuola cadetti.

 

Il congresso della Lega, del 5 e del 6 aprile, che, scritto senza spirito, dei congressi non ha nulla ma delle parate tutto, si celebra con un solo candidato e per mozioni, che non sono altro che dichiarazioni di intenti. Non ci sarà il voto, segreto, il segretario eletto potrà dire: “Faccio questa mozione mia”, che è come sostenere, “va bene, questa mi piace, ne tengo conto”. Una mozione l’ha presentata il vicesegretario Alberto Stefani, un’altra l’ha preparata il capogruppo Molinari, che parla di stati federali europei, un’altra ancora Toccalini e ne stanno arrivando di Gava, Siri, dei ministri, insomma, una corsa a segnalare: “Capo, capo! Anche io ho un’idea”.

 

matteo salvini bacia roberto vannacci creato con ia

L’unico modo per capire il peso delle mozioni è studiare le firme, quanti delegati sottoscriveranno quella di Stefani o l’altra, quella di Molinari. La novità è che se ne prepara ancora una, minore, una sorta di emendamento, per consentire al segretario federale di nominarsi il quarto vice, che non deve essere iscritto al partito, un vicesegretario ad personam. E’ il lodo Vannacci e serve, lo spiega Salvini, “perché nessuno scriva più che Vannacci si farà un partito”, “è un modo per parlamentarizzarlo”. Se è così certo che il partito si adeguerà alla sua decisione, su Vannacci, perché non prevedere che “il lodo” possa essere votato a scrutinio segreto? Nella Lega solo Borghi apprezza Vannacci.

 

(…) Qual è stato finora l’effetto della campagna pro Trump e pro Vance di Salvini? I sondaggi che hanno in mano i leghisti dicono che non funziona. Meloni, furbissima (che gli sta per mandare ai Trasporti, come viceministro, Salvatore Deidda) non sopporta che qualcuno possa dare a un europeo, e quindi a un italiano del “parassita”.

 

BORDELLA - POSTER BY MACONDO

Quale sarà la linea dei leghisti: “Facciamoci dare dei parassiti così gli americani ci fanno lo sconto?”. Un ministro come Calderoli che nella Lega vale quanto Bossi, per fatica, vita spesa, è rimasto sorpreso dalla decisione di Salvini di intestarsi il logo della Lega. Claudio Durigon che ha sempre detto “seguirò Matteo, fino alla fine” è sempre stato tiepido su Vannacci, rispettoso, certamente, ma mai caldo. Durigon è in battaglia al sud perché quel Bellomo, quel deputato strappato da Forza Italia alla Lega, valeva come Elena per Menelao, era il portatore di voti del senatore Marti, la Lega Frisella, e tutti, al nord, dopo il ratto, hanno capito: “L’idea che al sud i leghisti hanno i voti, sono uniti, da oggi vale meno”.

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

 

Vannacci e il suo mezzo milione di preferenze, ma in un altro tempo storico (se lasciasse la Lega e facesse il suo partito, chi lo dice che valga ancora mezzo milione?) dicono che faccia iscrivere i suoi fan, quelli dei comitati alla Lega: “Tesseratevi”. Non si può neppure dire  che voglia prendersi il partito, per lui fare il vice di Salvini è un demansionamento, un generale sotto un capitano, non una promozione. Sarà solo un dolore della Lega, un altro. Dopo la Germania, Salvini chiederà ai suoi di parlare male dell’Olanda, del loro fisco. Non è per il riarmo, ma chiama alla sua destra un generale, bombarda Tajani city. La sua pace resta la fondina.

TITANIC D'ITALIA - VIGNETTA BY MACONDOZAIA - GIORGETTI - FONTANA - CALDEROLI - SALVINI - FEDRIGA

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)