mughini renzi

LA VERSIONE DI MUGHINI - “SONO FELICE CHE IL MATTEO DA ME PREDILETTO (RENZI) ABBIA SURCLASSATO QUELL’ALTRO MATTEO (SALVINI) - NEI CONFRONTI DI RENZI C’È UN’ANTIPATIA DIFFUSA CHE SI TAGLIA CON L’ACCETTA. MI PARE CHE ALCUNI COMMENTATORI SI FAREBBERO BRUCIARE VIVI ANZICHÉ DIRE UNA PAROLA A SUO FAVORE. TU STESSO, CARO DAGO, SEI ANIMATO DA UN’AVVERSIONE VISCERALE CONTRO RENZI CHE E’ UNA DELLE POCHE RISORSE DELLA NOSTRA CLAUDICANTE DEMOCRAZIA…”

Giampiero Mughini per Dagospia

mughini

 

Caro Dago, ti confesso che pur non essendo un consumatore spasmodico _ tutt’altro _ di talk politici, ieri sera ho visto con gran piacere il duello tra i due Mattei a “Porta a Porta”.

E’ vero ahimè che in Italia non esiste un vero e maturo bipolarismo, uno schieramento che ha un’identità contro un altro schieramento che ha un’identità opposta, e che invece il pane della politica viene cotto in tre forni distinti e separati (5 Stelle, Lega, Pd) e addirittura in due sottoforni (Berlusca e il partito di Renzi).

 

E tuttavia quello di ieri sera era una specie di duello bipolare, il Matteo Salvini ricco di formidabili pronostici elettorali a suo favore, e il Matteo Renzi che ai miei occhi continua a rappresentare il centro democratico, liberale, europeista, e cose così nelle quali si identifica un borghese repubblicano come il sottoscritto. La mappa politica in Italia non funziona così, ma ieri sera in casa del patron Bruno Vespa ha funzionato così.

SALVINI VESPA E RENZI

 

E naturalmente io sono felice che il Matteo da me prediletto abbia surclassato quell’altro Matteo, le cui uniche frecce al suo arco erano che lui vuole parare a tutti i costi gli sbarchi dei migranti clandestini e il suo vanto indefesso che 33 “italiani” su cento lo voterebbero, argomento quest’ultimo da due soldi e forse meno.

 

Al contrario il Matteo quello buono parlava di conti pubblici da salvaguardare, di pensioni che non possono essere anticipate perché il costo sulla collettività è strabordante, di buoni rapporti con l’Europa il cui primo sintomo è l’abbassamento dello spread, di asili nido da offrire gratis specificando che chi lo ha già fatto sarà all’incontro della Leopolda. Argomenti sani, insomma, non blaterazioni da talk-show.

SALVINI E RENZI

 

Non vorrei mi fraintendeste, lo so che il Matteo da me prediletto tocca a stento il 5 per cento e che con quella cifra fai poco in una democrazia pluripartitica. Ci fai poco, sì ma qualcosa lo fai: ad esempio dire che è una puttanata la decisione di ridurre a 1000 euro l’uso massimo del contante. Comunque figurati se voglio fare propaganda per l’ex presidente del Consiglio.

 

Quello che mi stupiscono sono i commenti al duello televisivo di ieri. Nei confronti di Renzi c’è un’antipatia diffusa che si taglia con l’accetta. Mi pare che alcuni commentatori si farebbero bruciare vivi anziché dire una parola a suo favore. Tu stesso, caro Dago, sei animato da un’avversione viscerale contro Renzi. E’ come se l’ex sindaco Firenze avesse compattato una massa enorme di antipatizzanti, e del resto è questa massa enorme di gente di destra e altrettanta di sinistra che buttò giù il pasticciatissimo referendum costituzionale da lui proposto.

SALVINI VESPA E RENZI

 

Che l’uomo abbia dei difetti e delle fisime è talmente evidente, non c’è da spenderci sopra una sola parola. Come ha scritto magnificamente Michele Salvati è un uomo che rifulge piuttosto nella “politics”, ossia nella lotta politica corpo a corpo, che non nelle “policies”, nell’elaborazione di politiche coerenti e credibili a medio termine. Tutto vero, ma che lui sia una delle poche risorse della nostra claudicante democrazia è semplicemente fuori discussione.

LO SCONTRO SALVINI RENZILO SCONTRO SALVINI RENZI

 

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