luigi di maio alessandro di battista gilet gialli

LA VERSIONE DI MUGHINI - DI MAIO SOGNA DI ALLEARSI COI GILET GIALLI (E QUELLI MANCO LO VOGLIONO). ALLORA DICO A QUELLI DEL PD E DINTORNI CHE SPASIMANO PER UN'ALLEANZA COI 5STELLE: VOLETE UNIRVI CON QUELLI DELLA RUSPA? INGIGANTIRE ULTERIORMENTE LA LISTA DELLE RICHIESTE TESE AD “ABOLIRE LA POVERTÀ”? MAGARI VOLETE LE TASSE AL 75%, OPPURE…

 

Lettera di Giampiero Mughini a Dagospia

GIAMPIERO MUGHINI

 

Caro Dago, per i tanti italiani che nel secolo scorso erano cresciuti nell’idea che Parigi fosse il centro del mondo ideale, la Francia era il Paese che ci aveva dato Jean Gabin e Brigitte Bardot, l’esistenzialismo sartriano, i film “nouvelle vague” di Jean-Luc Godard e François Truffaut, le canzoni di Serge Gainsbourg, il situazionismo del “joli mai” 1968, oltre che una letteratura che riempie decine di scaffali di una biblioteca appena decente.

 

Adesso un uomo che non ci delude mai (nel senso che mai viene meno la sua mediocrità morale e intellettuale), ossia il vice-premier Luigi Di Maio, vorrebbe importare dalla Francia i modi e le idee dei “gilets jaunes” che da alcune settimane scorrazzano per le vie di Parigi sfracassando vetrine e auto e tutto quanto si trova a portata di assalto della rabbia sociale stile terzo millennio.

 

Qualche giorno fa l’articolo di prima pagina che la “Repubblica” dedicava a questi eroi del nostro tempo cominciava dal ritratto di una ragazza-tipo di quel movimento.

 

GILET GIALLI DI MAIO DI BATTISTA TONINELLI GRILLINI

Una ragazza che lavorava in un ospedale, una che lavora molto e guadagna poco e la cui intera giornata è modellata da quella fatica tutto fuorché auto-rassicurante. Un personaggio impossibile da non prendere sul serio, perché di certo riassume i tratti umani e professionali di quanti stanno nei gradini i meno confortevoli della società moderna. Tantissimi.

 

Solo che il tratto più specifico del come i “gilets jaunes” avevano trascorso quella giornata parigina era un altro. Ossia che muniti di una ruspa erano entrati in un ministero e avevano scassato tutte le auto che stazionavano nel cortile di quel ministero.

 

luigi di maio gilet gialli

Un’azione che in qualche modo aveva giovato alla situazione reddituale e morale della ragazza di cui ho detto? Un’azione da cui imparare qualcosa e magari tradurla nel linguaggio delle possibilità della politica italiana? E a non dire che il capo della Repubblica francese non è stato sordo al grido di dolore sociale che veniva dal giallo di quei cortei.

 

Ha messo mano al portafoglio, ha appesantito il deficit dello Stato francese (immensamente inferiore al nostro e dunque più facile da aggravare), ha firmato delle elargizioni di denaro non propriamente irrisorie. Sembrerebbe servito a poco, dato che la ruspa s’è egualmente messa in movimento, eccome. E questa si chiama delinquenza, e non c’è altro termine a connotarla.

 

Ho visto che il capo (una donna) dei “gilets jaunes” ha respinto al mittente l’offerta politica di Di Maio, invitandolo a occuparsi delle faccende di casa sua. Ossia delle nostre. Ripeto, Di Maio non delude mai.

 

di maio gilet gialli

Tutto questo preambolo per rivolgermi a quanti (nel Pd e dintorni) spasimano per una possibile alleanza con i 5Stelle e non la finiscono di rimproverare Matteo Renzi di avere opposto un muro a questa possibilità.

 

Allearsi con quelli della ruspa? Ingigantire ulteriormente la lista delle richieste tese ad “abolire la povertà”? Dare non so quanto a non so chi, e tenendo presente che non c’è una lira nella cassa dello Stato? Volete migliorare la condizione della ragazza che lavora in ospedale da cui sono partito? Se sì, con quali soldi, presi da dove?

 

In Francia ci hanno provato col fare pagare il 75 per cento di tasse a quelli che guadagnano molto bene. Il risultato è che Gérard Depardieu ha chiesto la cittadinanza russa. Vogliamo provare a fare pagare il 75 per dento a quanti – come il sottoscritto – pagano già un sonante 50 per cento e passa? Perché no. Basta che Di Maio si affacci dal balcone e lo dica in un buon italiano.

 

GIAMPIERO MUGHINI

PUTIN CONSEGNA IL PASSAPORTO A DEPARDIEUEMMANUEL MACRON BRIGITTE GILET GIALLI

 

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?