MUSSARI VOLÒ SULL’AEROPORTO DI SIENA - VENERDÌ IL GUP DECIDE SE RINVIARE A GIUDIZIO L’EX CAPO DI MPS, INDAGATO CON GLI ALTRI 16 DELLA BANCA E DEGLI ENTI LOCALI CHE NEL 2007 ASSEGNARONO L’APPALTO AL FONDO GALAXY DELLA CDP - “FT”: LA ROVINA DI MPS FU L’ACQUISTO DI ANTONVENETA PER 10 MLD - “SPIEGEL”: PERCHÉ A SANTANDER I MANAGER DI MPS “OFFRIRONO, NON RICHIESTI, DUE MILIARDI IN PIÙ”? GIÀ, PERCHÉ?...

1 - AEROPORTO DI SIENA, ALTRA TEGOLA SU MUSSARI...
Gian Marco Chiocci per "il Giornale"

Sudava, e non solo per la prima calura estiva. Quel 6 agosto del 2010 l'ex numero uno della banca Monte Paschi di Siena e presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, sulla scia delle indiscrezioni di un'inchiesta che lo riguardavano da vicino, a malincuore fu costretto ad annunciare alla stampa di aver «ricevuto una informazione di garanzia dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Siena» con la quale veniva informato «di essere sottoposto a indagini per concorso morale in ordine ai reati di falso e turbativa d'asta,relativamente alla procedura di privatizzazione dell'aeroporto di Siena», per la precisione ad Ampugnano, località Sovicile.

Il neo presidente dell'Abi aggiunse di ritenersi «assolutamente estraneo alle ipotesi di reato ipotizzate dalla procura di Siena» ed esprimendo ciò che esprimono tutti gli indagati d'Italia, proclamò di «avere la massima fiducia nei confronti della magistratura senese».

Fu un brutto colpo per il rampante avvocato arrivato nella città del Palio dalla lontanissima Catanzaro, e qui cresciuto a pane e Pci, diventato poi adulto scalando coi Ds prima e il Pd poi i piani alti della banca più antica del mondo pur non essendo -lo ammise lui stesso - un banchiere. L'inchiesta che lo vedeva indagato insieme ad altre 15 persone, e che il prossimo 18 ottobre rischia anche di vederlo alla sbarra se il Gup riterrà la sua posizione meritevole di un processo, aveva preso il là due anni prima con ricorsi al Tar e presentazioni di esposti, il più duro stilato dal Comitato contro l'ampliamento dello scalo senese.

Questi 16 indagati, chi più chi meno, in tempi e situazioni differenti, avrebbero avuto un ruolo rispetto alle poco limpide procedure con le quali nel 2007, l' annus horribilis dell'acquisto a 10 miliardi di euro di Antonveneta voluta da parte di Mps (cioè di Mussari), venne trovato il partner privato della società di gestione Aeroporti di Siena formata da Comune di Sovicile, Comune e Provincia di Siena, Camera di commercio di Siena, Aeroporto di Firenze e ovviamente Banca Mps.

L'oggetto delle investigazioni riguardava il sospetto che il vincitore finale dell'appalto, e cioè il fondo di investimenti francese Galaxy di proprietà della Cassa depositi e prestiti, avesse goduto quantomeno di una corsia preferenziale rispetto ai concorrenti. E i primi sentori di ciò agli inquirenti erano arrivati scoprendo contatti e frequentazioni, precedenti alla pubblicazione dell' «invito a manifestare interesse» per la gara, tra Galaxy e più soci dello scalo aeroportuale a 20 chilometri da Siena.

Rispetto alle consistenti modifiche di ampliamento ipotizzate per lo scalo (da 5mila a 100mila passeggeri) i dirimpettai dell'aeroporto alzarono le barricate guidati dall'erede del conte di Durham, Fred Lambton, arrivando a manifestare davanti alla National Gallery di Londra che ospitava una collettiva di maestri rinascimentali senesi. La chiusura delle indagini, a fine novembre 2011.

Tra gli indagati anche il consigliere della Cassa depositi e prestiti Luisa Torchia, catanzarese come Mussari, già con incarichi in Mps, plurintercettata, che proprio per questo incidente -si dirà - verrà stralciata all'ultimo momento dalla lista dei ministri (Funzione Pubblica) del nascente governo Monti. Indagato per falso in atto pubblico invece l'Ad dell'aeroporto di Siena, Claudio Machetti, oggetto di telefonate con quel Mussari che nei momenti caldi dell'affare - annota la Gdf che ascolta le chiacchierate tra i due- si incontra con il senatore Pdl Franco Mugnai (mai indagato, vicinissimo all'ex ministro dei trasporti Altero Matteoli) beneficiario di una consulenza da 250mila euro pagata, a fronte di regolare prestazione, dall'aeroporto di Ampugnano. Lo stesso Matteoli ammetterà di essersi interessato allo scalo convocando una conferenza dei servizi.

Quando carabinieri e finanza irrompono nella Banca, nella Fondazione e all'Enac, oltre che nel suo ufficio, Mussari sbotta al telefono, sempre con Machetti: «Sono disposto a capire quando si parla della gente che ruba o prende mazzette o si corrompe ma in questo caso non si vede come si possa agire così». E dal brogliaccio sintetico delle intercettazioni così conclude lo sfogo: «A volte dice (Mussari, ndr) che gli viene voglia di non fare nulla per questo Paese ».

Un mese dopo sarà presidente dell'Associazione bancaria italiana. Nelle carte dell'inchiesta spuntano anomali dettagli che hanno fatto riflettere, e molto, gli investigatori. A un certo punto si dà conto dell'esame del computer personale del presidente della banca del Monte dei Paschi sequestrato da carabinieri e finanza. Nel libro Mussari Giuseppe, una biografia non autorizzata di Raffaele Ascheri si legge: «Una volta analizzato il contenuto gli inquirenti si accorgono di una cosa alquanto strana: c'è tutta la corrispondenza preestate 2007 e tutta quella successiva.

La gara d'appalto è del 10 settembre 2007. Tutta la corrispondenza della lunga e calda estate 2007 è letteralmente evaporata». Scrivono gli investigatori: «Durante la consultazione della copia certificata su hard disk esterno (...) emergono dubbi circa il fatto che siano state rimosse volontariamente e-mail nell'arco temporale che va dal 29 giugno al 13 ottobre 2007 (...).

Per tale motivo - continuano gli inquirenti -stante le precedenti perquisizioni già eseguite nei primi mesi del 2010 nei confronti di dirigenti di Banca Mps e Fondazioni Mps quali Rizzi Raffaele (l'avvocato del gruppo) e Biscardi Lorenzo, siano state cancellate mail riguardanti l'argomento aeroporto di Siena».

L'inchiesta, corposa e complessa, nel giugno scorso approda alla richiesta di rinvio a giudizio per Mussari. La procura di Siena fa sapere di aver anche informato i consigli dell'ordine degli avvocati di Siena, Roma e Milano e che per l'avvocato-presidente dell'Abi e per l'allora capo dell'ufficio legale di Monte Paschi «è stata esercitata l'azione penale». Adesso la parola passa al gup che venerdì dovrà esprimersi sull'indagato eccellente e sui coindagati minori, tra i quali il responsabile della procedura di selezione dei candidati dell'appalto di Ampugnano che dalle perizie tecniche risulta presente quando in realtà le celle del cellulare lo posizionano altrove.


2 - LO STUPORE DELLA STAMPA ESTERA: ANTONVENETA UNA ROVINA PER MPS...
Gian Marco Chiocci per "il Giornale"


Il suicidio di Antonveneta avvenuto nel 2007 per volontà di Mps che pagò 10,3 miliardi di euro l'istituto del Nord est che solo due mesi prima era stato acquistato da Santander per 6,6, ha lasciato interdetta anche la stampa internazionale. La testata regina della City, il Financial Times , ha riservato per prima a Rocca Salimbeni un approfondimento che ne ha evidenziato la fragilità finanziaria paventando il rischio di una «nazionalizzazione totale o parziale»della banca.

In quanto l'istituto non sarebbe nelle condizioni di presentare piani credibili per il miglioramento del proprio capitale. Per il giornale londinese l'origine dei guai andrebbe ricercata nell'acquisto di Antonveneta, la cui valutazione è stata definita eccessiva «anche per i tempi in cui fu effettuata». La due diligence del Ft si è spinta, in realtà, ad analizzare il complesso di relazioni che l'azienda ha creato, in mezzo millennio, col territorio e con i soggetti economici locali.

Un rapporto di simbiosi che ha favorito, da un lato, una crescita esponenziale di un pil locale tra i più alti d'Europa ma che ha anche creato le condizioni di una generalizzata «pigrizia economica» pericolosa per l'affermazione di «meritocrazia e innovazione». Perché, un sistema come quello senese, ha sintetizzato il Ft , è un semplice scambiarsi soldi tra amici.

In realtà,che esista il rischio di una perdita di controllo sull'istituto, da parte degli azionisti, ha confermato al Wall Street Journal lo stesso Ad di Mps, Fabrizio Viola, quando si è soffermato, in una recente intervista,sulla necessità di«rivitalizzare la banca» e di «ottenere un livello di rifinanziamento necessario a ripagare il debito nei confronti dello Stato in un tempo ragionevole». Il top-manager si riferiva ai 3,4 miliardi di Monti bond sottoscritti dal Tesoro che hanno dato un po' di ossigeno all'istituto per muovere qualche pedina.

Anche per la «bibbia» della finanza yankee, i guai sono iniziati con Antonveneta, un'operazione che ha indebolito la tenuta finanziaria di Mps costringendolo a un indebitamento che oggi si sta rivelando una zavorra insopportabile. L'acquisizione di Antonveneta è stata fatta da «gente,che evidentemente s'intendeva poco di mercati finanziari, e molto di storia del Palio, di contrade e di altre cerchie di potere», è stato lo sferzante commento del settimanale Der Spiegel tradotto per i concittadini senesi dal blog Il Santo .

I tedeschi si chiedono quello che oggi si chiedono tutti: perché a Santander i manager senesi «offrirono, non richiesti, due miliardi in più» in una gara al rialzo che ha costretto Mps a finanziare l'acquisto di Antonveneta «anche con un aumento di capitale di cinque miliardi di euro, da reperire presso gli azionisti»? Già, perché?

 

 

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