LEGA LADRONA – TRISTE FINALE PER BOSSI: LA FINANZA PERQUISISCE LA CASA DEL RAMPOLLO PER LO YACHT IN TUNISIA

Alessandro Franzi per l'ANSA

Finito in Tunisia, probabilmente in contemporanea allo scoppio dello scandalo dei rimborsi elettorali della Lega, lo yacht da 2,5 milioni di euro di Riccardo Bossi verrà probabilmente sequestrato. Da quanto si è saputo, infatti, questa è l'intenzione della Procura di Milano, che ha avviato contatti per una rogatoria con le autorità tunisine, dopo che la barca, finita nell'inchiesta sull'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, è stata scovata - come rivelato dal Corriere della Sera - nel porto di Port El Kantaoui, spingendo in mattinata Roberto Maroni a invocare chiarezza.

Intanto, in serata gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano si sono presentati nella casa milanese del primogenito del Senatur per una perquisizione a 'caccia' di documenti relativi a quell'imbarcazione che, secondo le indagini, sarebbe stata acquistata con un'appropriazione indebita dell'ex tesoriere Belsito. Un blitz disposto oggi dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e che riguarda anche il presunto prestanome a cui è intestata la società inglese che sarebbe proprietaria del 'Sunseeker'.

Un anno fa era stata una laurea, forse recuperata in Albania, a gettare sospetti sulla Lega e sulla famiglia di Umberto Bossi, in particolare sul secondogenito Renzo, che ha sempre negato la circostanza. Adesso è quello yacht ribattezzato 'Stella', per i pm riconducibile appunto al primogenito Riccardo, a riportare l'attenzione su come i rimborsi elettorali sarebbero stati usati fino alla primavera 2012 dall'ex tesoriere già allora indagato per appropriazione indebita e per truffa aggravata, poi espulso dal Carroccio, e arrestato la scorsa settimana con l'ulteriore accusa di associazione a delinquere.

Proprio da quel giorno si parla dello yacht che il giovane Bossi "avrebbe acquistato avvalendosi di un prestanome", Stefano Alessandri, anche lui (pare) pilota di rally. Su Alessandri, così come su Riccardo Bossi, gli investigatori in queste ore stanno effettuando accertamenti (il figlio del Senatur è già indagato per appropriazione indebita per le spese coi fondi della Lega).

Tuttavia come un anno fa è il potere di un'immagine a dare corpo più delle parole alle ipotesi dei magistrati milanesi: quella della barca blu e bianca pubblicata dal quotidiano di via Solferino in un reportage.

"Se fosse vero che è stata comprata con i soldi della Lega - ha commentato il segretario Maroni dopo la lettura dei giornali, riprendendo dichiarazioni già fatte sul famoso caso dei diamanti -, richiederemo subito il sequestro perché sarebbero soldi della Lega che devono tornare alla Lega".

L'avvocato Domenico Aiello ha spiegato di aver ricevuto da Maroni "l'incarico di verificare se nel bilancio 2007/2008 della Lega vi siano state uscite in qualche modo riconducibili all'acquisto o alle spese o ai costi inerenti a questo yacht ed eventualmente di procedere, in sede giudiziaria, civile e penale, nei confronti dei responsabili di condotte appropriative e inoltre di chiedere il sequestro dell'imbarcazione".

L'idea della nuova dirigenza leghista è che Belsito ormai è "il passato", e come tale viene trattato. Un passato che però torna ciclicamente, visto che il Senatur, indagato per truffa ai danni dello Stato, rimane pur sempre presidente della Lega. E i due figli tornati nell'ombra sono, al netto di laurea e yacht, accusati di appropriazione indebita.

Davanti ai racconti circa quella lussuosa imbarcazione di 21,01 metri, due motori da 1.550 cavalli, tre cabine e tre bagni per 6 persone e 2 membri di equipaggio, il segretario e governatore della Lombardia ha mostrato, insomma, di non voler sottovalutare il caso.

Anche in via Bellerio si attendono dunque gli sviluppi delle mosse della Procura di Milano, da cui in serata si è appreso che la Gdf avrebbero avviato i contatti con le autorità tunisine, attraverso un magistrato di collegamento, in vista di una rogatoria per poter chiedere e ottenere il sequestro dello yacht.

In mattinata, la Gdf ha anche ascoltato come teste il cronista del Corriere che ha individuato l'imbarcazione in Tunisia, acquisendo inoltre alcuni documenti relativi all'imbarcazione da lui stesso rintracciati.

 

RICCARDO BOSSI IN PISTA jpegRICCARDO BOSSI ALLE CORSE YACHT DI RICCARDO BOSSI IN TUNISIA FOTO GUASTELLA PER IL CORRIERE YACHT DI RICCARDO BOSSI IN TUNISIA FOTO GUASTELLA PER IL CORRIERE YACHT DI RICCARDO BOSSI IN TUNISIA FOTO GUASTELLA PER IL CORRIERE UMBERTO BOSSI E FRANCESCO BELSITO FRANCESCO BELSITO CON UMBERTO BOSSIlega ladrona bossi belsito foto e baraldi YACHT DI RICCARDO BOSSI IN TUNISIA FOTO GUASTELLA PER IL CORRIERE

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