israele popolazione israeliana benjamin netanyahu

NETANYAHU HA FATTO IN-GAZARE IL MONDO – SECONDO UNA SERIE DI SONDAGGI NAZIONALI IN 24 PAESI, LE OPINIONI NEGATIVE SU ISRAELE E SUL SUO PREMIER SONO AUMENTATE DALL’ATTACCO DI HAMAS DEL 7 OTTOBRE – CIRCA 7 PERSONE SU DIECI BOCCIANO “BIBI”, MENTRE SOLO UN TERZO ESPRIME UN PARERE POSITIVO VERSO ISRAELE – ANCHE I CITTADINI DELLO STATO EBRAICO SONO CONSAPEVOLI CHE L’OPERATO DI NETANYAHU STA PROVOCANDO DANNI ALL’IMMAGINE DEL LORO PAESE…

Estratto dell’articolo di Francesca Ghirardelli per "Avvenire"

 

benjamin netanyahu

Un’opinione negativa, in progressivo peggioramento, nei confronti di Israele e una generale mancanza di fiducia verso il suo primo ministro Benjamin Netanyahu. Sono le posizioni che emergono da una serie di sondaggi nazionali che hanno coinvolto circa trentamila persone in ventiquattro Paesi. I rilevamenti sono stati condotti fra gennaio e aprile di quest’anno dal Pew Research Center di Washington che ha poi elaborato i risultati e li ha pubblicati il 3 giugno.

 

«Mentre in alcuni Paesi le indagini hanno avuto inizio durante il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, nella maggior parte degli altri il lavoro sul campo si è svolto dopo la ripresa della violenza» sottolinea Laura Silver, direttrice associata dell’istituto di ricerca. […]

BENJAMIN NETANYAHU A GAZA

 

Facendo una media percentuale dei risultati nei ventiquattro Paesi, solo tre intervistati su dieci esprimono un parere positivo verso Tel Aviv. Poco più di sei su dieci (62%) ne hanno uno negativo. I partecipanti negli Stati Uniti sono stati meno severi: dà un giudizio sfavorevole metà del campione, il 53%. Si tratta però di una percentuale in forte aumento, di ben undici punti, rispetto al 42% del marzo 2022, cioè prima dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e della successiva invasione israeliana della Striscia di Gaza.

 

Ancora più rilevante è il confronto con il 2013, quando ad avere un’opinione negativa di Tel Aviv era solo il 27% degli statunitensi. Nell’Unione Europea, oggi, il giudizio più duro proviene dai Paesi Bassi, dove quasi otto intervistati su dieci hanno un’opinione sfavorevole, poi da Spagna e Svezia (entrambe al 75%), e a seguire dalla Grecia (72%). In Italia la percentuale di sfavorevoli è del 66%, erano il 61% dodici anni fa. Ancora più marcato è il divario del dato storico nel Regno Unito, dove si è saliti dal 44% del 2013 al 61% di oggi.

 

proteste contro bibi netanyahu

[…] Con l’eccezione della Francia, dove diminuiscono del 2% (ma lì calano anche quelli positivi, di ben sei punti percentuali). Eppure in alcuni casi crescono contemporaneamente anche le opinioni favorevoli a Israele, e questo si spiega con la diminuzione della percentuale di indecisi e di coloro che preferiscono non rispondere alla domanda. In Italia si è passati dal 23% dei giudizi positivi su Israele nel 2013 al 29% di oggi, in Germania dal 27% al 31%.

 

A livello globale i giudizi più negativi si registrano in Turchia, dove nove intervistati su dieci dichiarano di avere un’opinione sfavorevole. In Giappone e in Indonesia si sfiorano gli otto su dieci. […]

 

proteste contro bibi netanyahu

Facendo una media delle percentuali nazionali, sette intervistati su dieci dichiarano di non avere fiducia nell’operato del premier. Ancora più basso il gradimento che si registra in Spagna, dove afferma di non fidarsi l’84% del campione, e subito a seguire in Italia, dove otto partecipanti su dieci non gli danno credito.

 

In Europa, è l’Ungheria a mostrare il parere meno duro, con il 57% che risponde di non avere fiducia. Percentuale vicina a quella rilevata negli Stati Uniti, che è del 52%. Lì solo un intervistato su tre si dice fiducioso che il premier Netanyahu scelga di fare la cosa giusta per gli affari mondiali. Gli israeliani dimostrano, per ampia parte, di essere consapevoli di questi giudizi severi nei confronti del loro governo che giungono dall’esterno.

i parenti degli ostaggi del tikva forum contro benjamin netanyahu 3

 

I ricercatori del Pew Research Center accostano ai risultati dell’ampio sondaggio un’indagine svolta entro i confini di Israele. L’esito di questo ulteriore rilevamento è che il 58% degli israeliani pensa che il Paese « non sia molto» o « non sia affatto» rispettato a livello internazionale. Percepisce, invece, un certo rispetto il 39% del campione. Queste opinioni sono rimaste sostanzialmente invariate dall’anno scorso. Tuttavia, da allora la specifica percentuale di israeliani per i quali il Paese « non è affatto rispettato» è aumentata di nove punti percentuali, passando dal 15% al 24%.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...