NETANYAHU VORREBBE ATTACCARE L’IRAN MA NON VUOLE METTERSI CONTRO TRUMP: “BIBI” HA PAURA CHE UN ACCORDO TRA STATI UNITI E TEHERAN, SIA PENALIZZANTE PER ISRAELE – IL TEMA E’ MILITARE: “L'IRAN PRODUCE CENTINAIA DI MISSILI BALISTICI OGNI MESE. I SITI DI PRODUZIONI SONO SPARSI IN TUTTO IL PAESE, E QUESTO RENDE PIÙ DIFFICILE DISTRUGGERLI. LA QUALITÀ DEI MISSILI NON È ECCELSA, MA LA QUANTITÀ PUÒ SATURARE LE DIFESE AEREE. OGNI RITARDO NEGLI EVENTUALI RAID AMERICANI PERMETTERÀ A TEHERAN DI AUMENTARE IL SUO ARSENALE, E DI FAR PAGARE UN PREZZO PIÙ ALTO AGLI USA E AI SUOI ALLEATI IN CASO DI SCONTRO” - NETANYAHU HA INCONTRATO A WASHINGTON GLI INVIATI DI TRUMP, STEVE WITKOFF E JARED KUSHNER - IL PRESIDENTE ISRAELIANO ISAAC HERZOG: “SPERO CHE L'INCONTRO TRA NETANYAHU E TRUMP CONTRIBUISCA A COMBATTERE L'IMPERO DEL MALE DELL'IRAN”
NETANYAHU VEDE WITKOFF E KUSHNER, 'DISCUSSO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN'
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
(ANSA) - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato a Washington gli inviati del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta l'ufficio del primo ministro israeliano sottolineando che nel corso dell'incontro, i tre hanno "discusso di questioni regionali e hanno fornito un aggiornamento sul primo round di negoziati tenutosi con l'Iran venerdì scorso".
HERZOG, L'INCONTRO TRUMP-NETANYAHU CONTRIBUISCA A COMBATTERE 'L'IMPERO DEL MALE' IRANIANO
benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2
(ANSA-AFP) - CANBERRA, 11 FEB - Il presidente israeliano Isaac Herzog ha dichiarato di sperare che l'incontro tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump previsto per oggi a Washington contribuisca a combattere quello che ha definito "l'impero del male" dell'Iran.
Herzog ha augurato a Netanyahu e Trump "successo" nel "portare la pace" e nel discutere "la prossima fase" del piano per Gaza. "E' importante per tutti noi e spero ci porterà a tutti un futuro migliore", ha affermato il presidente israeliano da Canberra in Australia, dove si trova attualmente in viaggio.
MEME SULLA RISPOSTA ISRAELIANA ALL ATTACCO IRANIANO
KING BIBI E IL PRESSING SUGLI USA PER UN BLITZ
Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “La Stampa”
Mai credere a una notizia finché non viene smentita, diceva Otto von Bismarck. Il suo capolavoro fu farsi dichiarare dalla Francia una guerra che era lui a volere a tutti i costi e che portò alla nascita del secondo Reich tedesco. Qualcosa di simile ha di sicuro in mente Benjamin Netanyahu mentre si dirige alla Casa Bianca. Un secondo round, questa volta decisivo, con il nemico esistenziale, l'Iran.
Ma non può essere lui, in questo momento, ad aprire il conflitto e ad apparire nemico della pace. Le preoccupazioni israeliane […] riguardano una possibile intesa Usa-Repubblica islamica […]: «C'è il timore che i negoziati in Oman portino a un accordo non buono per noi. Non sono colloqui tra Witkoff, Kushner e gli iraniani. Ci sono di mezzo i turchi, il Qatar, i sauditi e gli egiziani. Ci sono molti attori regionali che influenzano Trump».
benjamin netanyahu donald trump mar a lago.
Questa è la principale variante che riduce i margini di manovra di Israele. Un inedito blocco turco-arabo sta emergendo nella regione e ha isolato gli Emirati, la maggiore sponda nel Golfo per Gerusalemme. L'altro elemento è militare. Lo ha riassunto l'analista Ron Ben-Yishai sul sito specializzato Israel Radar: «L'Iran produce centinaia di missili balistici ogni mese. I siti di produzioni sono sparsi in tutto il Paese, e questo rende più difficile distruggerli. La qualità dei missili non è eccelsa, ma la quantità può saturare le difese aeree. Ogni ritardo negli eventuali raid americani permetterà a Teheran di aumentare il suo arsenale, e di far pagare un prezzo più alto agli Usa e ai suoi alleati in caso di scontro».
l appello agli iraniani di benjamin netanyahu
Le previsioni su quello che accadrà hanno uno spettro amplissimo. L'ipotesi più accreditata è quella di un blitz di portata limitata da parte di Trump, dopo un probabile stallo nei negoziati, con una risposta iraniana altrettanto contenuta. Ma c'è chi non esclude un'azione innescata dalla stessa Israele con un successivo coinvolgimento statunitense. I tempi sono stretti, però.
Nella seconda metà di febbraio navi cinesi e russe si uniranno alle iraniane per manovre nel Golfo e nell'Oceano indiano. Si rischia una collisione tra grandi potenze. Se questi scenari verranno smentiti con forza a Washington, da Trump e King Bibi, potremo cominciare a preoccuparci.
BENJAMIN NETANYAHU ALL ONU DENUNCIA IL PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO
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