anna ascani

NEL GIGLIO TRAGICO DEL SULTANO MATTEO BRILLA UNA NUOVA STELLA: È QUELLA DI ANNA ASCANI, 28 ANNI, UMBRA DI CITTÀ DI CASTELLO E DEPUTATA PIÙ GIOVANE DELLA LEGISLATURA – HA COMINCIATO COME ULTRAS DI ENRICO LETTA, AGGANCIATO A SOLI 19 ANNI, MA QUANDO IL SUO GOVERNICCHIO È CADUTO LO HA PRONTAMENTE MOLLATO – ADESSO GIRA DI TALK IN TALK, NOVELLA PREZZEMOLINA, FINO ALLA CONSACRAZIONE DEFINITIVA DI QUEL “PORTA A PORTA” REGISTRATO DA CERNOBBIO

Stefano Filippi per “il Giornale”

 

ANNA ASCANI 1ANNA ASCANI 1

Girano le pale su Cernobbio, volteggia l' elicottero di Palazzo Chigi, Matteo Renzi si tuffa dal velivolo di Stato nel lago degli imprenditori. Il workshop Ambrosetti attende il premier, e il giorno dopo anche l' autodromo di Monza e la festa dell' Unità di Milano.

 

L' unico impegno ufficiale, da presidente del Consiglio e non da tifoso Ferrari o capo partito, è il primo. E a Villa d' Este, raccontano cronache maliziose, il rottamatore si fa accompagnare dall' ultima stella spuntata nel suo firmamento personale: Anna Ascani, 28 anni, umbra, single, la più giovane deputata del parlamento italiano.

renzi a cernobbio con la boschi nirenzi a cernobbio con la boschi ni


Qualcuno spiffera che la Ascani sarebbe scesa dall' elicottero presidenziale cinque minuti dopo il premier. Il quale dunque avrebbe offerto alla «nuova fiamma» un passaggio in volo, un sigillo di predilezione. Da Palazzo Chigi hanno smentito.

 

L' onorevole ha fatto sapere con un paio di tweet che proveniva da Berlino, dove aveva partecipato al Mercator European Dialogue e sopportato i disagi degli scioperi Lufthansa. Ma a Cernobbio la giovane Anna c' era e ha registrato una puntata di Porta a porta sull' immigrazione e il diritto d' asilo. Sollevando qualche gelosia tra le «renzine» della prima e seconda ora presenti a Villa d' Este, come le ministre Maria Elena Boschi e Marianna Madia.

ANNA ASCANIANNA ASCANI


La Ascani è una «renzina» dell' ultim' ora, anche se mostra di tenere ancora qualche distanza. Lo scorso giugno, dopo la sconfitta ai ballottaggi, ha precisato di non essere «né renziana né antirenziana» ma «del Pd e basta» e ha rimproverato il premier: «Deve occuparsi di più del partito; se fai il presidente del consiglio non puoi fare anche il segretario».


Era lettiana e non ha mai risparmiato critiche alla scalata dell' ex sindaco di Firenze. Ma con Renzi, in realtà, ha parecchi punti in comune. È stata scout e non perde occasione di ripetere uno dei motti di Baden-Powell: «Cercate di lasciare questo mondo un po' migliore di come l' avete trovato». È figlia di un democristiano, Maurizio Ascani, che fu anche vicesindaco di Città di Castello (Perugia) alla fine degli Anni 80 in una giunta anomala guidata da un sindaco Pci.


Ancora. Si è fatta largo con le primarie. È giovane. È determinata e secchiona, come documentano le statistiche di Montecitorio: presente all' 84 per cento delle votazioni elettroniche, rarissimamente (0,25 per cento) ha votato contro le indicazioni del capogruppo, ha presentato 7 proposte di legge come prima firmataria, ha sottoscritto fiumi di interpellanze, interrogazioni, mozioni. Il massimo sarebbe stato avere avuto i natali in Toscana, ma in fondo Città di Castello è a una manciata di chilometri dalla provincia di Arezzo, quella della ministra Boschi.

anna ascani dqanna ascani dq


Insomma, era destino che Ascani finisse tra le braccia del premier-segretario. La cosa è avvenuta per gradi, perché il distacco dall' ala lettiana ha richiesto una certa elaborazione. Quella per Enrico Letta era stata una vera folgorazione. A 19 anni, con il diploma di liceo classico in tasca (voto 100), Anna scrive una mail al futuro premier piena di fervore annunciandogli di volere spendersi per la sua candidatura a segretario, e pochi mesi dopo ottiene il primo posto nella corrispondente lista alle primarie.


Un paio d' anni dopo, tra un esame e l' altro di Lettere e filosofia (110 e lode sia alla laurea triennale sia alla magistrale), entra nella segreteria regionale retta da Maria Pia Bruscolotti. A 23 anni le donne Pd dell' Umbria, feudo bersanian-dalemiano, la eleggono loro portavoce e il 29 dicembre 2012 arriva terza alle primarie umbre per la Camera. Nonostante la pioggia di ricorsi, quel risultato equivale a un seggio sicuro.

anna ascanianna ascani


Il lutto ascaniano per la caduta del governo Letta è stretto. Ma Renzi nota ben presto la deputata dalla lingua sciolta membro della Commissione cultura che ogni mese regala mille euro di indennità parlamentare a qualche Onlus e si era messa a fare da tramite fra i precari della scuola e le Camere. Il suo sogno segreto, dice Anna Ascani, è quello di insegnare filosofia nel liceo classico di Città di Castello dove ha studiato.


Nel frattempo, come la moglie di Renzi, si muove tra graduatorie e tirocini. Con un infortunio che l' ha avvicinata ulteriormente a Matteo. Perché anche lei a volte non la racconta giusta.

MADIA RENZIMADIA RENZI


Qualche mese fa le è capitato infatti di dire che era già abilitata all' insegnamento; ma i grillini hanno fatto una verifica scoprendo che non era vero: si era iscritta al Tfa (tirocinio formativo attivo) come altre migliaia di aspiranti docenti senza però concluderlo. Lei ha dovuto ammettere di aver detto «una cosa imprecisa e sbagliata». Ha spiegato sulla bacheca Fecebook che si era tirata indietro; da parlamentare che si occupa di questioni scolastiche le era sembrato inopportuno, non voleva alimentare sospetti di favori o altro.
Aggiunse che le era stata indirizzata una «gittata di fango che non si riserva a mafiosi, corrotti o ladri». Conoscevamo la gittata dei cannoni o dei missili, non del fango: per fortuna dei suoi futuri alunni, Anna Ascani vuole insegnare filosofia e non italiano.

maria elena boschi marianna madiamaria elena boschi marianna madia


Gaffe nella gaffe. Che però l' ha resa ancora più simpatica a Renzi che l' ha arruolata nella task-force per trattare con i sindacati degli insegnanti la riforma della «buona scuola». Il premier si fidava molto più di lei che del ministro Stefania Giannini. Voci del Transatlantico la vorrebbero addirittura già in corsa per il dicastero dell' Istruzione, dopo essere entrata nel totonomi come ministro dopo le dimissioni di Maria Carmela Lanzetta.


Invece che in cattedra, Anna è apparsa in tv. Si è rifatta il look, capelli stirati e tacco aggressivo, ed è entrata nel giro strettissimo delle prezzemoline che ruotano sulle poltrone dei talk show: la registrazione di Porta a porta di Cernobbio ha coronato il pellegrinaggio tra Unomattina e Quinta colonna, Di martedì e Matrix , Virus e Agorà , dove ha affinato la dote di far saltare la mosca al naso del leghista di turno.

alessandra moretti e matteo renzialessandra moretti e matteo renzi


Così, un passo dopo l' altro, senza sgomitare (non è nel suo stile composto e perbenino), la giovane democratica rampante è entrata nel giglio magico. Dove in realtà non ha trovato accoglienze entusiastiche. I rapporti più stretti sono con le deputate Simona Malpezzi, altra «pasionaria» della buona scuola renziana, e Alessia Rotta, responsabile comunicazione del Pd. Tutte e tre hanno recentemente firmato, con altri 41 colleghi di maggioranza, una lettera aperta a Renzi chiedendo che la parità scolastica diventi una realtà concreta.


Le altre seconde file delle quote rosa democratiche sono invece più fredde: Simona Bonafé, Alessia Morani, Pina Picierno, Alessandra Moretti. Per non parlare delle primedonne come le ministre Boschi e Madia, o Federica Mogherini, o la numero 2 del partito Debora Serracchiani.

serracchianiserracchiani


Tutte giovani, belle, eleganti, impegnate, presentissime in tv e gelosette delle «new entry» che si affacciano alla ribalta del partito. E alle quali non perdonano certi distinguo.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...