PAPA DON’T CRY - DOPO LO SHOCK DELLA “FUGA” DI RATZINGER, I PORPORATI VANNO ALLA RICERCA DI UN PONTEFICE PALLUTO - CHI PIANGE TROPPO È FUORI: SEMBRA QUESTA LA SORTE CHE TOCCHERÀ AL CARDINALE MARC OUELLET, CONSIDERATO TROPPO SENSIBILE - MA “LA MACCHINA DELL’INCENSO” SI È ATTIVATA ANCHE CONTRO L’INCROLLABILE SCOLA: NON PIANGE, MA PARE CHE UNA PSICOLOGA LO SEGUA DA TEMPO...

Franco Bechis per "Libero"

Saletta Alitalia all'aeroporto di Fiumicino di Roma. Nell'ultima settimana è facile che gli incontri fra personalità si moltiplichino. Politici di tutti i fronti in attesa di un aereo che li porti a un comizio degli ultimi giorni di campagna elettorale. Staff, giornalisti al seguito, e da qualche giorno anche cardinali e vescovi che a Roma sono venuti per capire qualcosa di più delle dimissioni di Benedetto XVI, magari per un ultimo saluto, e perché no? Anche
per cogliere qualche indiscrezione sul conclave che sta per aprirsi. In effetti a Roma come
nelle altre salette vip degli aeroporti di mezzo mondo, quello è il principale argomento di discussione.

Sulla stampa nazionale e internazionale inizia a trasparire qualche nome, e alcuni di questi in effetti collimano passando i confini. Così capita che se ne discuta. Un leader del Pd che non si ricandida incontra ad esempio un vecchio amico come il ministro dei Beni
culturali Lorenzo Ornaghi, che guidò l'Università cattolica. E gli chiede: «Vero che il candidato più forte per la successione è il cardinale franco-canadese Marc Ouellet che guida la congregazione dei vescovi?». Ornaghi scuote la testa: «Dicono di no, che è troppo emotivo. È portato alla commozione, piange spesso».

Che c'è di male nelle lacrime? Da quando Benedetto XVI si è dimesso il Vaticano si è trasformato in una sorta di Muro del Pianto. Il Papa non ha disdetto alcun appuntamento,
e in qualche caso li ha perfino intensificati. Gruppi di fedeli, visite ad limina delle diocesi e delle conferenze episcopali regionali o internazionali. Il Papa sorride, legge i discorsi spesso da tempo preparati,ma ogni volta aggiunge qualcosa a braccio per fare capire che è proprio lui a parlare. Giovedì scorso ai sacerdoti di Roma è andato solo a braccio, con un discorso durissimo, senza una sbavatura.

Ma per quanto il Papa mostrasse serenità e dispensasse sorrisi, gli occhi degli astanti e perfino di famosi e importanti presuli iniziavano a inumidirsi e poi si scioglievano in lacrime. Piangevano come vitelli pretini e fedeli di provincia. Ma ha dovuto asciugarsi gli occhi anche il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini. Si è commosso incrinando la voce durante il suo discorso anche il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, e subito dopo ha sottolineato alla radio Vaticana che «questa è una cosa bella, che esprime quanto il Papa sia entrato nel cuore di noi vescovi e in quello del popolo di Dio». Lacrime di commozione, di cui evidentemente alla vigilia del conclave bisogna scusarsi, o che
comunque bisogna spiegare.

La macchina dell'incenso partita in Vaticano (la sorella della macchina del fango nella vita civile) è proprio su quelle lacrime che sta giocando la prima battaglia del conclave. Perché l'identikit del prossimo Papa lo ha già disegnato proprio con la motivazione ufficiale delle sue dimissioni Benedetto XVI: ci vuole un successore fisicamente integro, più giovane, e soprattutto forte nel fisico e nell'animo per portare sulle sue spalle il peso della conduzione
della Chiesa in un'epoca oscura e drammatica.

Sulla carta di identità c'è poco da fare: nessuno può ormai sbianchettare i propri natali o togliersi qualche anno di troppo. Per questo è importante quella «forza» fisica e morale. E come capita ad ogni vigilia di conclave, una volta individuato il tema più rilevante per la corsa, iniziano a circolare vocine, e in qualche caso perfino testimonianze o documenti scritti per indebolire il «papabile» ritenuto troppo forte. Così i «dossier lacrime» iniziano a
circolare ricchi di particolari. Veri o falsi che siano, raggiungono le persone che contano, magari vengono perfino pubblicati sulla stampa internazionale, colpiscono nel segno. Così tutti convinti che il cardinale Ouellet sia incline alle lacrime, e quindi un po' debole di nervi.

Analogo dossier «lacrime» sfiora il cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, e addirittura lo si inchioda a un pianto dirotto in cui si sarebbe sciolto dopo le critiche sulla
organizzazione di un viaggio in Austria di papa Giovanni Paolo II. Se uno piange alla prima difficoltà, non è in grado di reggere le sorti della Chiesa, è il veleno che con il ricordo
di questi fatti si somministra alla vigilia del conclave. E ce ne è per tutti i candidati in pole position. Anche per l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola, il candidato che ai nastri di partenza sembra sulla carta il più forte di tutti. Nessuno l'ha mai visto piangere, e quindi il dossier lacrime in questo caso non è stato preparato. Ma la vocina maligna punta a fare ancora più male. Forte e sicuro lui? Tutta apparenza, dicono i detrattori. Ma nella cartellina a lui riservata hanno inserito il nome di una amica psicologa che lo seguirebbe professionalmente da anni. Vero? Falso? Non importa: è la macchina dell'incenso che ormai si è messa in moto. E non è ancora a pieni giri...

 

Benedetto XVI con il cardinale Angelo Scolaarticle ANGELO SCOLA ARCIVESCOVO DI MILANO jpegpapa ratzinger benedetto lorenzo ornaghi MARC OUELLETCAMPAGNA ELETTORALE PER IL PROSSIMO CONCLAVE ANGELO BAGNASCO DA QUINK jpegChristoph SchoenbornCardinale Scola

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...