la russa calderoli

“NON C’È ALCUNA MANINA, NESSUNO SAREBBE COSÌ SCIOCCO” – IL MAI PALUDATO IGNAZIO LA RUSSA DOPO LA PUBBLICAZIONE SU LINKEDIN DELLE CRITICHE DELL’UFFICIO STUDI DEL SERVIZIO DEL BILANCIO DEL SENATO ALLA RIFORMA CALDEROLI SULL’AUTONOMIA ESCLUDE L’INTERVENTO DI QUALCHE MANINA – “NON C’È STATA ALCUNA MIA OPERAZIONE DI “MORAL SUASION”, SOLO UN ERRORE. I DOSSIER SONO TUTTI COSÌ, NON SONO MAI ELOGIATIVI. MI DICONO PERALTRO CHE ERA SOLO UNA BOZZA ANCORA SUB IUDICE…”

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per corriere.it

 

LA RUSSA CLADEROLI 3

Presidente Ignazio La Russa, è un caso politico la pubblicazione su Linkedin delle critiche dell’ufficio studi del Servizio del bilancio del Senato alla riforma Calderoli sull’autonomia differenziata delle Regioni. C’è chi sospetta l’intervento di una «manina». E c’è chi adombra l’ipotesi di un suo intervento dietro le quinte. Non sarà stata mica la sua quella «manina»?

«Ma no! Nessun presidente del Senato sarebbe così sciocco da fare una cosa simile esponendosi a giustificate critiche».

 

Ispirarla?

«Nemmeno. Comunque non c’è stata alcuna mia operazione di “moral suasion”. Sono relazioni che non passano mai dai miei uffici. Mi dicono che era peraltro solo una bozza ancora sub iudice».

LA RUSSA CALDEROLI

 

Lei ha qualche sospetto? Pensa sia stata una manovra del centrosinistra?

«Non c’è alcuna “manina”. Si è trattato di un puro errore».

 

Però nella stessa Lega si è temuta una manovra ostile al partito. Non lo era?

«Non c’è nessun retroscena di valenza politica. Era un dossier come tanti che per errore è stato pubblicato prima che venisse licenziato dagli uffici».

 

E lei non è intervenuto?

«Il mio unico intervento è avvenuto dopo che era sorto il caso ed è stato quello di dire che quel dossier non andava ritirato».

 

Perché?

«Sarebbe stato come nascondere la polvere sotto il tappeto. O, peggio, far gridare alla censura. Ho suggerito di dire semplicemente la verità e cioè che la pubblicazione era avvenuta per errore prima che si completasse l’iter normale in casi come questi».

 

ignazio la russa

Dalla Lega filtra il sospetto. C’è chi, come il capogruppo alla Camera Massimiliano Romeo, lascia «aperte tutte le ipotesi». Sbaglia?

«Ho parlato oggi pomeriggio con il ministro per gli Affari regionali e le autonomie della Repubblica, Roberto Calderoli, che conosce bene l’iter dei dossier, essendo stato a lungo vicepresidente del Senato. È consapevole del fatto che non ci sia stata alcuna manovra».

 

Cosa glielo fa pensare?

«Mi sono documentato prendendo in considerazione anche le sollecitazioni del capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia. Ho chiesto ai vertici degli uffici una completa relazione sulla vicenda che prima non conoscevo».

 

Però nel parere si esprimevano critiche forti, in sintonia con alcune che serpeggiano anche nel suo partito. Una coincidenza?

«I dossier sono spesso così».

 

ignazio la russa

Così come?

«Mettono sempre in evidenza anche le criticità. Non sono mai elogiativi. Non servono a dire: “Oh quanto è bella questa legge”. Semmai, trattandosi del Servizio del bilancio, mi sarei aspettato più attenzione ai numeri, piuttosto che ad altre valutazioni».

 

Condivide i timori espressi sulla possibilità che la riforma favorisca alcune regioni rispetto ad altre?

«Non tocca a me, da presidente del Senato, esprimere giudizi in merito. Ma se l’avessi scritto io quel parere sarebbe stato diverso».

 

In che modo?

ROBERTO CALDEROLI

«Sulla riforma, ripeto, non spetta al presidente del Senato valutare. Ma siccome sono nato politicamente prima di questo incarico (e spero di sopravvivere anche dopo), senza dire come lo avrei scritto le ripeto che io lo avrei scritto diversamente. Ma questo conta poco perché i dossier li scrivono i tecnici e non i politici».

 

Ma dubbi analoghi sulla riforma non circolano anche all’interno di Fratelli d’Italia?

«Non mi risulta che ci siano contrasti interni al governo sulle riforme. O almeno nessuno me ne ha parlato. Anzi, l’idea che mi sono fatto è che vi sia larga condivisione nel governo sulla materia».

roberto calderoli

 

(…)

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