renzi cantone -656055_tn

IL GIOCO DEI QUATTRO CANTONE - NON ESISTE UN’EMERGENZA O UNA CRISI, CHE NON SIA STATA AFFIDATA A RAFFAELE CANTONE - IL TAUMATURGO DI RENZI HA MESSO BOCCA SU TERREMOTO, EXPO, MOSE, MAFIA CAPITALE, OLIMPIADI, PRIMARIE PD E GIUBILEO - E DA LUI E’ PARTITO IL SILURO CONTRO CARLA RAINERI CHE HA MESSO IN CRISI VIRGINIA RAGGI

Marco Gorra per “Libero Quotidiano”

 

CANTONECANTONE

Ormai ci manca solo che gli affidino il moviolone della Domenica sportiva e la guida della giuria popolare del Festival di Sanremo. Sul resto, siamo già a posto: non esiste infatti più un' emergenza, una crisi, uno scandalo, un allarme, un pericolo la cui risoluzione non sia stata affidata a Raffaele Cantone.

 

Il quale Cantone nel breve volgere di poco più di due anni ha subito una metamorfosi, trasformandosi da semplice magistrato in qualcosa di più: una specie di messia della legalità, un pm taumaturgo capace di redimere le brutture del mondo soltanto toccandole, un paladino della rettitudine solitario argine al marciume che gli spunta tutto intorno.

 

PISAPIA CANTONE PISAPIA CANTONE

Per rendersi conto della centralità dell'uomo, basta notarne il ruolo di motore immobile dei due principali avvenimenti di attualità: da una parte il terremoto, con l'inedita comparsa di una sorta di indagine dell'Anticorruzione parallela a quella della procura; dall'altra il caso Campidoglio, con la relazione dell'Anac sulla nomina del capo di gabinetto Carla Raineri che ha funzionato da prima tessera del domino della valanga che ha investito Virginia Raggi. E non che questo sia stato una periodo particolare: archivio alla mano, difficilmente ci si imbatte in una settimana in cui l' uomo non abbia fatto la propria comparsa per investigare, controllare, vistare, vigilare.

 

RENZI CANTONERENZI CANTONE

Ora, non che al nostro difettino competenza e serietà. Curriculum tanto chilometrico quanto specchiato, Cantone si è da sempre segnalato come magistrato irreprensibile. Aggiungere la refrattarietà alla sbracata politica che pure caratterizza tanti suoi colleghi più o meno illustri (per capire, stiamo parlando di uno che ha avuto il fegato di parlare contro Rosy Bindi e la sua commissione antimafia trasformata in tribunale del popolo per decidere chi poteva candidarsi e chi no) e si avrà il profilo del civil servant dei sogni.

 

Il problema è che poi i sogni si avverano, ed alla politica viene effettivamente data l'opportunità di installarsi Cantone sul proscenio e di procedere a nascondersi dietro il di lui magistero nel disperato tentativo di darsi mediante esso una validazione altrimenti percepita come fuori portata. Con il risultato di trasformare un normale magistrato in una specie di foglia di fico collettiva di una intera classe dirigente.

RAFFAELE CANTONE NICOLA GRATTERIRAFFAELE CANTONE NICOLA GRATTERI

 

Artefice principale di questa trasformazione è stato Matteo Renzi, che per Cantone e per il suo ruolo di scacciamagagne ha dimostrato di avere notevole fascinazione fin dall' inizio. Inserito dapprima nella lista dei ministri (Giustizia, ovviamente) e poi depennato per motivi di opportunità, Cantone si vede risarcire con la nomina a capo dell' Autorità anticorruzione.

 

Un ufficio dai poteri non chiarissimi (la loro precisa definizione da parte del governo impiegherà qualche mese, non senza polemiche e bracci di ferro) ma dal potenziale immenso: «Lo proporrò come riferimento contro la corruzione», annuncia Renzi presentandone la nomina.

 

raffaele cantoneraffaele cantone

E dice sul serio. Quello che segue è un breve e perfettibile elenco delle situazioni in cui, da quel fatale marzo '14, Cantone si è trovato volente o nolente ad operare da riferimento contro la corruzione: appalti Expo a Milano; appalti Mose a Venezia; scandalo Mafia capitale a Roma (nel duplice ruolo di riferimento contro la corruzione degli appalti e di riferimento contro la corruzione della nuova giunta post-rimpasto); riforma della prescrizione da mettere nel ddl anticorruzione del governo; candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024; primarie contestate del Pd in Campania; organizzazione del Giubileo straordinario a Roma; inserimento del limite di pagamenti in contanti; gestione degli arbitrati per gli obbligazionisti secondari colpiti dal crac delle ormai celebri quattro banche.

 

cantone camussocantone camusso

Il tutto senza farsi mancare la politica politicante, dove non c' è stato incarico vacante (dal ministero dei Trasporti al Quirinale) per il quale non sia spuntato qualcuno a proporne il nome (si suppone senza nemmeno consultarlo).

 

Preso atto di come Cantone, ancorché integerrimo, sia pur sempre un essere umano e pertanto strutturalmente inadatto a redimere a mani nude i mali dell'umanità, resta da chiedersi come si sia potuti arrivare a tanto.

 

Vero che veniamo da vent'anni di delegittimazione totale della politica e di tutto ciò che le si muove intorno; vero che il culto della funzione salvifica della magistratura è diventato nel tempo religione civile riconosciuta e accettata; vero che dotarsi di un totem su cui scaricare le proprie responsabilità è tentazione difficile da resistere, specie si è la politica; vero che a sentire l'opinione pubblica quella in toga è una delle poche categorie che ancora si salvano in questo Paese.

 

Vero questo e vero un sacco di altre cose. Che però non riescono a dare la risposta alla domanda di cui sopra: basta l' onda lunga dell' antipolitica e del mito della società civile a fare sì che un Paese intero si consegni nelle mani di un magistrato intimandogli di raddrizzare il legno di cui è fatto? No, è evidente che non può bastare. Deve esserci qualcos' altro: solo, non lo si riesce a trovare. Forse sarà il caso di chiedere a Cantone di indagarci su.

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”