luigi di maio nicola zingaretti giuseppe conte

NON SOLO I 5STELLE, ANCHE IL PD SI E' ROTTO IL CAZZO DI CONTE - IL GOVERNO NON SI TOCCA, MA IRRITA IL PROTAGONISMO INSISTITO DEL PREMIER, CON LE CONFERENZE STAMPA A RIPETIZIONE, LE DECISIONI ASSUNTE E COMUNICATE AL PD IN ZONA CESARINI - CONTE VENGA AFFIANCATO DALLE “MIGLIORI RISORSE E INTELLIGENZE DEL PAESE”, UNA TASK FORCE DI ECONOMISTI, STATISTICI, TECNICI, PER UNA RIPRESA CHE NON SARÀ FACILE - DELRIO: “IN QUESTO MOMENTO L'OPINIONE PUBBLICA È RACCOLTA ATTORNO ALLE ISTITUZIONI MA SAPPIAMO BENE CHE QUESTI SENTIMENTI POSSONO POI TRASFORMARSI ANCHE IN RABBIA”

Fabio Martini per “la Stampa”

GRAZIANO DELRIO

 

C' è qualcosa di nuovo anzi di antico nella preoccupazione del Pd per un governo che marcia e si riassume tutto nella figura del presidente del Consiglio e quel filo d' ansia è espressa da un personaggio dal lessico prudente come Graziano Delrio: «In questo momento l' opinione pubblica è raccolta attorno alle Istituzioni ma sappiamo bene che questi sentimenti possono poi trasformarsi anche in rabbia».

 

nicola zingaretti giuseppe conte

Senza allarmismi o minacce, però quelle del presidente dei deputati del Pd sono le parole di una tradizione politica che ha vissuto sulla propria pelle successi e rimbalzi. Ma anche parole che non valgono per l' immediato, ma per le prossime settimane: il governo Conte non si tocca, ma attenzione perché il vento dell' emergenza ora sta spingendo l' esecutivo e però la stagione della ricostruzione sarà dura e dunque la maggioranza coinvolga ma per davvero «le migliori risorse e intelligenze del Paese». L' idea: quella di affiancare a Conte una task force di economisti, statistici, tecnici, in grado di fornire la massa critica necessaria per una ripresa che non sarà facile.

Roberto Gualtieri

 

Nelle parole di Graziano Delrio, uno dei capofila dell' ala «post-democristiana», c' è una preoccupazione condivisa in particolare dal vicesegretario Andrea Orlando, capofila dell' ala «post-comunista», ma anche da Nicola Zingaretti. È diffuso tra i capi del Pd un timore che è tornato ad attraversare le chiacchierate telefoniche di queste ore, ma anche i commenti (e le speranze) per l' andamento dell' Eurogruppo, affrontato dal presidente del Consiglio sulla linea massimalista dell' «Eurobond o niente», una linea che il ministro Pd dell' Economia Roberto Gualtieri ha lealmente rappresentato con gli altri ministri, ma sulla cui lapidaria inflessibilità aveva riservatamente espresso qualche riserva.

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINO IN CONFERENZA STAMPA

 

In queste ore nelle varie anime del Pd la premessa comune è quella di sempre: Conte non si discute, il Pd non vuole assolutamente governi di emergenza e anzi vuole potenziare quello che c' è. Ma c' è una novità e riguarda quel che è accaduto negli ultimi dieci giorni: il protagonismo insistito del Presidente del Consiglio, con le conferenze stampa a ripetizione, le decisioni assunte e comunicate all' alleato democratico in zona Cesarini.

 

Ma anche il legittimo, ritrovato protagonismo dei Cinque stelle e del loro ex leader, Luigi Di Mario, che ha conteso al ministro dell' Economia Gualtieri controllo e rapporti con «Sace», la società finanziaria che dovrà garantire i prestiti alle imprese secondo quanto previsto dall' ultimo decreto del governo.

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - SPERANZA - ZINGARETTI - BIANCONI - DI MAIO - CONTE

 

In queste ore lungo l' asse Pd-Economia-Chigi si è aperto sotto traccia un altro contenzioso che riguarda il ruolo delle banche e la tempestività a rischio nell' erogazione dei prestiti e dei rimborsi alle imprese e a questo riguardo il segretario del Pd è uscito allo scoperto: «Fondi per Partite Iva, cassa integrazione, buoni spesa, credito alle imprese. Scelte importanti. Ma ora un appello: tutti concentrati per un obiettivo semplice: FARE PRESTO. Non è una priorità, è LA priorità».

 

Nella prima linea del Pd tutto c' è tranne che l' idea di minare il governo. Da una settimana in tutte le occasioni Zingaretti e i principali dirigenti del Pd hanno rilanciato la formula antica - «cabina di regia» - che proprio per la sua genericità è stata interpretata in vario modo, soprattutto uno: coinvolgere nelle decisioni le opposizioni.

 

PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

Ma nel Pd c' è soprattutto l' idea di una guida collegiale del governo. Anche nella trattativa che si è svolta in questi giorni con l' Eurogruppo il Pd - pur non condividendola appieno - ha dato carta bianca a Conte e alla sua linea dura, nella speranza però che nelle battute finali tutto restasse affidato alle capacità negoziali del ministro Gualtieri e dell' ex presidente del Consiglio Gentiloni. Tutti e due del Pd.

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