andrei soldatov putin

NON ILLUDIAMOCI: I SERVIZI SEGRETI RUSSI NON ORDIRANNO MAI UN COLPO DI STATO CONTRO PUTIN - IL MOTIVO CE LO SPIEGA ANDREI SOLDATOV, UNO DEI MASSIMI ESPERTI DEGLI 007 DI MOSCA: "IL PRESIDENTE È AL POTERE DA MOLTO TEMPO E ABBIAMO UNA GENERAZIONE DI FUNZIONARI CHE HA FATTO CARRIERA SOTTO DI LUI. CIÒ LIMITA LA LORO COMPRENSIONE DELLA SITUAZIONE POLITICA. PER LORO È IMPENSABILE FARE QUALCOSA PER SFIDARE PUTIN. SONO MENO AMBIZIOSI RISPETTO ALLA GENERAZIONE PRECEDENTE" - "È MENO PROBABILE DI UN TEMPO CHE INTERVENGANO NEL QUADRO DELLA POLITICA. LUI CONTA PROPRIO SU QUESTO" - IL RUOLO DELL’FSB NELLA GUERRA "È SEMPRE PIÙ FONDAMENTALE PERCHÉ..."

Estratto dell'articolo di Federico Fubini per www.corriere.it

 

vladimir putin 3

La prima perquisizione della sua scrivania, ad opera dei servizi segreti di Mosca, Andrei Soldatov l’ha subita nel novembre del 2002. Lui aveva 27 anni e Vladimir Putin era presidente da meno di due. A innervosire il Cremlino allora era un articolo che Soldatov stava per pubblicare sul cruento assalto delle forze speciali al teatro della Dubrovka, per liberare gli ostaggi di un commando ceceno.

 

Da quel momento, a causa del suo lavoro di giornalista investigativo, Soldatov sarebbe stato interrogato a Lefortovo, le carceri sotto il controllo del servizio segreto russo Fsb, almeno altre quattro volte. Proprio dell’Fsb, erede del Kgb di epoca sovietica, Soldatov è uno dei massimi specialisti viventi.

 

vladimir putin 2

Il suo libro del 2012 «The New Nobility: The Restoration of Russia's Security State and the Enduring Legacy of the KGB» (PublicAffairs), scritto con Irina Borogan, è stato un bestseller internazionale e un caso editoriale in Russia stessa. La sua agenzia Agentura.ru è la più grande fonte di informazione sull’intelligence e l’apparato repressivo russo.

 

Dal 2022 su Soldatov grava in Russia un mandato di cattura «per la diffusione di informazioni false sull’esercito». Lui attualmente vive in esilio a Londra, dove è «visiting fellow» al King’s College. Ci ho parlato della nuova presa di controllo sul Cremlino da parte dell’intelligence. [...]

 

andrei soldatov 4

Negli ultimi mesi in Russia si registrano le riaperture delle carceri dei servizi segreti, chiuse dopo la fine dell'Unione sovietica, e i nuovi divieti sull'accesso a Internet imposti dagli stessi servizi segreti. Grazie alla guerra l’FSB ha visto il proprio potere aumentare? E questo è vero soprattutto del cosiddetto "secondo servizio" dell'FSB, che ufficialmente si occupa della "protezione dell'ordine costituzionale" e di "lotta al terrorismo"?

«Sì, l’FSB ha aumentato la propria influenza a partire dal 2022. L’ha fatto in modo drastico, e oggi è molto visibile. Ma penso che il secondo servizio sia solo una parte del problema. Probabilmente se ne parla di più perché è quello in cui l’impatto è più visibile, dal momento che influisce direttamente sulla società russa.

 

Anche la prima sezione dell'FSB, che si occupa di controspionaggio, sta diventando sempre più aggressiva. Per questo abbiamo tanti casi di spionaggio, al punto che nel Paese si è diffusa una paranoia. La gente vede spie ovunque. Ma non solo spie ucraine, della CIA o dell’MI6 britannico, ma anche della Cina. Siamo arrivati al punto che i servizi ormai scoraggiano qualunque tipo di contatto con cittadini stranieri».

 

andrei soldatov 5

Il New York Times ha rivelato circa un anno fa l'esistenza di un documento interno dell'FSB che presenta la Cina come un "nemico" e lo spionaggio di Pechino come una minaccia per la Russia: completamente l'opposto rispetto alla retorica ufficiale dell'"amicizia senza limiti" fra Vladimir Putin e Xi Jinping. Ed è emerso negli ultimi mesi che azioni di pirateria informatica cinese hanno preso di mira aziende russe della difesa. Lei si riferisce a questo?

«Alcuni dei casi sono pubblici, come lei dice. Altri invece non lo sono perché riguardano centri di ricerca e l'università. Ma le persone in ambienti del genere preferiscono non parlare troppo di eventuali incidenti legati allo spionaggio nel loro ambiente».

 

Che impatto questa dinamica ha sulla condotta della guerra contro l'Ucraina?

«Bisogna considerare che l’FSB ha anche il terzo servizio: il controspionaggio militare, che in teoria tiene sotto controllo le forze armate. Ma poiché ormai la guerra è diventata così vasta e complessa, il mandato del controspionaggio militare è cresciuto a dismisura. Controlla anche tutti i contratti assegnati alle imprese per la produzione di beni e servizi per l'esercito.

 

VLADIMIR PUTIN - AGENTI DELL FSB - SERVIZI SEGRETI RUSSI

Qui si trova forse la differenza più profonda tra la Russia attuale e l’Unione Sovietica di una quarantina di anni fa. In Unione Sovietica esisteva il complesso militare-industriale, ed era enorme. Oggi esiste ancora, ma ci sono anche aziende private che svolgono attività per conto delle forze armate: per esempio, fanno il software dei droni.

 

E ora il controspionaggio militare ritengono aver diritto di spiare anche quelle imprese. Anche qui a volte i casi diventano di dominio pubblico, ma tante altre volte restano coperti».

 

andrei soldatov 1

Come interpreta lei la legge, entrata in vigore in Russia in aprile scorso, che torna ad affidare la gestione di alcune carceri ai servizi segreti?

«Dallo scorso anno l’FSB sta creando un sistema carcerario parallelo, indipendente, che non ha nulla a che vedere con i penitenziari di prima. E non si tratta solo di carceri, ma anche di logistica. I prigionieri di guerra ucraini catturati vengono trasferiti dall’FSB nelle prigioni controllate dallo stesso FSB. Non solo per punirli, ma per l’intelligence.

 

Il modo migliore per reclutare fra i nemici, fra gli ucraini nel caso di oggi, è di farlo in carcere. È un sistema sviluppato dai servizi di sicurezza di Stalin durante la Seconda guerra mondiale. Si può esercitare pressione su queste persone e sui loro parenti in Ucraina. E si ha la possibilità di reclutarli. Ed è così che l’FSB interpreta il proprio ruolo nella guerra».

 

putin kgb

Quindi cercano di reclutare le famiglie dei prigionieri di guerra, attraverso le pressioni?

«È per questo che negli ultimi casi di sabotaggio in Europa non si parla più solo dei russi. I responsabili sono moldavi, ucraini, bielorussi, gente di ogni tipo. L’FSB capisce che i russi potrebbero essere identificabili, è chiaro. Quindi è meglio reclutare tra gli ucraini. Il ruolo dell’FSB sta diventando fondamentale nella guerra, ed è così che gli uomini dei servizi segreti si propongono a Putin. E naturalmente, in termini di stabilità politica, sono davvero indispensabili».

 

andrei soldatov 2

Putin sta diventando ostaggio dell’FSB per l’accesso alle informazioni di guerra e per poter mantenere un certo controllo sulla società e sugli imprenditori russi?

«Non è così semplice. Oggi abbiamo un personale dell’FSB diverso rispetto a vent’anni fa. Vent’anni fa l’FSB aveva dimensioni più ridotte, ma al suo interno c’erano persone in media più attive. Oggi Putin è al potere da molto tempo e abbiamo una generazione di funzionari che ha fatto carriera sotto un unico presidente.

 

Ciò limita la loro comprensione della situazione politica perché sono cresciuti professionalmente così, in quell’ambiente. Per loro è praticamente impensabile fare qualcosa per sfidare Putin. Sono meno ambiziosi rispetto alla generazione precedente, quella salita al potere con Putin stesso: uomini come ad esempio (il segretario del Consiglio di sicurezza del Cremlino ed capo dell'FSB) Nikolai Patrushev.

 

kgb

Questi ultimi hanno vissuto il disastro degli anni '90 e ricordano benissimo gli anni '80, il decennio terminale dell'Unione sovietica. Capivano ciò che avevano il potere di fare. Per la nuova generazione, è diverso».

 

Putin è stato prima un funzionario di scarso successo del KGB in epoca sovietica, poi capo dell'FSB negli anni '90 prima di ascendere al potere politico. Come si pone nei confronti dei suoi ex colleghi?

«Prima che la guerra iniziasse, ha fatto in modo da impartire alcune lezioni all'FSB. Ha creato anche lì un clima di repressione selettiva. Tutto è iniziato probabilmente uno o due anni dopo l'invasione della Crimea nel 2014, quando abbiamo avuto la prima ondata di incarcerazioni di funzionari di alto livello.

vladimir putin 1

 

Da quel momento chi lavora nell'FSB si è visto privare anche di vari diritti: non può più viaggiare all'estero o avere conti in banca e proprietà all'estero. Alcuni ufficiali molto popolari nel servizio sono anche stati accusati di corruzione, in modo umiliante per l'intero corpo degli agenti».

 

Ma in definitiva Putin dipende sempre più dai servizi segreti per molte funzioni, in particolare sulla guerra. Non trova?

«Vero. Da un lato, Putin sta diventando sempre più dipendente dall’FSB anche per i molti ruoli che il servizio segreto sta assumendo e per le informazioni che riceve da esso sull'andamento del conflitto. Dall’altro, le persone dei servizi sono politicamente meno ambiziose.

andrei soldatov 3

 

È meno probabile di un tempo che intervengano nel quadro della politica. Forse lui conta proprio su questo, perché capisce la psicologia degli uomini dell’FSB di questa generazione. Probabilmente crede di poterli privare di qualunque autonomia e ciò lo rassicura. Ma naturalmente non può controllarli tutti, per ragioni evidenti».

 

Cosa intende dire?

«Ad esempio, anche se pensa che tutte le persone intorno a se abbiano paura di lui e non ordirebbero mai un complotto – il che probabilmente è vero – non è in grado capire da solo cosa succede nel Paese. Non può sapere come sta evolvendo la situazione in Siberia, per esempio, senza un sistema adeguato di circolazione delle informazioni al di fuori dell’FSB.

 

vladimir putin 5

Come può controllare se i suoi rapporti sono veritieri, se anche i governatori regionali coinvolti hanno paura del servizio segreto? Al tempo dell'Unione sovietica le strutture del partito potevano dare la loro versione, adesso non esiste più una struttura istituzionale del genere».

 

Quali sono secondo lei i segnali più evidenti della crescente influenza dell’FSB negli nell’ultimo anno? Parlo di segnali che magari sono sotto gli occhi di tutti, ma forse non tutti hanno colto come tali.

«Probabilmente il caso di Felix Dzerzhinsky, il rivoluzionario bolscevico alleato di Lenin e fondatore della Ceka, la prima polizia segreta sovietica. Sembra che la decisione di far tornare la sua statua davanti al palazzo della Lubyanka, la storica sede dei servizi segreti, sia ormai presa.

vladimir putin 4

 

Era stata rimossa nel 1958 con la destalinizzazione. Di recente Putin ha anche intitolato a lui l’accademia dell’FSB. Si tratta di un caso relativamente nuovo e, per essere onesti, piuttosto schizofrenico; credo di non capirlo del tutto: capisco il modo di pensare degli uomini dell’FSB, ma non fino a quel punto. Da persona razionale, non riesco a capire come si possa allo stesso tempo elogiare qualcuno per aver creato la polizia segreta e allo stesso tempo dimenticare che quello stesso uomo era un rivoluzionario.

 

Non capisco come possano i dirigenti russi di oggi cercare contemporaneamente di essere gli eredi dell’impero zarista e della Ceka, che a suo tempo ha contribuito a distruggere l’impero zarista. Come si possano conciliare simili aspirazioni? Se invece uno pensa che si tratta solo di proteggere un regime, allora probabilmente ha un senso. Ma tutti questi discorsi sulla riabilitazione di Dzerzhinsky sono relativamente nuovi».

 

Cosa ci si può aspettare se la Russia diventa un Paese sempre più soggetto ai servizi segreti, mentre Putin invecchia e si indebolisce?

vladimir putin 6

«A volte le persone fanno paragoni con l’Unione Sovietica degli ultimi anni. Ma la gente dimentica che il KGB, il servizio segreto di allora, ha sostenuto la perestrojka. Lo ha fatto per una ragione molto cinica, pratica, egoistica: gli agenti segreti volevamo liberarsi del controllo del partito comunista.

 

Oggi non abbiamo più questo genere di questioni perché Russia Unita (il partito di Putin, ndr) è una farsa. Anche all’epoca l’Unione Sovietica invase un altro Paese, l’Afghanistan; ma il ruolo del KGB rimase relativamente limitato. Non era l’organizzazione sanguinaria e temprata dalla guerra che è oggi l’FSB.

 

vladimir putin 1

Oggi nell'FSB abbiamo gente che ha prestato servizio in Ucraina, che ha torturato, che ha le mani sporche di sangue e sa cosa c’è in gioco. Sono molto più aggressivi, più brutali e probabilmente meglio organizzati perché l’aver vissuto le stesse esperienze crea fra loro un cameratismo che negli anni ’80 non c'era».

 

Vede differenze fra gli obiettivi del KGB durante gli anni finali dell’Unione sovietica e quelli dell’FSB dopo più un quarto di secolo di potere di Putin?

“Probabilmente all’epoca, negli anni ’80, le persone nel governo, nel partito comunista, oltre che nello stesso KGB e nell’esercito, nutrivano ancora delle illusioni. Avevano delle speranze riguardo a ciò che sarebbe potuto accadere dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica.

vladimir putin donald trump

 

Oggi invece chi ricopre incarichi di responsabilità in Russia non si fa più alcuna illusione. Ha una visione del futuro molto, molto cupa. Questa è gente che ricorda com’è andata quando l’Unione Sovietica crollò. Visto dalla loro prospettiva, appare tutto molto chiaro. Il racconto che loro si fanno delle vicende del loro Paese è molto semplice e chiaro: l’ultima volta che l’Unione Sovietica ha posto fine a una guerra è stato in Afghanistan;

 

è ciò ha portato immediatamente all’umiliazione dello Stato, all’umiliazione dell’esercito e quasi al crollo del KGB. Questa gente non vuole che la storia si ripeta. Quindi per loro non ci sono dubbi. Non si preoccupano realmente dello stato dell’economia o delle conseguenze a lungo termine di quello che il Cremlino sta facendo. Per loro, è una guerra esistenziale”.

 

Per come la vedono, in gioco c’è la sopravvivenza della loro organizzazione?

«Sì: se si fermassero, sarebbe la fine per loro. E lo sanno». [...]

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