bernie sanders hillary clinton

NON SI SA COSA FACCIA PIÙ RIDERE DELL'INTERVISTA ALLA CLINTON: LEI CHE ANCORA SOSTIENE DI AVER PERSO PER L'INTERFERENZA DEI RUSSI, O IL FATTO CHE IL FAVORITO SIA IL SUO ODIATO SANDERS, UNO CHE NEL 2016 DAVVERO PERSE LE PRIMARIE (ANCHE) PER L'INTERFERENZA DEL PARTITO DEMOCRATICO ''COMPRATO'' DA HILLARY. ''SPERO CHE GLI ELETTORI TENGANO DA CONTO GLI ATTACCHI SESSISTI DEI SOSTENITORI DI SANDERS QUANDO VOTERANNO ALLE PRIMARIE''

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera

 

bernie sanders e hillary clinton 9

«L' imperativo è mandare Trump via dalla Casa Bianca: sosterrò qualunque candidato democratico e se vince, sosterrò il presidente democratico». Hillary Clinton gioca la carta della lealtà, anche se probabilmente di Bernie Sanders, attuale battistrada dei democratici nella corsa alla nomination, pensa tutto il male possibile. «È stato al Congresso per anni: non piace a nessuno, nessuno vuole lavorare con lui, non ha mai concluso nulla. È un politico di carriera», dice di lui Madame Secretary nel documentario dedicato alla sua vita, pubblica e privata il che è la stessa cosa, realizzato da Nanette Burstein e presentato ieri al Festival del Cinema di Berlino.

 

Quattro puntate di un' ora ciascuna, per uno straordinario viaggio attraverso più di mezzo secolo di storia degli Stati Uniti. Ma soprattutto il ritratto senza filtri e senza calcoli, genuino e a volte perfino disarmante, di una donna che come nessuno ha definito la politica americana, ma che come nessuno è stata sempre a torto o a ragione percepita come carrierista, calcolatrice, manipolatrice e insincera. L' ho intervistata insieme a un gruppo di giornalisti di testate internazionali.

 

clinton sanders

Perché ha accettato di fare un film, nel quale parla anche di episodi dolorosi della sua vita?

«Sono stata nella vita politica per un tempo molto lungo e ho visto così tante idee sbagliate e storie non vere su di me. C' è un momento nel quale vuoi mettere le cose in chiaro. Mi sono detta: vi posso piacere o meno, ma guardatemi con qualche elemento di autenticità e verità su chi sono sempre stata e chi sono. Credo che questo documentario lo dica bene».

 

Torniamo alle sue riserve su Sanders.

«Riguardano non solo lui personalmente, ma la cultura della sua campagna, del suo team e dei suoi principali sostenitori. Penso al sito Bernie Bros e ai continui attacchi contro gli avversari democratici, in particolare le donne. È molto preoccupante che Sanders non solo permetta, ma incoraggi questa campagna denigratoria. Spero che le persone ne tengano conto al momento di prendere la loro decisione».

 

Avendo perso contro Donald Trump, quale consiglio gli darebbe per batterlo?

new york post hillary clinton bernie sanders

«Ho avuto 3 milioni di voti in più di Trump. E nell' elezione del 2016 ci furono aspetti senza precedenti. Alcuni, come l' interferenza russa, sembrano ripetersi anche questa volta. Ho detto a tutti i candidati che dobbiamo battere Donald Trump, ma che dobbiamo vincere anche contro l' interferenza straniera, la propaganda sui social media, gli ostacoli insormontabili a votare posti contro le minoranze che sono la specialità repubblicana. È una sfida difficile. Credo che possiamo e dobbiamo farcela e farò di tutto perché questo succeda».

 

C' è una scena a casa di Tim Kaine, il suo candidato vice-presidente nel 2016, in cui lei descrive Trump come un Manchurian candidate, anche se non usa questa espressione, uno che «ha l' agenda politica di qualcun altro». In pratica, un agente di Putin. Ora Trump è il presidente. Lo pensa ancora?

«Non mi spingo così lontano a dire che è un Manchurian candidate, ma dico che ammira Putin e si è dimostrato straordinariamente disponibile a sposarne le posizioni. La scena cui si riferisce, comincia con Tim che dice: "Ho parlato con il presidente Obama e mi ha detto: andate là fuori e sconfiggete il fascista". Eravamo molto preoccupati, anche se non pensavamo che Trump potesse vincere».

 

Neppure Trump

donald trump hillary clinton 1

«Forse no. Ma la gente che era intorno a lui e stava manipolando il processo elettorale ha investito molti soldi per farlo vincere. Nonostante le idee sbagliate sul mio conto, credo che alcuni dei miei avversari mi capiscano perfettamente. Anche Putin aveva capito bene il mio impegno a difendere la libertà, il rapporto transatlantico, la Nato e l' Europa, quando ha deciso di far di tutto perché perdessi.

 

Trump è un presidente innamorato dei leader autoritari, al quale piacerebbe poter mandare i suoi oppositori in galera e poter fare qualunque cosa a prescindere dai limiti della legge. Ancora più importante, è cos' ha fatto: indebolire la Nato, attaccare la Ue, denunciare l' accordo con l' Iran, screditare la lotta contro i cambiamenti climatici, minare il nostro ruolo nel mondo. Tutte cose che vanno a favore di Putin. E non sappiamo tutto.

hillary clinton legge l odiografia su trump fire and fury

 

Quando Trump parla a tu per tu con Putin, e parlano molto spesso non si sa nulla, non c' è nessuno che prenda appunti . Il presidente Obama e io stessa abbiamo incontrato centinaia di leader, compreso Putin, ma c' era sempre un note taker . Non volevamo fraintendimenti. Trovo molto grave che leader autocrati vengano incoraggiati dal presidente americano».

 

Vedendo qual è la situazione, pensa ancora che fu giusto intervenire in Libia?

«Penso di sì, ma non ci fu il seguito che era necessario. Guardi alla Siria oggi, dove non siamo intervenuti. Quattrocentomila morti, milioni di profughi, un regime criminale sostenuto dall' Iran sul terreno e dalla Russia dall' aria. In Libia le persone si rivoltarono per le stesse ragioni contro un tiranno. Gheddafi aveva detto che li avrebbe uccisi come scarafaggi e lo avrebbe fatto. Il mondo arabo e gli alleati europei ci chiedevano di intervenire.

 

Era uno sforzo internazionale e quella missione fu portata a termine. Poi non è successo nulla. I libici che lottavano per la libertà non avevano alcuna idea della politica, erano accademici, imprenditori, avevano bisogno di aiuto e noi, gli Stati Uniti e l' Europa, non abbiamo dato loro il tipo di sostegno che avrebbe potuto normalizzare il Paese. Oggi c' è una sanguinosa guerra per procura per spartirsi le risorse energetiche e il territorio libico».

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