IL CULO DI OBAMA - LA LOTTA FRATRICIDA, A COLPI DI MUTANDE SPORCHE, TRA GINGRICH E ROMNEY, I DUE IMPROBABILI CANDIDATI REPUBBLICANI RIMASTI IN LIZZA - L’ADULTERO NEWT SEMBRAVA NON POTER RESISTERE ALLE ACCUSE DI INFEDELTÀ CONIUGALE, MA I SONDAGGI LO DANNO 17 PUNTI SOPRA IL RIVALE ADULTERATO MITT - E DOPO AVER VISTO DISINTEGRARE LE AMBIZIONI DEI VARI CAIN, PERRY E BACHMANN, AI CONSERVATORI NON RESTA CHE GUARDARE ATTONITI LO SCONTRO TRA LE DUE RELIQUIE…

Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

«Vero conservatore tu che ti sei battuto per un costosissimo sistema Medicare (la sanità pubblica per gli anziani, ndr) e che hai preso milioni di dollari da Freddie Mac», la finanziaria semipubblica dei mutui subprime? L'affondo di Mitt Romney è seguito dall'immediata replica di Newt Gingrich: «E tu allora? Prima di parlare restituisci i soldi che hai accumulato per anni da capo di Bain Capital, tra una bancarotta e un licenziamento di massa».

Avevano promesso di condurre una campagna elettorale senza attacchi personali: niente lotte fratricide tra candidati repubblicani. Ma l'improvviso boom dei consensi conservatori per Gingrich che ha superato di slancio, nei sondaggi, il battistrada Romney, ha spinto l'ex governatore del Massachusetts a tirare fuori le unghie.

Accusato di essere inaffidabile per i suoi frequenti cambi di posizione e per una storia politica più da liberal che da arciconservatore «reaganiano» come oggi pretende di essere, Romney ha reagito sostenendo che l'ex speaker della Camera è quanto di più lontano ci possa essere da un vero conservatore rigorista su temi cruciali come la sanità, la finanza, i mutui-casa.

Ieri è partito un altro fronte d'attacco sulle politiche per l'ambiente: il «cap & trade», il sistema di compravendita dei diritti a emettere anidride carbonica previsto dal protocollo di Kyoto e adottato dall'Europa, ma mai condiviso dagli Usa, è una delle bestie nere dei conservatori. Da ieri la campagna di Romney ha messo in Rete un video intitolato «Newt and Nancy» nel quale si vede Gingrich flirtare nel 2008 con Nancy Pelosi (un personaggio detestato dalla destra) a sostegno dell'iniziativa anti gas serra (e pro «cap & trade») di Al Gore, un altro leader democratico. Commento di una voce fuori campo: «Con amici come Newt che bisogno c'è di una Sinistra?».

A tre settimane dall'inizio della stagione delle primarie, i candidati alla nomination repubblicana hanno cominciato a combattere a mani nude, senza più preoccuparsi delle conseguenze. L'unico a sorridere è Barack Obama: si era rassegnato al confronto con un Romney che volava alto tra i contendenti della destra e che, per la sua storia politica di moderato, rischiava di mangiare consensi al centro a un presidente democratico assai logorato dalla crisi economica.

L'improvviso riemergere di un vecchio conservatore che appariva irrimediabilmente logorato dalle sue vicende personali (ripetuti casi di adulterio) e dalle attività paralobbistiche svolte una volta lasciata la politica, ha sorpreso anche gli strateghi del presidente che ora si godono lo spettacolo delle lotte fratricide nel campo avverso.

Dove, anche se l'establishment repubblicano si fida più del professionista Romney che della «testa calda» Gingrich, la «pancia» del fronte conservatore mostra chiaramente di non volerne sapere del manager mormone. Un fronte che, dopo aver puntato su tre candidati che gli si sono disintegrati tra le mani (la Bachmann, Rick Perry ed Herman Cain), alla fine si è rifugiata tra le braccia del vecchio Newt.

Una scelta fatta quasi per disperazione che delinea una situazione dagli aspetti grotteschi: proprio uno scandaletto a sfondo sessuale ha fatto cadere Cain aprendo la strada al «grande adultero» Gingrich. Che, consapevole della sua vulnerabilità, finisce per firmare una curiosa lettera a Family Leader, un gruppo conservatore che tutela i valori della famiglia, nella quale si dichiara pentito per i suoi errori e promette di essere, d'ora in poi il fedele marito di Callista, la sua terza moglie. Che, così, diventa un personaggio-chiave della sua campagna anche perché si scopre che è stata lei a spingerlo ad andare avanti quando, qualche mese fa, relegato nelle retrovie, aveva deciso di ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca.

Grottesco anche l'attacco «da sinistra» nel quale Gingrich rimprovera a Romney ristrutturazioni aziendali e licenziamenti. Lo accusa, cioè, di essere stato un duro capitalista: proprio quello che i radicali dei Tea Party vogliono dai loro candidati. Nonostante ciò Mitt, vissuto dal popolo di destra come un politico-robot, continua a sprofondare nei sondaggi. Il distacco da Gingrich è giunto a un abissale 17%.

 

Newt Gingrich ROMNEY Barack ObamaHerman Cainrick perryMICHELE BACHMANN

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)