luciana lamorgese matteo salvini

OCCHIO CHE IL GOVERNO È CAMBIATO MA I PORTI RESTANO CHIUSI: NEGATO LO SBARCO ALLA ALAN KURDI CON 13 MIGRANTI - LA NUOVA MINISTRA LAMORGESE AVEVA DETTO: ''SAREMO PIÙ UMANI'', MA IL DECRETO SALVINI È ANCORA VIGENTE - ORFINI, PD CORRENTE RACKETE, ROVINA LA FESTA: ''LAMORGESE, GUERINI E DE MICHELI DIMOSTRINO SUBITO DISCONTINUITÀ''. L'EUROPA GIRA IL COLTELLO NELLA PIAGA DEI NUOVI BUONI: ''NESSUNO CI HA CHIESTO COORDINAMENTO''

 

  1. MIGRANTI: UE, NESSUNA RICHIESTA COORDINAMENTO PER ALAN KURDI

la nave alan kurdi della ong sea eye 1

 (ANSA) - La Commissione europea per il momento non ha ancora ricevuto la richiesta di coordinamento per la ridistribuzione dei migranti a bordo della nave della ong Alan Kurdi. Lo spiega la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud rispondendo ai giornalisti.

 

  1. MIGRANTI: ORFINI, NUOVO GOVERNO HA NEGATO PORTO A ALAN CURDI

 (ANSA) - "Non voglio rovinare la festa a nessuno, però ieri il ministero dell'interno (nuova gestione) ha negato un porto sicuro alla Alan Kurdi che da giorni attende in mare dopo aver salvato 13 migranti. Non so chi abbia assunto questa decisione, ma è una scelta sbagliata. Sbagliatissima". Così Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico su Facebook.

CAROLA RACKETE - MATTEO ORFINI - GRAZIANO DELRIO

 

"Siamo tutti felici che al governo non ci sia più Salvini, ma non basta: ad essere abbandonate devono essere anche le sue politiche, sennò davvero non ha senso. I ministri Lamorgese, Guerini e De Micheli dimostrino subito di aver chiaro il senso della parola discontinuità e facciano sbarcare i naufraghi, correggendo immediatamente l'errore commesso ieri". conclude Orfini.

 

 

  1. LAMORGESE: PIÙ UMANI - MA I PORTI RESTANO CHIUSI

Cristiana Mangani per ''Il Messaggero''

 

Il primo test lo offre la Alan Kurdi, la nave umanitaria della ong tedesca Sea Eye che naviga da giorni e che ora è davanti a Malta senza avere il permesso per entrare in porto. «Abbiamo chiesto al ministero dell'Interno - dicono i capi missione - se ora che l'Italia ha un nuovo governo il cosiddetto decreto Salvini sia ancora valido. E il ministero, in tarda mattinata, ce lo ha confermato. Apparentemente, anche questo esecutivo mantiene una posizione di fermezza contro gli sforzi dei salvataggi di civili».

luciana lamorgese luigi di maio

 

NESSUNA INVASIONE

Nessuna concessione, dunque, almeno per il momento. Perché la linea del neo ministro Luciana Lamorgese non sarà certamente uguale a quella del suo predecessore, anzi. Ma deve comunque fare i conti con un'opinione pubblica ormai nettamente schierata sul tema dell'immigrazione. Niente porti aperti in maniera indiscriminata, quindi - indietro non si torna - ma certamente più umanità. E poi i casi verranno analizzati volta per volta, a seconda della situazione e sempre di concerto con il premier Conte, partendo dal presupposto che l'Italia non sta subendo invasioni.

 

luciana lamorgese 9

Sarà un lavoro non facile, anche perché l'ex prefetto subentra a un ministro che ha esasperato i toni con un'Europa che ha colto così l'occasione per continuare a non occuparsi del problema. E ora ci si aspetta molto da Bruxelles, a cominciare da una revisione della gabbia del Trattato di Dublino che impone al Paese di primo arrivo di farsi carico dei migranti sbarcati. Anche se è più facile immaginare che un contributo concreto arrivi con la ricollocazione dei migranti.

 

Nel frattempo, Lamorgese, ieri mattina, dopo aver giurato davanti al presiedente della Repubblica, ha salutato i giornalisti presenti augurando buon lavoro. Nessun'altra dichiarazione. Poi si è recata al ministero dove ha incontrato i capi dipartimento e il capo della Polizia Franco Gabrielli, con il quale ha ottimi rapporti. Bisognerà aspettare la fiducia al governo che avverrà nei prossimi giorni, prima che il neo ministro definisca un'agenda.

 

 

la nave alan kurdi della ong sea eye 3

Cosa succederà alla prossima nave umanitaria che tenterà di entrare in acque italiane con a bordo i migranti? Diverse le ipotesi possibili, tutte da concertare con Palazzo Chigi. Sebbene il neo ministro avrebbe anche la possibilità di non firmare il divieto, al contrario di quanto faceva il leader leghista in base all'articolo 1 del suo dl che gli concedeva la facoltà di «limitare o vietare l'ingresso» a navi «per motivi di ordine e sicurezza pubblica». È una facoltà, non un obbligo, ma potrebbe essere il primo modo per disinnescare gli effetti della legge salviniana.

 

luciana lamorgese matteo salvini 2

Lamorgese dovrà comunque far ricorso a tutte le sue riconosciute doti di mediazione e ascolto per trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dem - che sono per una cesura netta con le politiche del precedente Governo - e quelle di una parte dei Cinquestelle, che puntano a mantenere una linea rigorista. In ogni caso, la stella polare del nuovo ministro, come recita il 15° dei 26 punti contenuti nelle linee programmatiche del nuovo Governo, sarà aggiornare la normativa «seguendo le recenti osservazioni formulate dal presidente della Repubblica».

 

I RILIEVI AL DECRETO

Il riferimento è alla lettera che Sergio Mattarella ha inviato lo scorso 8 agosto con i rilievi al dl sicurezza bis. Il capo dello Stato aveva sollevato «rilevanti perplessità», in particolare, sulle sanzioni a carico delle navi che violano il divieto di ingresso in acque italiane: multe fino ad un milione di euro e confisca. Serve, ha spiegato, «la necessaria proporzionalità tra sanzioni e comportamenti», ricordando che il divieto può essere disposto «nel rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia». Anche sul primo decreto sicurezza, quello dell'ottobre 2018 che conteneva una stretta sui richiedenti asilo, il presidente aveva scritto per sottolineare che restano «fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato».

 

la nave alan kurdi della ong sea eye

Da prefetto di Milano Lamorgese aveva bacchettato le ordinanze anti-migranti dei sindaci leghisti: «È importante accettare la diversità, che è ricchezza e procedere con l'integrazione. Io dico che bisogna accogliere nelle regole e non respingere il diverso che può essere un arricchimento per il territorio». E c'è da attendersi proprio un impulso alle politiche dell'integrazione, depotenziate da Salvini. Il nuovo ministro punterà anche a ricucire l'essenziale rapporto con Bruxelles e con le altre capitali europee, da Parigi e Berlino, nella convinzione che occorre trovare alleanze per cambiare le cose.

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