OGGI LA CASSAZIONE PUO’ DARE (GIA’) IL COLPO DI GRAZIA AL GOVERNINO

Luca Fazzo per IlGiornale.it

La parola magica, quella che non si deve pronunciare ma che tutti sussurrano è: salvacondotto. Parola proibita: perché garantire a Silvio Berlusconi una via d'uscita dai suoi guai giudiziari non è, dal punto di vista del diritto, nelle facoltà di nessuno.

Eppure sono in molti a sperare o a temere che dell'accordo per la nascita del governo Letta faccia parte anche la possibilità per il Cavaliere di non trovarsi nel giro di poche settimane sommerso dalle condanne: uno scenario che metterebbe a rischio la stessa sopravvivenza del governo. In realtà, per la prima volta si apre oggi uno scenario in cui Silvio Berlusconi potrebbe allontanare le sue preoccupazioni giudiziarie senza bisogno di interventi dall'alto. La chance ha un orario e un luogo precisi: nove e mezza del mattino, aula della Sesta sezione della Cassazione.

È l'udienza che doveva tenersi il 18 aprile, e che saltò perché i due legali di Berlusconi erano impegnati a Montecitorio nell'elezione del Capo dello Stato. La corte presieduta da Giovanni De Roberto dovrà valutare se davvero, come sostiene Berlusconi, vi sia il legittimo sospetto che a Milano il «pregiudizio colpevolista» sia talmente forte e radicato di rendere impossibile un processo sereno.

Se dovesse venire accolta la richiesta di rimessione, verrebbero spostati a Brescia sia il processo d'appello per i diritti tv, che andrebbe incontro quasi certamente alla prescrizione; sia il processo per il caso Ruby, che a Milano è anch'esso prossimo alla conclusione e che invece slitterebbe a chissà quando. È uno scenario possibile, anche se non probabile: e che oltre ai vantaggi processuali offrirebbe a Berlusconi una sorta di consacrazione di quanto da anni va affermando sulla persecuzione di cui si sente vittima.

La decisione della Cassazione arriverà, verosimilmente, nel pomeriggio o nella serata di oggi. È una udienza, comunque la si guardi, decisiva. A distanza di dieci anni dal primo tentativo, Berlusconi porta il suo scontro con le toghe davanti al massimo organo della giustizia italiana. Nel 2002 furono le sezioni Unite a dar torto al Cavaliere, ordinando che i processi a suo carico andassero avanti a Milano fino alla loro conclusione: e va ricordato che non furono conclusioni negative per Berlusconi. Se oggi la sesta sezione dovesse anch'essa respingere la richiesta di rimessione, le prospettive per l'ex leader sono ben più fosche. Nel giro di pochi giorni si potrebbe trovare con più di dieci anni di carcere sulla groppa.

Dopodomani, se la Cassazione non fermerà tutto, riprende infatti il processo d'appello per i diritti tv: udienza mercoledì e un'altra udienza sabato, e già quel giorno potrebbe arrivare la sentenza. In primo grado al Cavaliere sono stati inflitti quattro anni di carcere e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, che se venissero confermati in appello diverrebbero una prospettiva concreta e ravvicinata. Lunedì 13, poi, Ilda Boccassini potrebbe concludere la sua requisitoria nel processo Ruby: e qui, oltre a una scontata richiesta di condanna intorno ai sette-otto anni di carcere, la Procura pare si prepari a chiedere un altro periodo di sospensione dalle cariche pubbliche.

Insomma, un disastro per il Cav. Cui a quel punto per limitare i danni non resterebbe che sperare nella Corte Costituzionale, che potrebbe azzerare il processo per i diritti tv, togliendogli almeno metà dei suoi grattacapi. Ma i giudici della Consulta sono talmente divisi al loro interno che la camera di consiglio è stata sospesa e non si sa quando riprenderà.

 

i giudici riuniti in cassazione cassazioneBERLUSCONI PRENDE UN CAFFE' IN TRIBUNALERUBY PROTESTA AL TRIBUNALE DI MILANO FRANCO COPPIghedini_longo

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